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Ricordo di Marco de Bartoli Eugenio de Paoli

Un ricordo di Marco De Bartoli

in Manifesto Di

Di Eugenio de PaoliQuando mio nipote Matteo mi ha chiesto di scrivere un ricordo di Marco, sono andato indietro nella memoria cercando, lontano nel tempo, la prima volta che ci siamo conosciuti.

Ma la prima volta in verità non c’è mai stata.

Marco De Bartoli era uno di quei personaggi che aveva la rara capacità di entrare nella tua vita come se ci fosse sempre stato.

Senza filtri nel bene e nel male, non nascondeva mai nulla di sè nel rapporto con gli altri.

Era un uomo diretto, sincero e il fatto che questo potesse causargli anche delle inimicizie non lo toccava minimamente.

Così convinto delle sue idee da essere disposto a combattere contro chiunque.

Perchè lui era Marco De Bartoli e la qualità dei suoi vini parlava per lui.

E anche questo dava fastidio a qualcuno perché era un dato inconfutabile.

I suoi vini avevano, hanno il suo carattere: gentili e forti, rudi e delicati espressione della sua terra senza compromessi.

Come il suo carattere.

Ricordo giornate passate insieme a Samperi passeggiando nelle cantine tra un assaggio di vino e una macchina d’epoca (altra sua grande passione), un tratto che rendeva davvero unico e irripetibile quel luogo.

E mentre ti decantava i suoi prodotti la sensazione era di essere un luogo quasi sacro di cui lui era il sommo sacerdote.

Il tutto finiva in genere con una mangiata di pasta con il pesto alla trapanese.

Me lo ricordo Marco sotto il porticato con un mortaio in grembo che pestava un testa intera di aglio.

Era sempre in estate e, a Samperi, la temperatura poteva anche essere torrida considerando che i nostri incontri erano sempre all’ora di pranzo.

Eppure quando finivamo dopo aver bevuto e mangiato come non ci fosse un domani, ti sentivi leggero e sobrio.

Quando con sorpresa glielo dicevi lui sorrideva consapevole della genuinità dei suoi prodotti.

E quando i prodotti sono genuini non fanno male, non possono fare male.

I ricordi vanno anche a Pantelleria, altra sua grande creatura, altra scommessa vinta nello scetticismo iniziale…

Per Marco la vita è stata una sfida continua fino alla fine.

Mi piacerebbe un giorno poter scrivere un libro su di lui, perché parliamo di un personaggio complesso che ha avuto la forza di vivere e affermarsi in una società e in un mondo complesso, spesso ostile.

Scriveva Ezra Pound: se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui.

Marco era un Uomo un grande Uomo.

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