Un Blog avvinato

RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci

RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci

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10 Spumanti e 10 Vini Dolci consigliati da dieci professionisti del settore. Radio Bottiglia vuole celebrare così le feste, per salutare al meglio il 2020 e non vederlo mai più! Sommelier, Giornalisti, Wine Blogger… tutti insieme in un unico articolo.

Buone Feste da Radio Bottiglia!

Monica Coluccia 

Sommelier e Scrittrice

Monica Coluccia RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci

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Alta Langa Pas Dosé Docg 2016 Rizzi

Il consiglio è quello di brindare con l’Alta Langa Pas Dosé Docg 2016 Rizzi, prodotto da uve Chardonnay (la maggior quota da vigne quarantenni) e Pinot Nero dalle vigne di Treiso nella Langa del Barbaresco. Sobrietà, dirittura ed eleganza sono le caratteristiche di questo Metodo Classico, nel quale Enrico Dellapiana riesce a riproporre lo stile che da anni apprezziamo anche nei suoi Barbaresco.

L’Autentica 2017 di Cantine del Notaio

Per fine pasto, oppure all’ora del tè con biscotti ben farciti (da frutta secca o creme), c’è da sorseggiare L’Autentica 2017 di Cantine del Notaio, un bianco dolce centrato nell’esecuzione, profumato, equilibrato e mai stucchevole, prodotto da uve Moscato e Malvasia alle pendici del Vulture, quasi a far da gentile contrappunto al burbero Aglianico, protagonista dei costoni del vulcano lucano e spina dorsale della gamma proposta da Gerardo Giuratrabocchetti.

Andrea Petrini

Sommelier e Wine Blogger

Andrea Petrini RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci

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Franciacorta Saten Millesimato 2013 Docg Corte Aura

Il primo vino da me selezionato è un metodo classico prodotto in Franciacorta, zona nota ai più, da una piccola azienda non troppo conosciuta. Parliamo di Corteaura, progetto nato nel 2009 grazie a Federico Fossati oggi coadiuvato da Pierangelo Bonomi. Da sempre adoro il loro Franciacorta DOCG Satèn 2013 (100% chardonnay) che affina sui lieviti per almeno 55 mesi prima della sboccatura. Naso che regala turbini aromatici di agrumi, pesca gialla, melone bianco e soffice mineralità. Bocca di elegante freschezza e avvolgenza sapida.

Olevano Vendemmia Tardiva Cesanese DOC Azienda Agricola Migrante

Il passito da me scelto è invece del Lazio, anche questo prodotto da una cantina artigianale: Azienda Agricola Migrante. Olevano è un vino da vendemmia tardiva di uve di cesanese di olevano romano che ha il pregio di avere quell’equilibrio dolce\non dolce che rende la beva suadente, succosa, setosa, fruttata ed assolutamente instancabile. Una chicca!

Anita Franzon

Sommelier e Scrittrice

Anita Franzon RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci

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Nicola Gatta – Blanc de Blancs Nature

Chiudo gli occhi, annuso, riannuso, assaggio: sono in Champagne. Sbaglio (come sempre) il gioco alla cieca, ma questa volta a trarmi in inganno è un vino luminoso, dalle bollicine taglienti, una spremuta di limoni e tocchi minerali sparsi. È prodotto sui colli più calcarei della Franciacorta, ma Franciacorta non è. È il Blanc de Blancs Nature di Nicola Gatta, uno Chardonnay che resta sui lieviti per 50 lune – scansione del tempo che le donne comprendono meglio degli uomini -, trae giovamento dall’uso di vini di riserva ed è prodotto con il minor numero di interventi possibili e nessun compromesso. Il resto poco conta perché «è così che si fa il vino: niente di niente», disse una volta Mario Soldati.

Forteto della Luja – Piasa Rischei, Loazzolo Doc

Come un alchimista, il Forteto della Luja tramuta il Moscato bianco in oro e lo fa a Loazzolo, la più piccola Doc d’Italia tra le alte colline della Langa astigiana. Qui il Moscato respira tanto i venti delle Alpi quanto quelli che soffiano del mar Ligure, matura e surmatura in pianta e viene in parte appassito in fruttaio. Dopo lenta vinificazione e 2 anni in piccole botti di rovere diviene nettare lucente di miele millefiori, salvia e rosmarino, albicocche candite, caramello salato e mandorle tostate. È dolce ma ha una vena acida che lo sostiene, naso e bocca concordano e lo fanno ancor meglio se a deliziarli è una fetta di profumato, appena cremoso e deliziosamente sapido blu del Moncenisio.

