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Venerdì Pesce 10 vini bianchi da abbinarci

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La tradizione Cattolica vuole che il venerdì si mangi pesce. Riassumendo in modalità ultra-veloce: «è il cosiddetto ‘giorno di magro’ che si caratterizza per il consumo di pesce al posto della carne, legato al digiuno biblico. Quindi la carne degli animali a sangue caldo sarebbe vietata». La regola cattolica del digiuno prescrive tutt’oggi la rinuncia alla carne per tutti i venerdì dell’anno, «a tutte le persone sane a partire dal quattordicesimo anno di età».

Mangiare pesce una volta alla settimana però non ha solo una valenza religiosa, e anche agli atei fa bene una dieta variegata. Mettendo da parte la questione religiosa, parliamo di cose più serie… Cosa abbiniamo a questi pesci?

Ecco dieci bottiglie, alcune delle quali saranno già note ai sommelier più incalliti – o ai lettori di Radio Bottiglia -, altre sono delle vere novità anche per questo blog. Per tutte le tasche: vini dallo stile classico, altri dal piglio più “artigianale”…. Si parla, come sempre, di ottime bevute. Senza pregiudizi e senza reverenze (sì, mi piace la forma antica), in completa autonomia e indipendenza.

Ecco i 10 vini bianchi per una cena indimenticabile a base di pesce

1. Liguria di Levante Bianco IGT “Labianca” 2019  Cantine Lunae

Colli che segnano un confine, mai troppo chiaro, tra la Toscana e la Liguria. Un posto caratterizzato da ridenti colline verdi, che si ergono mantenendo forme morbide. L’aria fresca proviene dal mare. In questa zona i grappoli crescono meravigliosamente. Più si sale e più le vigne producono uve che prendono aromaticità. Vini che nascono e conservano sempre un timbro di grande eleganza. Il Vermentino è il vitigno simbolo, ma non mancano sorprese. Labianca 2019 di Cantine Lunae è infatti un blend in cui il Vermentino si unisce a una percentuale minore di Malvasia (20%). Nasce così un’unione assolutamente ben riuscita perché le parti sono perfettamente integrate. Un vino da abbinare al pesce bianco. Classico anche l’abbinamento con gli spaghetti alle vongole. (9 euro)

2. Marchese Raggio “Old Année” Gavi Docg 2015

Anche in questo caso ci troviamo in una zona sul confine ligure, senza spostarci geograficamente di moltissimo, ma percorrendo quasi 150 chilometri da dove siamo partiti… Arriviamo quindi in Piemonte: al di là delle colline liguri si trova questa zona un tempo largamente elogiata e celebrata. Il motivo storico era legato alle ricche famiglie genovesi che venivano in vacanza a Gavi alla ricerca di un luogo ameno e soprattutto fresco, al riparo dalle calure estive. Un vero e proprio buen retiro. Chiaramente il posto doveva avere un vino all’altezza per accompagnare la villeggiatura estiva. Si sa che i genovesi hanno sempre avuto palati esigenti. E così nacque il Gavi. Con Marchese Raggio Old Année 2015 troviamo una versione classica di questa denominazione… che più classica non si può. Mi piace proporre questa etichetta per accompagnare una bella zuppa di pesce alla genovese. (27 euro)

3. Vigna Segreta Falanghina del Sannio Sant’Agata dei Goti Doc 2017

Il grande misunderstanding della Falanghina sta tutto del suffisso -ina. Se si fosse chiamata “Falangona” magari tutti gli avrebbero dato più rispetto e considerazione. Battute stupide a parte, se siete soliti parlare di questo ottimo vitigno in maniera superficiale, allora è fortemente consigliata questa etichetta. Vi ricrederete! Vigna Segreta è veramente un grande vino. È impressionante la sensazione alla beva, difficilmente descrivibile, che potrei riassumere con una roba tipo: “un vino dal bel grip sulla lingua anche sei si tratta di un bianco”. Quindi al palato è pura estasi. Il problema di questa bottiglia è che non basta da sola. Ne servono almeno due sulla tavola… Come minimo, perché la prima si esaurisce con una facilità estrema. La sua sapidità sorregge qualsiasi tipo di pesce. Ottimo con quelli cucinati al forno con le patate. (19 euro)

4. Sylvaner 2018 Alto Adige Valle Isarco Doc Kuenhof

A proposito di palato… su questo argomento consiglio un vero e proprio campione. Il miglior Sylvaner italiano, fino a prova contraria è questo. Perché? Un vino ampio e snello allo stesso tempo, di una precisione micidiale. È raro trovare un vino così verticale che non abbia problemi legati a una eccessiva acidità. Questo vino che sono andato a prendere direttamente alla cantina di origine, un anno fa, ora sembra proprio perfetto. Eppure sono sicurissimo che avrebbe tantissima vita davanti, e non fatevi condizionare dal tappo a vite. Questa bottiglia è in assoluto tra le mie lame preferite. Un vino perfettamente affilato, meraviglioso con le crudité di pesce. Qualcuno ha detto sushi? (19 euro)

