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Ricetta Pane Nocciole e spezie, parlando di vino e formaggi

Quarantena Golosa: il Pane alle Nocciole di Gianni

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Come si può governare un paese che conta duecentoquarantasei varietà di formaggio?”. Questo quesito se lo poneva Charles de Gaulle in Francia. Bella domanda! E allora noi Italiani? Che per ogni vicolo di ogni frazione di ogni comune di ogni provincia di ogni regione d’Italia… vantiamo una produzione di formaggi meravigliosi. Consideriamo poi che, a differenza dei cugini “galletti”, la nostra penisola ha la testa nelle Alpi che si allunga fino ad arrivare in Africa, con un territorio ed un microclima che garantisce ai nostri formaggi un un’unicità ed una bontà rara.

E allora se per il Generale Charles André Joseph Marie de Gaulle era difficile governare un Paese con poche centinaia di formaggi ora capisco l’instabilità politica del nostro… Tutta colpa dei formaggi! Ed io che me la prendevo con la Democrazia Cristiana, povero stupido!

Adoro i formaggi quanto il pane ed il vino e non ho mai capito, infatti sarà la prima cosa che chiederò al nostro Gesù quando verrò chiamato al suo cospetto, come mai al suo desco nell’ultima cena oltre a spezzare il pane e servire il vino perché non ci fosse anche un pezzo di cacio?

Qualsiasi pane va bene per un buon formaggio ma io me ne sono inventato uno, esattamente uno per la qualità del formaggio che amo di più: L’erborinato.

In Francia il Roquefort, in Inghilterra lo Stilton, in Spagna il Cabrales ed in Italia il Gorgonzola…si buonanotte! In Italia abbiamo talmente tanti “blu” ( così vengono anche chiamati i formaggi erborinati) che non basterebbe una giornata a raccontarli tutti, ma come dicevo anche ieri, oltre ad essere ingovernabile, l’Italia, non è neanche capace a volersi bene e quindi per noi esiste solo il gorgonzola dolce e quello piccante, ed in questo modo penso….. “ma noi come la vinciamo la guerra?”. Ed ora la ricetta che mi sono inventato:

Pane alle Nocciole (e spezie)

Ingredienti:

  • 450 gr di farina integrale
  • 5 gr di cannella
  • 5 gr chiodi di garofano
  • 10 gr di lievito di birra in polvere
  • 320 gr di polvere di nocciola
  • 150 gr di uvetta sultanina
  • 1,2 dl acqua
  • 5 gr cardamomo
  • 3 uova
  • 120 gr zucchero
  • 5 cl olio evo
  • 5 gr sale

Procedimento

Mescolare in un recipiente piuttosto grande, la farina, il sale, la cannella, il cardamomo, i chiodi di garofano tritati ed il lievito. In un altro recipiente sbattere le uova e aggiungere, impastando, la polvere di nocciola, l’acqua e gli altri ingredienti rimanenti. Unire i due impasti e deporre l’unico impasto in una teglia e formare dei pani tipo baguette più grosse. Mi raccomando la carta forno sotto il pane! Cuocere a 170 gradi per 60 minuti.

Che ci abbiniamo?

RadioBottiglia: Gianni, oggi sono felice per diversi motivi, ma tutti legati a questa rubrica. In primis perché sto vedendo che sta riscuotendo sempre più successo. Mi fa molto piacere ricevere messaggi e chiamate da parte di amici, i quali mi chiedono, di volta in volta, le anticipazioni sulla prossima ricetta. E io non gliele posso dare, anche perché le tue ricette le ricevo al mattino, all’alba. Proprio nell’ora in cui il panettiere sforna il pane!

Della serie “Coincidenze? Io non credo!”. Dato che proprio di pane parliamo, come quello buonissimo che trovo sempre nel tuo winebar. In più questa volta ha un valore ancora più speciale perché la ricetta di oggi non solo è originale, ma è anche tua. Sono onorato di averla qui in queste pagine, che la custodiranno, spero, per molto tempo.

Parlando invece di abbinamenti, potrei scriverti una valanga di proposte, alcune molto interessanti. L’erborinato, per me, chiama il Sauvignon o ancora meglio il Kerner. In questo gioco di rispettive amplificazioni di sapori, tra sorsi e morsi. Ma dato che ci hai dato una ricetta del pane, e il pane non deve mai mancare sulla tavola, anche io voglio giocare un jolly, che credo molti dei nostri lettori troveranno interessante, da utilizzare sempre.

Una bollicina, eccezionale, che non è uno Champagne, ne’ un Prosecco. Ma non è neanche uno spumante qualunque. Nasce da uve che hanno una storia lunghissima che forse risale addirittura agli antichi greci: l’Asprino di Aversa. Questo vitigno ha delle particolarità uniche, anche perché cresce e vive grazie a delle vigne ad alberata, che arrivano ad avere un’altezza di 18 metri. E quando si vendemmia si devono utilizzare delle scale lunghissime, facendo diventare il tutto acrobatico e spettacolare.

L’etichetta che suggerisco quindi è: Trentapioli – Asprino D’Aversa Doc di Salvatore Martusciello. Da stappare in qualsiasi situazione, è veramente un jolly da tenere sempre sulla tavola. E vi sorprenderà per prezzo e qualità.

Comunque io non vedo l’ora di sentire il profumo in tutta casa di questo pane che sicuramente mi metterà di buon umore in questi giorni di quarantena. Mi raccomando, cerchiamo di bere vini italiani e di piccole aziende! 

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