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Tenuta di Trinoro e Passopisciaro: nel segno della continuità

Tenuta di Trinoro e Passopisciaro: la continuità

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L’uomo, diceva Andrea Franchetti, si realizza in quello che crea. Venuto a mancare lo scorso 5 dicembre, il produttore ha lasciato un vuoto nel mondo del vino ma Tenuta di Trinoro e Passopisciaro, i luoghi del vino che lui ha creato restano e sono pronti a sfidare le generazioni, proseguendo sulla strada tracciata in oltre 30 anni di paziente lavoro.

Intorno a sé, infatti, e da anni ormai, Andrea Franchetti aveva costruito una squadra competente e affiatata assieme alla quale disegnava vini emozionanti che parlano di terroir e di Cabernet Franc in Toscana, e di Contrade e di Nerello Mascalese in Sicilia. Veri gioielli che non hanno bisogno di luce per brillare.

A Tenuta di Trinoro nell’incantevole Val d’Orcia, Andrea Franchetti per anni ha trasmesso tutta la sua esperienza e passione al giovane enologo Lorenzo Fornaini e al direttore-enologo Calogero Portannese. Sono loro che insieme a tutto il team tecnico dell’azienda che ha imbottigliato anche l’annata 2019, oggi sul mercato, hanno centrato il punteggio perfetto di 100/100 da parte di Wine Advocate una delle piu’ prestigiose riviste internazionali per esperti e appassionati di grandi vini.

Sull’ Etna Andrea Franchetti è stato il padre-pioniere delle contrade, affiancato in questa impresa, sin da subito, da Vincenzo Lo Mauro, direttore-enologo di Passopisciaro. Vincenzo ha da sempre condiviso la visione di Andrea delle contrade e conosce tutti i segreti delle antiche vigne di Passopisciaro, portandoli nelle cinque espressioni che l’azienda presenta ogni vendemmia.

Lascerà un vuoto Andrea Franchetti ma, come scrive Benjamin Franchetti, oggi alla guida di questo prezioso team, “i vini immaginati e creati da mio padre hanno vita propria, un’identità che trascende l’artefice. Il nostro compito adesso, in Toscana come in Sicilia, è quello di mantenere viva l’espressione unica dei vigneti delle proprietà e continuare a tradurre questi territori nei magnifici vini che generano”.

Tenuta di Trinoro e Passopisciaro rappresentano due realtà di eccellenza tanto diverse quanto complementari. L’essenza di tutti i vini, frutto di territori e condizioni climatiche sempre estreme, è l’emozione che trasmettono e per la quale sono amati da collezionisti di tutto il mondo che anno dopo anno si disputano en primeur le poche migliaia di bottiglie prodotte.

Tenuta di Trinoro. L’azienda, situata nei pressi di Sarteano, ai margini della Val d’Orcia nel sud-est della Toscana, conta 16 parcelle vitate per un totale di circa 24 ettari, tutti compresi tra i 450 e i 650 metri slm. L’omonimo vino simbolo, Tenuta di Trinoro, è una cuvée variabile di Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, provenienti dalle migliori vigne della tenuta. La gamma di Tenuta di Trinoro comprende poi I Campi, tre singoli appezzamenti di Cabernet Franc, il Merlot in purezza Palazzi, Le Cupole, versione più giovane e accessibile dei vigneti della Tenuta, e il Bianco di Trinoro, principalmente a base Semillion.

Passopisciaro. L’azienda, appoggiata sul versante nord del vulcano, conta su 26 ettari di vigna piantati principalmente a Nerello Mascalese (spesso viti a piede franco di 80/120 anni di età). Oltre a questo, alcuni filari sono dedicati a Petit Verdot, Cesanese di Affile e Chardonnay. Franchetti è una cuvée a base di Petit Verdot e Cesanese d’Affile; i cinque cru di Nerello Mascalese esprimono l’identità ciascuno della sua contrada, mentre Passorosso e Passobianco sono le voci “democratiche” di Andrea Franchetti sull’Etna.

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