Chiara Giorleo

Sommelier e Wine Blogger

Chiara Giorleo RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci

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Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Rosè DOCG Brut 2012 di Jako Wine

Un’azienda che ho scoperto proprio quest’anno nonostante l’emergenza sanitaria. Un progetto complesso e focalizzato che prevede una selezione mirata di vitigni e territori per ciascuna referenza. Ne ho apprezzato anche la comunicazione: internazionale, fresca. Questo Brut rosato sembra disegnato: stratificato ed elegante con profumi di fragoline di bosco, petalo di rose e polvere di caffè. Al palato ha carattere: è deciso, equilibrato, vibrante e tanto cremoso. In splendida forma (96 mesi sui lieviti, 100% Pinot Nero).

Moscato di Saracena “Peppina” di Giuseppe Calabrese

Il Moscato di Saracena è un vino unico per processo produttivo e personalità, prodotto da un paio di manciate di produttori a Saracena (Cs) appunto, Calabria nord. Gli acini sono schiacciati a mano ed è eccezionalmente consentita la bollitura del mosto come da tradizione. Giuseppe a questa tradizione, tramandata dalla nonna Peppina, si è aggrappato ma non senza perfezionarne i tratti, con fare autentico, passo dopo passo. È unico anche lui. Il risultato è sorprendente: un vino denso nella consistenza e nei sentori. Albicocca, resina, cocco, anacardi tostati, miele di fichi, caramello, un tocco etereo di vernice e un soffio di agrumi canditi per un bouquet inebriante. Grandi sono l’equilibrio e la concentrazione al palato, lunghissimo. Unico l’ho già detto? (ride)

Salvatore Spatafora

Giornalista Enogastronomico

Salvatore Spatafora RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci

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Metodo Classico Vigna Miucia – Riofavara

Primo esperimento, ben riuscito, di metodo classico per l’azienda Riofavara di Ispica, in provincia di Ragusa, nella Sicilia sud orientale. Un originale blend di uve autoctone vendemmiate a mano e subito pigiate: moscato bianco, grillo, recunu, rucignola e cutrera. Dal profumo intenso e leggermente aromatico,  questo vino è un perfetto esempio di eleganti bollicine mediterranee.

 

ZHABIB – Azienda Agricola Hibiscus 

L’azienda Agricola Hibiscus è l’unica realtà vinicola presente a Ustica, piccola isola siciliana di origine vulcanica di fronte la città di Palermo. Zhabib è ottenuto dall’appassimento al sole dei grappoli di zibibbo su graticci. Una vera chicca enologica. Intenso e solare, trasmette in pieno gli aromi di questa varietà autoctona come le sensazioni dolci di mandorle, fichi secchi e miele proprie dello zibibbo appassito al sole, sempre in equilibrio con gradevoli note di freschezza.

Giusy Ferraina

Food writer, Speaker, Digital PR

Giusy Ferraina RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci

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Calabria Rosato Metodo Ancestrale IGT Non Sense Di Casa Comerci

Arrivano le feste e un brindisi è doveroso. Un brindisi come sinonimo di rivincita, di speranza, di voglia di nuovo. E anche se sarà un brindisi intimo l’importante è che sia con le persone del cuore e con i vini giusti.  Io vi porto in Calabria a scoprire una bollicina, un prodotto su cui si esplora e si esperimenta. Per brindare a cena o per la fine dell’anno ho pensato a Non Sense di Casa Comerci: siamo a  Nicotera  sulla Costa degli Dei, qui il vitigno di punta è il Magliocco canino e su di esso si punta per valorizzare e innovare. Si tratta di un vino rifermentato in bottiglia, Magliocco canino rosato lavorato con metodo ancestrale. Una bollicina che ho scelto innanzitutto per il suo nome, che  si addice a questo 2020 e a tutto quello che abbiamo trascorso e perché è un vino che stupisce per il suo rosa luminoso, il suo profumo di frutti rossi, con note fresche e sapide che bilanciano l’aromaticità.

Il Moscato di Saracena – Feudo dei San Severino

E per chiudere in dolcezza un altro vino di territorio come il Moscato di Saracena. Quello di Feudo dei San Severino: è un raffinato vino da meditazione, ambrato e morbido con sentori di miele, fichi secchi e frutta esotici. Per me una grande scoperta, una storia antica, una lavorazione manuale, una passione intensa.

