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Vignaioli di Radda 2019

Vigne e boschi, l’armonia dei Vignaioli di Radda

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Mi sveglio, scosto leggermente la tenda, e c’è un sole pieno che illumina i vigneti – bellissimi – di Colle Bereto attraversati dal passaggio di tre/quattro leprotti. Dietro, a incorniciare il tutto, c’è il verde maestoso dei boschi. Sono a Radda in Chianti, enclave dell’enologia di alta qualità, feudo dei più eleganti vini del Chianti Classico, ambasciata del Sangiovese più sofisticato.

Non so se sono riuscito con questo piccolo incipit a descrivere l’entusiasmo e la felicità di stare qui. Sono le otto di mattina, mentre scrivo, mi sono spostato nella piazzetta centrale del paese, proprio tra la fontana, il Municipio e la centralissima via Roma. Solo l’idea di tornare oggi pomeriggio a Milano mi prende malissimo. Mentre ora sono fresco e riposato preparandomi a visitare un paio di aziende che già apprezzo tantissimo: Carleone e Val delle Corti. Ma intanto riguardo la gallery del mio smartphone, sempre testimone di assaggi mitici, e ripercorro un po’ la giornata di ieri, venerdì 24 maggio. Una giornata passata insieme a tutti i Vignaioli di Radda. La terza edizione dell’evento che si svolge in quella splendida cornice che è la Casa del Chianti Classico, un ex convento che fu fondamentale non solo per l’istruzione dei raddesi ma anche per la cultura della vite e dell’enologia. 

Una festa, una bellissima esperienza, per approfondire le sfumature di questi territori. Banchi d’assaggio, compresa qualche vecchia annata, che non fa mai male… Aziende di alto profilo, di alta qualità, che di base hanno un’identità comune, ma soprattutto condividono valori importanti. Perché a Radda è tutto bello, c’è un’armonia che incanta: la vigna convive con il bosco. C’è una naturale forma di rispetto, quasi scontata. 

Il vignaiolo di Radda vive il bosco con grande considerazione, tra i principi dell’associazione c’è la salvaguardia di questo elemento che fa da garante per la biodiversità, tema importante e sempre più attuale, universale. 

E soprattutto l’approccio al vigneto è un terreno di condivisione per tutte le 24 aziende che si sono associate sotto l’egida dei Vignaioli di Radda. Un approccio sempre più verso una sana attenzione nei confronti della terra, quindi un percorso comune sempre più verso le tecniche biodinamiche. Per esempio, si fa sovescio praticamente ovunque.

Ma soprattutto le ambizioni di Radda, come comunità di Vignaioli, è quella di crescere, fare vini di territorio, raggiungendo vette qualitative sempre più alte. Vere eccellenze vinicole, che l’associazione – costituita l’11 Settembre 2018 – si propone di promuovere tra i primi punti dello statuto.

I Vignaioli di Radda sono un gruppo affiatato, e l’entusiasmo è davvero palpabile. Tra loro si nota un sano principio di condivisione. Lo si vive quando ti accompagnano attraverso tutti i loro terreni con le Jeep. Salendo e scendendo per stradine ertissime, allegramente sballottolati (con il mitologico Johnny di Off Road Tuscany e la sua crew), ammirando dei panorami mozzafiato.

Eccoli, dunque tutti i Vignaioli di Radda: Borgo La Stella, Borgo Salcetino, Brancaia, Cantina Castelvecchi, Caparsa, Castello di Albola, Castello di Radda, Castello di Volpaia, Castello di Monterinaldi, Colle Bereto, Fattoria di Montemaggio, Istine, L’Erta di Radda, Monteraponi, Montevertine, Podere Capaccia, Podere l’Aja, Podere Terreno alla Volpaia, Poggerino, Pruneto, Tenuta Carleone di Castiglioni, Terrabianca, Val delle Corti, Vignavecchia.

Presidente dell’Associazione è Roberto Bianchi (Val delle Corti), il Vice Presidente Martino Manetti (Montevertine), e il “Direttore SportivoAngela Fronti (Istine).

La chicca finale, tanto per rimarcare lo spirito del gruppo in maniera più simbolica e pragmatica, è stata una 18 litri “condivisa”. Idea perfetta, perché 18 diviso 24 fa 0,75. Ogni azienda ha dato quindi una propria bottiglia di Chianti Classico d’annata 2015 che è stata versata insieme alle altre nella grande Melchior. Il risultato è stato un vino strutturato e complesso. Un autentico vino di Radda.

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