Un Blog avvinato

Vino da investimento barolo conterno 2002

Vini da investimento, ecco le etichette più performanti

in Wine World Di

Il valore materiale del vino finisce quando entra nel bicchiere. Questo è un dato di fatto. Ma quando invece è contenuto nella bottiglia il suo valore può variare, scendere o salire. Tutto ciò è stabilito dalla legge di mercato, dalla regola basilare di domanda e offerta. Nel gigantesco mercato globale del vino, le bottiglie pregiate rientrano nei beni da investimento, proprio come l’oro o il mattone.

Certo ci sono pro e contro, ma anche il vino pregiato è inquadrato in una serie di listini. E propio come i titoli azionari in borsa si possono seguire le quotazioni. Per monitorare questi andamenti una soluzione è Liv-Ex, che dai primi anni 2000 raccoglie numeri e prezzi e traccia gli affari delle bottiglie di pregio, a livello mondiale.

A proposito, quali sono i vini che stanno performando di più nell’ultimo periodo?

Nella classifica  “The top ten performers in the Liv-ex Fine Wine 1000 index in 2019” troviamo al primo posto Giacomo Conterno con il Barolo Riserva Monfortino 2002 (foto di copertina), il secondo vino è l’Ermitage Pavillon 2007 di Chapoutier e il terzo uno champagne mitico, il Grand Annee 2004 di Bollinger.

 

Segue tabella con i 10 vini più performanti del 2019

The top ten performers in the Liv-ex Fine Wine 1000 index in 2019

Scrivono da Liv-Ex: “A differenza dell’anno scorso, quando tutti i più grandi rialzi di prezzo del Liv-ex 1000 provenivano dalla Borgogna, quest’anno è stato mostrato il volto mutevole del mercato del vino pregiato, con un solo vino della Cote de Beaune. La classifica è un riflesso delle regioni che hanno costantemente guadagnato slancio nel 2019 – Italia, Champagne e il Rodano. Il top performer è Giacomo Conterno, Barolo Riserva Monfortino 2002, con un balzo di valore del 75% rispetto a quello dell’anno scorso anno. I prezzi dei migliori vini piemontesi sono stati guidati non solo dalla qualità dei vini, ma anche dalla loro rarità ed esclusività. Tre vini di Gaja figurano anche nella top ten, il marchio ha realizzato così il suo grande ritorno”.

Lo scenario del 2019: “In passato, abbiamo notato una correlazione tra vino e oro, entrambi considerati beni  rifugio e coperture contro l’inflazione. Quest’anno, l’oro si è comportato molto meglio del vino pregiato, in aumento del  14.3%. Mentre sia la Fed che la BCE hanno allentato i lacci della borsa nel tentativo di contrastare i negativi effetti delle tensioni commerciali globali, i timori di inflazione sono stati nuovamente alimentati, aumentando la domanda del metallo. Il susseguirsi dei venti politici ed economici contrari ha portato anche a una forte volatilità dei mercati valutari, e di conseguenza, del prezzo del vino”.

Quindi gli effetti della Brexit e i dazi made in Usa emanati da Trump. Ciò si riflette in un calo delle richieste internazionali del vino pregiato e nell’aumento delle proposte.

Oro e vino a confronto 2019
Oro e vino a confronto 2019

 

La Geopolitica incide anche sul mercato del vino, per questo motivo non è facile fare previsioni per il 2020. Sicuramente grande importanza avrà la situazione di Hong Kong, crocevia di grande importanza per le rotte commerciali del vino. In caso di una soluzione è prevedibile una nuova impennata degli scambi commerciali nella macro-area asiatica.

Per quanto riguarda i vini Bordeaux, che hanno visto un crollo nelle quotazioni, con picchi negativi a luglio, l’annata 2019 sembra buona e migliore rispetto alla 2018, ma per le conferme bisognerà aspettare gli esiti delle degustazioni di Bordeaux En Primeur. Ogni anno, infatti, l’Union des Grands Crus de Bordeaux organizza la Primeur Week (verso marzo). Ben 300 châteaux aprono le loro porte per presentare l’ultima annata. Per cinque giorni tutti i Grands Crus sono degustati da professionisti e giornalisti di tutto il mondo. E l’annata presentata quest’anno è la 2019. Intanto la certezza è che l’annata 2016 per i Bordeaux ha già avuto un successo clamoroso, ed è stata acclamata da tutta la critica internazionale. Testimoniato anche dal primo posto per Château Léoville Barton St.-Julien 2016 nella classifica di Wine Spectator che ha segnato già un’impennata negli scambi per questa etichetta.

Se i vini italiani e gli champagne sono stati le stelle del 2019 ora ci si aspetta che le regioni, un po’ trascurate in passato, continueranno probabilmente ad emergere. Ma di chi sarà il turno nel 2020?

Lascia un tuo commento

Richieste di rettifica, consigli o inviti? Scrivici a info@radiobottiglia.com. // Rectification requests, advices or invitations? Write us at info@radiobottiglia.com

Gli ultimi da Wine World

Torna Su