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Vinitaly a Giugno? Non tutti sono d’accordo

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Il rinvio del Vinitaly a Giugno ha creato non pochi dibattiti sui social network e sui blog di settore. Chiaramente a causa del Coronavirus non si sarebbe potuto più svolgere ad Aprile. Ma dai giornalisti fino ai produttori di vino non è stato unanime il parere positivo sulla scelta di spostare la fiera in un periodo caldo e delicato dovuto al lavoro in vigna. A prendere una posizione netta è la Fivi, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, che già da giorni, attraverso alcuni soci, aveva dato segnali di dissenso e ora lo fa in maniera più chiara per mezzo di un comunicato.

Matilde Poggi, presidente della FIVI, ha chiesto a Verona Fiere lo slittamento al 2021 di Vinitaly.

Si legge nel comunicato: “La richiesta, presentata il 10 marzo durante il confronto tra Verona Fiere e i Presidenti di filiera, arriva per l’effettiva difficoltà delle cantine a conduzione familiare di essere fisicamente presenti nelle nuove date di giugno, periodo in cui il lavoro in vigna è tanto, ma anche per la situazione di emergenza che coinvolge in questo momento non solo il nostro Paese, ma anche altri Stati europei e del resto del mondo”.

“Ci siamo confrontati internamente sulla questione di un Vinitaly a giugno – dichiara Matilde Poggi – e la maggioranza dei 220 vignaioli che avevano già dato adesione alla fiera si è detta favorevole ad uno slittamento al 2021. FIVI è stata l’unica associazione tra le presenti al confronto con Verona Fiere che ha presentato questa posizione. Se, nonostante la nostra richiesta, Vinitaly 2020 verrà confermato, ci riserviamo di avviare un confronto con Verona Fiere per valutare a fine emergenza i termini di una nostra eventuale partecipazione”.

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