Stefano Berzi

Sommelier

Stefano Berzi RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci

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Il Contestatore Pas Dosé – Il Pendio

L’Azienda è sita a Monticelli Brusati nel comprensorio franciacortino, ma esula dallo stesso, dove Michele Loda produce questa bolla a base di Chardonnay, con 60 mesi sui lieviti.
Bollicine fini e persistenti nel risalire sinuose verso il calice. Parte olfattiva diretta ed introspettiva, che danza tra le note salmastre e saline, con scorza di arancia e sambuco. Palato teso, con un’acidità che si intercala alla nota salina dando verve al sorso. Arancia, pepe bianco, ginestra e foglie di tè verde sono tra le note che vanno a tessere la bevuta. Non per tutti, ma non vuole nemmeno esserlo. Un Contestatore, è per sempre.

 

Moscato di Scanzo Docg Manuela Biava

Siamo in provincia di Bergamo, nella più piccola DOCG italiana. Qui, Manuele produce un passito rosso a base di uva Scanzo ai piedi del Monte Bastia, con più di 3 mesi di affinamento sui graticci, solo acciaio in affinamento. Un vino clericale, con note di incenso e legno di sandalo a far da padrone, a cui vanno ad aggiungersi, in maniera ordinata e precisa , sentori di cioccolato amaro e garofano. La bocca, austera e millimetrica, si concede a poco a poco. Golosa nei richiami di sanguinella, coriandolo, tocchi di caffè tostato e ginepro. Nonostante l’importante residuo, abbiamo una bellissima acidità a slanciare il tutto, dando beva. Preparate un bel camino acceso con un sigaro, e viaggiate.

 

Giuseppe Esposito

Sommelier e Wine Writer

Giuseppe Esposito RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci
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Haderburg, Hausmannhof Riserva 2007

Chardonnay in purezza che nel calice, al suo versare, presenta una spuma compatta e densa che lascia già presagire ciò che avrà da dire una volta accostate le narici alla vitrea circonferenza. Al naso, si denota d’impatto la stratificata moltitudine di rintocchi, sbuffi ed effluvi che salgono su per le narici in modo ordinato e silente, quasi come se ti invitasse al religioso silenzio. Agrumi, erba fresca, mela cotogna, frutta secca e candita, crema pasticcera, burro, crosta di pane caldo, paglia, fieno, pepe bianco. Il tutto su di una tela minerale millimetrica, ordinata e mai scomposta. In bocca la sensazione non posso descriverla, ma provate ad immaginare di indossare un foulard di Ruggiero Bignardi. 96 mesi sui lieviti.

Ximénez Spìnola, Pedro XiménezVintage 2018

100% Pedro Xìménez, figlio delle terre di Jerez de la Frontera, sul versante centro occidentale, tra le verdi colline e il vento che sa di mare. A pochi metri distese di sabbia, l’oceano Atlantico è a pochi passi. Questo passito (non si può considerare un vero e proprio Sherry, data la bassa gradazione alcolica, 12%, e l’assenza di qualsiasi tipo di ossidazione), è la versione goliardica, fresca e succosa di casa Spìnola. Alla vista è di un ambrato luminoso, quasi velato. Mistico. Al naso le sfumature organolettiche sono delicate, delineando una forbice che va dal dattero alla cannella, dalla noce moscata alla nocciola. In bocca non mancano freschezza, delicatezza e complessità. Ma il panettone “serio’’ l’avete comprato?

Gianni Ruggiero

Oste e Autore

Gianni Ruggiero RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci

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Trento Extra Brut Millesimato DOC “Paladino” 2010 – Revì

