Un Blog avvinato

Ricetta Focaccia alle cipolle di Genova di Gianni Ruggiero

Quarantena Golosa: la Focaccia alle cipolle di Genova

in Food & Beverage Di

Genova Sestri ponente e Giovanni Battista, l’omonimo ospedale, mi hanno dato il nome e i natali, le sue colline da Borzoli a Begato fino a Bolzaneto mi hanno regalato un vino che ha accompagnato i momenti più felici della mia vita. Quando mio padre maestro d’ascia alla Fincantieri mi portava al circolo del molo e insieme al profumo della segatura si faceva colazione con focaccia con le cipolle e vino bianco. Questa è l’essenza del mio modo d’essere e appartenere a quel territorio, perché la cultura del vino e del cibo non deve essere necessariamente elitaria.

La focaccia con le cipolle, intinta nel caffè e latte è un inno alla vita, poi col “gianchettu”, (bicchiere di vino bianco) non ne parliamo… Lo sanno perfettamente i camalli (scaricatori di porto) che all’alba, prima di iniziare una giornata faticosa di lavoro, ne fanno incetta, inoltre la cipolla blocca i recettori dello stimolo della fame.

A proposito di camalli, di porto e marinai, vi voglio raccontare un detto genovese tra i più popolari, che si esclama quando un evento è impossibile ed improbabile che accada… una sorta di analogia o metafora: “A l’è cheita ‘na bagascia in maa sensa bagnase” tradotto è  “è caduta una puttana in mare senza bagnarsi”.

Tutto ciò impossibile, primo, perché cadere in acqua senza bagnarsi è assai difficile, secondo, le prostitute non potevano entrare nel porto, o salire a bordo delle navi: avrebbero distratto i camalli e i marinai. Ed a proposito di puttane, chi mi conosce sa quanto amo Fabrizio De Andrè e Le bagasce nella poetica di Faber assurgono un ruolo di protagoniste assolute, non sono semplici comparse.

Ad esempio nel viaggio con la bucolica fanciulla di “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers ” in cui… “Veloce lo arpiona la pulzella repente una parcella presenta al suo signor: «Deh, proprio perché voi siete il sire fan cinquemila lire, è un prezzo di favor». E’ mai possibile, porco d’un cane, che le avventure in codesto reame debban risolversi sempre con grandi puttane!”.

Lo so, mi direte, ma tutto questo cosa c’entra con la focaccia con le cipolle? … E no, cari miei, per me un morso di fugàssa co-e çiòule (focaccia con le cipolle) è questo…è Genova, carruggi, bagasce, porto e camalli: poesia pura!

Focaccia con le cipolle

Ingredienti:

  • 1 kg farina
  • 600 gr di acqua tiepida
  • 20 gr lievito di birra sciolto in un pò d’acqua tiepida
  • 50 gr olio evo di taggiasca
  • 20 gr sale
  • Un cucchiaio di malto
  • Due cipolle bianche tagliate julienne precedente ammollate in acqua e sale
  • Salamoia (un bicchiere di acqua, sale e olio)
  • Una teglia 60 per 40

Procedimento

Impastare tutti gli ingredienti tranne il lievito, aggiungere il lievito e impastare. Fare una palla, coprire e far lievitare per venti minuti, stendere sulla teglia con abbondante olio facendolo arrivare fino in superficie all’impasto e lasciarlo lievitare per un’ora e mezza. Finite di stendere per bene e fate dei buchi con i polpastrelli. Versare la salamoia e le cipolle scolate dall’acqua e passate sotto l’acqua corrente. Infornate a 230 gradi per venti/trenta minuti, date un occhiata fino a quando la superficie diventa dorata.

Che ci abbiniamo?

RadioBottiglia: Caro Gianni, sono sicuro che questa ricetta andrà a ruba perché la sua fama è leggenda.  D’altronde è quella che ti rappresenta di più. Cavolo, ti devo veramente dire grazie! Stavo cominciando davvero a sentire la mancanza del bancone del Sogno Autarchico, il cappuccino e la focaccia alle cipolle, merce rara per anime autentiche. Poi oggi questo tuo post ha ancora più valore, perché viene pubblicato proprio nel giorno di San Giuseppe, e sarebbe giusto e doveroso dedicarlo a tutti i Papà.

Come accompagniamo questa focaccia, dunque? Abbiamo detto, la mattina, a colazione, con il cappuccino….e invece nelle ore serali? So di certo che tu usi abbinare alla focaccia alle cipolle un calice di Bianco di Coronata. Ma purtroppo io non ho in questo momento a memoria una etichetta da proporti per questa specifica tipologia. Eppure ti voglio consigliare una bottiglia che sono certo tu approverai al 100%, perché so che il produttore è un tuo amico e gli riconosci grandi valori, umani e da vignaiolo. Il vino è “Tabaka” di Ka*Mancinè. Vino autentico, 70% tabacca, 20% vermentino e restante viognier, veracemente ligure, che ci starà alla perfezione. Per chi volesse approfondire consiglio un pezzo di un altro nostro amico.

Caro Gianni, parlo a nome di tutti i lettori di questa rubrica: Grazie davvero per averci regalato, ancora una volta, una tua ricetta del cuore, ma soprattutto per averci donato i tuoi ricordi e le tue emozioni. Te ne siamo veramente grati e invito tutti quanti a trasmetterti il giusto calore per continuare questo nostro appuntamento!

Lascia un tuo commento

Gli ultimi da Food & Beverage

Torna Su