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Quarantena Golosa: Muggine e crema di finocchi

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“Non sono un eroe, mi piace viaggiare e non amo le regole, ma ne rispetto una soltanto, quella di non tradire mai gli amici. Ho cercato tanti tesori senza mai trovarne uno, ma continuerò sempre, potete contarci, ancora un po’ più in là…”  È nato a Malta il 10 luglio del 1887, la mamma, una puttana zingara di Siviglia ed il padre che veniva da Tintagel, in Cornovaglia, un posto pieno di fate e maghi. Sosteneva di essere il nipote di una strega di Man che aveva un gatto rosso, ma diceva un sacco di cose quando si perdeva fra le bottiglie.

Ricordo una casa bellissima con un patio pieno di fiori vicino alla moschea di Cordoba, e ricordo bene il giorno in cui un’amica di mia madre mi prese la mano sinistra e la guardò inorridita, non avevo la linea della fortuna. Non ci pensai molto, presi un rasoio di mio padre e me ne tracciai una da solo, lunga e profonda. Non credo di aver aumentato la mia dose di fortuna, ma sono sempre stato libero e questo basta.”  Tutto questo è Corto Maltese.

Da ragazzo m’innamorai di Corto Maltese perché nell’immaginario collettivo apparteneva alla nebulosa della sinistra, vero e proprio nomade, senza casa né famiglia, libertino nei modi e di grande generosità. Poi un giorno lessi che Hugo Pratt (creatore di Corto Maltese) combattè nella Decima Flottiglia Mas della Repubblica Sociale Italiana, e allora cominciai a pensare “ma vuoi vedere che Corto è fascista?”.

No! Impossibile! L’unico fascista che appare in tutta l’opera di Pratt, è anche l’unico a ricevere un bel calcio “scorretto”, in mezzo alle gambe. E poi, Corto non è nazionalista, non crede nei Paesi. No, Corto Maltese va oltre tutto ciò. Va oltre la troppo semplice dialettica politica; va oltre gli schemi “destra – sinistra” o “fascista – comunista”, va oltre il concetto di etichette.

Come disse lo stesso marinaio nell’avventura Mu, la città perduta: «Non hanno ancora capito che le migliori risposte si danno quando non ci sono domande».

Detto questo lui amava la cucina ed era un grande cuoco, dove spezie e contaminazioni determinate dai suoi lunghi e appassionanti viaggi classificherebbero il suo modo di cucinare con quel nome terribile che in molti definiscono “cucina fusion”.

Sognatore, romantico, lontano da ogni pensiero consumista e materialista -“Il tesoro”, inteso come scopo ultimo di un’avventura e fonte di arricchimento, non si trova mai. L’avventura è l’unico tesoro possibile”-, Corto Maltese è stato ed è la mia guida da sempre e questo è il piatto che mi sono inventato per lui:

Muggine e crema di finocchi

Ingredienti

  • 1 muggine (cefalo sfilettato)
  • 1 finocchio
  • 1 cucchiaio di erbe aromatiche tritate(scalogna,timo, rosmarino, maggiorana)
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 5 grammi di semi di finocchio
  • Mezzo litro di brodo di pesce fatto con le lische e la testa del muggine
  • 40 grammi di crema di latte
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 cuore di sedano
  • 1 carota
  • 1 porro
  • Sale e pepe

 

Procedimento

Tagliare a cubetti il finocchio e cuocerlo per 20 minuti con mezzo bicchiere di vino bianco e altrettanta acqua, i semi di finocchi e il sale. Frullare a farlo diventare una purea. Mettere sul fuoco il brodo precedentemente filtrato e farlo ridurre di un terzo, aggiungere la purea di finocchio e la crema di latte e fare cuocere a fuoco basso per 20 minuti e aggiustare di sale e pepe. Tagliare le verdure a julienne e metterli ad appassire sul fuoco basso col rimanente vino bianco per 5 minuti, aggiungere il filetti di muggine passati nelle erbe aromatiche e cuocere tre minuti dalla parte della pelle e 1 minuto dalla parte bianca, aggiustare di sale e pepe. In un piatto fondo distribuire la salsa di finocchio e adagiarvi sopra i filetti di pesce con le verdure.

Che ci abbiniamo?

RadioBottiglia: Caro Gianni, quante cose sono successe o stanno accadendo in questi giorni, pur rimanendo tutti a casa! Comunque non ci abbattiamo, non ci lasciamo scoraggiare. Anzi mettiamoci ai fornelli e stappiamo qualche buona bottiglia che è meglio!

Siamo entrambi Maltesiani Doc e i nostri amici lo sanno bene. Forse è stato proprio Corto a far nascere la nostra amicizia. Il nostro eroe era un grande amante del vino, a dire la verità di tutti i piaceri della vita, e le sue avventure erano caratterizzate dagli incontri.

corto maltese vosne romanee

Hugo Pratt gli fece incontrare il mitico Barone Rosso, abbattuto, proprio nell’eden del vino. La storia è raccolta in uno degli albi più belli: “Côtes de Nuits e rose di Piccardia”. Il titolo è già tutto un fantasmagorico programma. Di culto la vignetta (vedi sopra) in cui Corto Maltese afferra una bottiglia di Vosne-Romanée 1911 e a cannella cerca, senza soddisfazione, l’ultima goccia di quel vino leggendario.

Ma con la tua ricetta non si può parlare di vini rossi, neanche di quelli più pregiati. È una ricetta che evoca troppo il mare. Un mare blu e luccicante.

Una ricetta quindi da marinaio incallito, certamente alla Corto Maltese, che si perde per il Mar Mediterraneo, e magari lo fa solo per andare alla ricerca di un vago ricordo di qualche profumo di finocchio e di erbe selvatiche… Per arrivare, magari, fino a una isola, bellissima, come Lipari.

Ecco quindi un vino che io adoro, essenziale e meraviglioso: Salina Bianco – Malvasia Secca di Caravaglio. Una bella chicca, che ci starà alla perfezione con questa tua ricetta, inventata da te e dedicata al grande Corto.

 

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