2020, feste di Natale e l’atmosfera è quella di Blade Runner e non quella del presepe o dell’alberello coi doni sotto e la famiglia felice. Ma io che amo sognare, sogno con voi e immagino come vorrebbe essere il mio Natale Autarchico 2020 , il mio pranzo, i piatti e la mia bottiglia di quest’anno. Subito una accelerazione nell’eleganza con un piatto di cucina classica, visiva e tutta da godere, con un aspic di pesci nobili imprigionati nella gelatina, souvenir di grande estetica di un celebre piatto di Escoffier dove sono protagonisti i gamberi. Un tocco da Chez Maxim’s, come ai tempi raccontati da Feydeau, con arciduchi russi e sublimi mondane pronte a vivere l’ebbrezza di una notte tra toilettes di Worth, scie di Patchouli e Vetyver, gioielli di Cartier, e bottiglie di champagne, versato a fiumi. Nel mio caso niente champagne, però, altrimenti dove sarebbe l’Autarchia ? E allora ho pensato di schierare il Paladino 2010 Extra Brut di Cantina di Revì, un Trento Doc, bollicina nostrana, dove territorio e produttore, Giacomo Malfer e la sua famiglia, sono capaci di far esprimere come in nessun altro spumante tutte le sfumature dell’eleganza e della complessità. A seguire un risotto sfumato con lo stesso vino, quasi un peccato usarlo per sfumare un risotto ma questo Natale deve farmi dimenticare sto maledetto covid ed oltre al Trento doc di Giacomo ricopro il tutto da splendido caviale ed ecco che questa meravigliosa bollicina con le sue note salmastre, impreziosisce il piatto. Anzi, è proprio col risotto e lo spumante che gli ospiti cominciano a rompere il contegno obbligato degli esordi abbandonandosi a quel mix di vita e malinconia del periodo che stiamo vivendo. Cucina, musica, vino, e l’incalzare delle ore e dell’effetto del nettare di Bacco Trentino. È questo il momento che mi piace di più, quando l’ordine che era nelle premesse si scioglie in un disordine di spinte centrifughe, quel momento in cui sfarinano le reticenze degli esordi, i piatti e i bicchieri sono vuoti e……

Château Pierre-Bise – Coteaux du Layon Rochefort

Per finire in bellezza, mi concedo un bicchiere di Pierre-Bise Coteaux du Layon Rochefort, non è propriamente un passito, ma è un grande vino dolce dal prezzo contenuto. Strepitosa unione tra dolcezza, acidità e freschezza. Si tratta di Chenin blanc  e le uve provengono al vigneto Haut de la Garde. Le sue note nitide di pesca si sposano con il Panettone, naturalmente mi riferisco a quello – basso – genovese. Buon Natale!

Matteo De Paoli

Wine Blogger

Matteo De Paoli RadioBottiglia and Friends: Spumanti & Vini Dolci

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1865 Pas Dosé 2014 Docg Conte Vistarino

Prima che iniziasse questo periodo infame una delle ultime aziende vitivinicole che ho visitato è stata la Tenuta di Rocca de’ Giorgi Conte Vistarino. Una visita incantevole, tra la natura rigogliosa, la cantina nuova fiammante (bellissima) e gli stupendi edifici antichi (Villa Fornace). Davvero un contesto unico, immerso nei vigneti. Sono veramente poche le realtà così, dove tutto gira intorno al vino, e consiglio vivamente a tutti di andare a farci un giretto. Scrissi un piccolo articolo su queste terre già calpestate da Luigi Veronelli, dove il signore è il Pino Nero e la signora è Ottavia Giorgi di Vistarino. Quindi per celebrare le feste, con l’auspicio di tornare a scoprire nuovi paradisi del vino, come quello che ho appena citato, la mia scelta è 1865 Pas Dosé 2014 Docg Conte Vistarino. Una bollicina finissima, 100% Pinot Nero, di estrema eleganza. Voglio salutare il 2020 e lo voglio fare con stile!

Vino Santo Trentino Doc 2003 Pedrotti

Qualche anno fa mi sono autocandidato – senza che qualcuno me lo avesse chiesto – promotore dei vini dolci, in particolare dei vini passiti. In Italia ne abbiamo una varietà infinita, e il livello qualitativo è altissimo. Purtroppo, molti di questi prodotti, da un punto di vista commerciale non riescono a trovare il proprio posizionamento. Questo è davvero mortificante soprattutto se pensiamo che certi passiti hanno storie e tradizioni secolari. Auspicando una presa di coscienza maggiore da parte dei “consumatori”, con l’invito a rifiutare l’offerta gratuita di un vino dolce economico, dal ristoratore di turno, bensì a pagare (il giusto prezzo) un calice di passito “slow”, ecco il mio consiglio: Vino Santo Trentino Doc 2003 dell’Azienda Agricola Gino Pedrotti. Definirlo “divino” è riduttivo, questo è veramente un “vino santo” in tutto e per tutto. Una bottiglia così trascendentale che farebbe convertire un astemio al culto di Bacco. E credo che il Natale sia l’occasione migliore per stapparne una, senza peccato.

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