Un Blog avvinato

Teroldego vs Lagrein

Teroldego vs Lagrein – Otto etichette da annotare

in Wine Notes Di

Parliamo di due grandi vini rossi, principi di due zone precise. Questo non è uno scontro ma un confronto. Spunti ideali per capire il pensiero, o i pensieri, dietro a questi vitigni. Da una parte c’è il Lagrein per l’Alto Adige, o Südtirol,  e dall’altra parte abbiamo il Teroldego per il Trentino. Bolzano e Trento, province così vicine e così diverse. Se volessimo cercare l’anello mancante lo si potrebbe trovare nella Schiava, o Vernatsch. Ecco l’uva simbolo come anello di congiunzione tra le due zone. Ma questo è un altro discorso…

Si parte da una dicotomia di sottofondo, questo scontro chiaro, lapalissiano, tra la figura del vignaiolo di montagna e  quello  “dell’industria”, ovvero colui che lavora nelle grandi cantine sociali. In questi capannoni enormi che si vedono lungo l’autostrada del Brennero. Queste aziende da bilioni di bottiglie magari non piacciono, eppure hanno un ruolo anch’esse. Al netto dei pro e contro, sono state loro a portare al di fuori dei confini provinciali i vini locali. Ma che vino arrivava a Roma, a Milano o all’estero?

Difficile trovare una espressione autentica di questo vitigno grazie al vino-industria. La standardizzazione è un male per il vino. Lo capirono già nello scorso secolo Soldati e Veronelli. E il motivo è chiaro… perché si perde il meglio, cioè tutte quelle caratteristiche fantastiche che contraddistinguono ogni vino, in questo caso  – poi – di due campioni territoriali.

Infatti entrambi sono due vini dalle qualità eclettiche, con grandi potenzialità di invecchiamento e straordinaria facilità di beva in “età” giovane. E si possono anche declinare in rosato. Di quest’ultima versione si hanno per giunta esempi storici e aneddoti militari.

Non tutti sanno che il Comando Asburgo vietava di somministrare il vino rosso alle truppe. Quindi i soldati per aggirare questi decreti marziali trovarono la soluzione nel Lagrein rosé, beffando così le autorità. Mentre il Teroldego rosato era in voga quando c’era la moda dei vini rosati novelli. E molti ancora ricordano come il Teroldego rosato novello fu uno dei migliori esempi di quello stile, oggi peraltro assolutamente démodé.

Il Lagrein è un vitigno che trova il suo terroir ideale nella Provincia di Bolzano, come già scritto, ma sarebbe meglio circoscrivere la zona in quella che viene definita la “Conca di Bolzano”.  La varietà ha avuto un successo notevole negli ultimi 10 anni, grazie anche ai turisti che vanno in vacanza nei luoghi incantevoli di montagna proprio sopra Bolzano. Un successo chiaro a tutti, anche perché i consumi oggi sono solidi e stabili. Una varietà che “tira sempre”. Questo lo si deve alle sue qualità organolettiche: colore, frutto e tannino, che ne fanno un vino fresco e moderno. Una scommessa vinta dai produttori locali, che non fu scontata. Anzi, in passato qualche famoso enologo sconsigliava alla comunità vitivinicola bolzanina di puntare su questo vitigno.

Il Teroldego deve ritornare in auge, ha tutte le capacità, anzi le qualità, per farlo. Deve essere però comunicato di più. Forse al contrario del suo cugino ha subito di più lo scotto di aver vissuto sulle spalle delle cantine sociali/industriali. Ma la new wave dei vignaioli sta recuperando terreno…

Se alcuni sostengono che il Lagrein abbia origini greche, ancora più incerte sono quelle per il Teroldego. Potrebbe essere un’uva veronese che si adattò per pura casualità a crescere sotto le montagne trentine, oppure potrebbe addirittura essere arrivata dall’estremo oriente. L’etimologia della parola potrebbe derivare da Tiroler Gold, oro tirolese. Oppure dal tedesco Teer, catrame, facendo riferimento alle tipiche note che si ritrovano assaggiandolo. Sappiamo però che ha origini antichissime, e le prime fonti certe risalgono al 1480. Altri reperti, trovati sulla Piana Rotaliana, lo potrebbero far risalire addirittura al 200 d.C.

Proprio la Piana Rotaliana è uno dei terroir in cui si esprime al meglio, crescendo su terreni caratterizzati da ciottoli e ghiaia, alla confluenza del torrente Noce nell’Adige. Opulento, ma equilibrato. Aristocratico, dotato di struttura e polpa. Invecchiando, da vero grande vino, aumenta il suo fascino.

Allora metto qui una lista di 8 meravigliosi vini che fotografano in maniera perfetta questi due vitigni, tutti rigorosamente lavorati da autentici vignaioli di montagna. Ordinati dalla beva più “fresca” a quella più “avanzata”.

 

  1. Lagrein 2018 – Bergmannhof
  2. Gran Lareyn 2017 – Loacker
  3. Lagrein Riserva 2016 – Erbhof Unterganzner
  4. Lagrein Riserva 2013 – Nusserhof

§

  1. Teroldego Rotaliano 2017 – Elio Endrizzi
  2. Teroldego Rotaliano “Maso Chini” 2016 – Martinelli
  3. Teroldego “Grill” 2015 – Eredi Cobelli Aldo
  4. Teroldego Rotaliano “Dannato” 2011 – Redondel
[Nella foto in apertura: la Conca di Bolzano (parte alta), la Piana Rotaliana (parte bassa)]
Lascia un tuo commento

Gli ultimi da Wine Notes

Torna Su