Un Blog avvinato

Kuen Hof degustazioni annate 2018

Vertical Limit. Kuen Hof di Peter & Brigitte Pliger

in Wine Tour Di

Questa mattina sul profilo Instagram del blog (@Radiobottiglia) – complice anche l’hashtag #TBT, tradizione social ormai consolidata – che sta per “Throwback Thursday”o “Turn Back Time” – ho pubblicato le foto che mi hanno dato Peter & Brigitte Pliger proprietari dell’azienda Kuen Hof, quando sono andato a trovarli. Son immagini mozzafiato: i falò che illuminano la vigna, la luce calda del fuoco contro una freddissima e nera notte di fine primavera. Proprio in questi giorni in cui si sta svolgendo la vendemmia bisogna ricordare che è stata una annata particolare, difficile in molte zone. A tratti è stata davvero preoccupante, tra gelate e grandinate. Da Kuen Hof però l’annata è stata preservata. Sicuramente con un po’ di fortuna e poi loro sono stati attenti, tutto sommato la vigna ha resistito bene. Ho visto le piante, foglie e grappoli più che sani. L’ho fatto con i miei occhi, durante una visita estiva di volata. Perché previdenti e precisi – come solo i sudtirolesi sanno essere – avevano, fortunatamente, comprato le torce giusto un anno prima.

 

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Accendere un falò in vigna è veramente romantico. Al di là della spettacolarità visiva, del lato estetico assolutamente affascinante, si tratta di un gesto bellissimo (e molto costoso). È più di un simbolo. Rappresenta la tecnica e la tenacia dell’uomo che sa corregge i malumori della natura, le sciagure di una annata balorda e non generosa. E quando ci arriva una bottiglia al tavolo non ci si pensa mai. Si bada di più al prezzo che al percorso che quel vino ha compiuto.

A volte è un peccato. Perché dietro a un’etichetta ci sono tante di quelle storie che aumentano, arricchiscono, danno più sapore a un vino già buono.

E torniamo a Kuen Hof. Era da tanto tempo che volevo andarli a trovare. Mi ricordo la prima volta che un amico mi fece assaggiare un loro Sylvaner, anni fa. Era perfetto. Un grande vino bianco  dal palato meraviglioso. Un gusto verticale ma dal palato rotondo…. vorrei essere più prosaico, più facile, ma non ci riesco. Perché lo stile di Kuen Hof è così. Sono vini quadrati ma tondi, solidi ma slanciati. Vini puliti. Verticali veramente, retti da un bel nerbo forte, saldo e allo stesso tempo equilibrato: composto da mineralità e una leggera sapidità.

Qui la domanda: Un vino verticale lo è per la pendenza del suo terroir?

Non è sempre vero e non è una definizione esaustiva. Ma pensa alla Mosella! Pensa all’Etna! E anche  nel caso di Kuen Hof sembra essere così! Terrazzamenti ripidissimi come i gradini dello Stadio San Siro. Roba che se inciampi finisci ruzzolando velocemente sulla statale che costeggia l’Isarco a fondo valle.

Un vero bianchista, questi vini, li deve provare ed amare. La firma è chiara, se si fa una degustazione orizzontale si riconosce facilmente.  È l’aromaticità a variare, chiaramente assieme alle caratteristiche del vitigno che vengono sempre rispettate.

Gewürztraminer, Sylvaner, Riesling e Veltliner. A proposito di quest’ultimo che in Austria prende l’accezione Grüner e diventa letteralmente Valtellinese verde, Kuen Hof è una delle poche aziende a produrre questo vitigno all’interno dei confini nazionali (un’altra che mi piace tantissimo è Ebner) e forse è stata la prima nella vallata.

Tra i vini prima citati c’è il Riesling, sicuramente formidabile e forse l’etichetta più famosa dell’azienda, anche se nella degustazione – in cui erano tutte 2018 – , il vino più “pronto” era il Gewürz. Lo dico, non sono amante del vitigno ma devo dire che l’ho trovato fantastico, uno dei pochi della specie (di nazionalità italiana) che berrei sempre volentieri e con una predisposizione attenta durante l’assaggio.

Comunque tutte le bottiglie erano di una precisione assoluta, anche se ancora in fase di sviluppo. Bottiglie che possono e devono invecchiare nel tempo. Ogni tanto qualcuno mi chiede dei bianchi da invecchiamento, ecco, questi vini possono invecchiare anche venti anni. Qual è il segreto? Ficcando il naso in giro per la tenuta ho trovato una cantina raccolta, bella ma soprattutto pulita. Praticamente asettica come una sala operatoria. Ma la cantina non si trova all’interno di una struttura moderna e avveneristica, bensì all’interno di un maso dell’11° secolo. Tra le mura antiche dal chiaro stile tirolese troviamo botti in betulla e acciaio. Fine. Minimalismo sano, buono ed efficiente.

Botti di Betulla Kuen Hof

Il resto lo fa la vigna. I già menzionati terrazzamenti alti, a volte vertiginosi. Qui si fa la viticoltura eroica. La vera viticoltura di montagna che sposa un approccio biodinamico. Poi le fermentazioni si innescano con i lieviti indigeni e quando l’essenziale lavoro di cantina viene ultimato, com’è ormai stile e non più una moda da queste parti, tutto viene suggellato da un tappo stelvin.

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