5. Vermentino 2019 Toscana Igt Monteverro

Mineralità e precisione, queste sono le qualità che caratterizzano in pratica tutti i vini presenti in questa lista. Anche in questo esempio ne troviamo a iosa. L’azienda Monteverro, proprietà tedesca, con enologo – giovane e di talento – francese, si trova tra il Mar Tirreno e Capalbio. L’azienda è da principio dedicata alla realizzazioni di vini rossi importanti, d’ispirazione bordolese, o meglio bolgherese. Eppure questo bianco mi ha convinto subito. Un Vermentino di alto livello, da abbinare a un piatto di pasta con le vongole, di prima scelta. (15 euro)

6. Nethun 2019 Muscari Tomajoli

Mi dispiace, a volte sono ripetitivo, ma raramente mi innamoro di un’azienda. E non è mai per amicizia, ma per qualità espresse. Muscari Tomajoli sta esprimendo tanto e merita grande considerazione. In questo caso ci troviamo di fronte a un altro grandissimo Vermentino, tra i miei preferiti da qualche anno. Merito dei cloni provenienti dalla Corsica o della visione del giovane produttore? Non saprei. Ci troviamo di fronte a un vino vero, genuino, di territorio… fantastico. Consigliato in particolare ai palati più esperti, che coglieranno di più le sfumature e la grande mano che c’è dietro. Per chi non è avvezzo alle cose vinose (cit.) posso dire: «ecco una bottiglia eccellente fatta con tutti i crismi». (15 euro)

7. Vipavska Dolina ZGP “Jakot.E’” 2008 JNK

Finora sono stati nominati solo vini “d’annata”, o di annate recenti. Non ho scritto di vini più agé. Quindi rimedio subito: perché a volte l’età non è un ostacolo, anzi!! Non sono tanti, ma si trovano: vini che nonostante decenni sulle spalle hanno ancora tanta tensione e riserva di freschezza. Più acidità di base vuol dire vita più lunga, in particolare per i vini bianchi. Un esempio su tutti: i vini della Mosella. Ma questa bottiglia, Jakot.E’, viene dalla Slovenia e si tratta di un 100% Friulano (jakot). Un vino davvero sorprendente ed entusiasmante. Tradizionalmente naturale. Finemente minerale, che può accompagnare in maniera universale tutti i piatti a base di pesce. Ancora meglio una trota. (36 euro)

8. Poggio Argentato Igt Bianco Fattoria le Pupille 2019

Un interessante blend di Sauvignon Blanc, Petit Manseng, Traminer e Semillon. Da dove arriva? Incredibilmente dalla Toscana meridionale, più precisamente dalla zona di Grosseto. Un vino aromatico e avvolgente. Molto azzeccato per l’aperitivo, ma forse più interessante con il pesce alla griglia. Perché, grazie alle sue caratteristiche come l’aromaticità e la buona acidità, lascia la bocca fresca e pulita. (11 euro)

9. Harmoniae “Flegrei Campi” 2018 Falanghina Doc Cantine Babbo

Prodotto da un’azienda di piccole dimensioni, un’etichetta nata da un esperimento e in una tiratura molto limitata. Una rarità. Un vino bianco di pura seta. Elegante e sofisticato, non perde la sua matrice vulcanica che gli conferisce identità. Ottima questa Falanghina che ha un passaporto chiaro in cui c’è scritto: Campi Flegrei. È un vino che già da solo vale lo stappo, per l’esperienza (de)gustativa. Senza dubbio polivalente, se si vuole trovare un abbinamento gustoso in cucina. Un suggerimento per fare un gol sicuro: Pezzogna al forno con patate. Oppure per i più fantasiosi: Gnocchi vongole, fiori di zucca e pistacchio. (16 euro)

10. Greco Bianco Igt 2019 Cantine Lavorata

Last but not least, concludo con un vino dal colore giallo paglierino intenso che è tutto un programma. Un grande vino bianco calabrese, fatto con una grande varietà autoctona: il Greco Bianco. Questo vino è stupendo, magnifico per la sua trama salina. Sposa alla perfezione i piatti di pesce. Dal cartoccio di frutti di mare, fino alla bistecca di tonno. Ma anche i risotti con i gamberoni, il polpo alla griglia… calamarata con i totani… Si diceva che il Greco Bianco fosse il “vino di Afrodite” … la dea dell’amore che proveniva dal mare… Ecco, con questa bottiglia la buona riuscita di una serata romantica, a base di pesce, è garantita! (20 euro)

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