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Nella patria del Sagrantino, i vini bianchi di Montefalco

Nella patria del Sagrantino, i vini bianchi di Montefalco

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A Montefalco, patria del Sagrantino, non esistono soltanto i vini rossi, anzi l’offerta dei vini bianchi è assai interessante. Nel cuore d’Italia, infatti, crescono vitigni a bacca bianca che sanno di Mediterraneo, nonostante l’apparente lontananza geografica dal mare, e in grado di esprimere tanta solarità. Questi vini scardinano ogni pregiudizio sull’Umbria, non più quindi “Terra d’Ombra”, già falsa etimologia popolare.

Durante l’Anteprima Sagrantino 2017 (7-9 Giugno), nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale di Montefalco – delle annate in commercio – si potevano assaggiare un totale di 125 vini. Certamente la maggior parte erano vini rossi, ma più di 30 erano a bacca bianca. Ho diviso quindi i vini bianchi in batterie da sei e li ho assaggiati tutti.

Per cercare un approccio più razionale e oggettivo possibile, sono andato per ordine: Grechetto, Trebbiano Spoletino e Montefalco Bianco. Purtroppo la pandemia ancora in corso ha imposto agli organizzatori delle regole piuttosto ferree: posti limitati in sala, e soprattutto un tempo molto stretto per la degustazione di ciascun vino.

Ciò nonostante questo è il mio report sugli assaggi fatti, dove riporto le note per ogni bottiglia degustata.

I vini che mi sento di consigliare sono indicati con l’asterisco (*).

Categoria Grechetto di Montefalco:

Adanti Montefalco Grechetto Doc 2020

Naso che sa di gelatina di fragola, tipo caramella. Queste note risultano abbastanza marcate, non sorprendono per un vino ancora neanche neonato. C’è grande coerenza naso/bocca, ma al palato già emerge di più la parte vegetale. Acidità un filo troppo presente in bocca ma è giustificata essendo un campione di botte.

Colle Ciocco Montefalco Grechetto Doc Clarignano 2019

Già molto più posato rispetto al vino precedente, forse anche troppo: comunque al palato è pronto e sicuramente l’alcolicità è stata tenuta sotto controllo. Manca però un po’ di slancio e risulta un po’ sterile.

Fratelli Pardi Montefalco Grechetto Doc 2020 (*)

Naso di grande equilibrio, nuances di rosa, ancora presenti piccoli tocchi delicati di fruttini di bosco. Bocca tipica da Grechetto e proprio per questo gli do un premio per aver centrato il varietale al primo colpo.

La Veneranda Montefalco Grechetto Doc 2020

Al naso ci sono delle note legnose che coprono un po’ tutto. Comunque l’affinamento in legno non è dichiarato dall’azienda. Andando oltre l’olfatto, che vira verso il cocco o verso le cortecce, il palato si avvicina a uno Chardonnay della bassa Borgogna.

Tenuta di Saragano Montefalco Grechetto Doc Montacchiello 2017 (*)

Ampio, avvolgente e opulento. Spicca subito non solo per essere il più “anziano” della batteria ma anche per il colore giallo luminoso nel calice. Niente barrique comunque, ma solo acciaio.

Tenute Baldo Montefalco Grechetto Doc 2019 Nido del Falco

C’è grande equilibrio, non è presente la nota scomposta che estremizza la tendenza al frutto. Se proprio vogliamo fare i sommelier antipatici, per i più sensibili potrebbe stonare la nota dell’alcol in fase finale, quindi di deglutizione. Comunque è un vino molto floreale e molto piacevole all’olfatto. Attendiamo che faccia ancora un po’ di bottiglia.

Terre De La Custodia Montefalco Grechetto Doc 2019

Grechetto da manuale, si percepisce che c’è una mano molto tecnica dietro. Vino ancora in affinamento.

Categoria Trebbiano Spoletino:

Antonelli Trebbiano Spoletino Doc Trebium 2020 (*)

Naso che sa di camomilla e di erba appena tagliata, note che ricordano quasi un Sauvignon o un vino friulano. Data l’acidità dominante è ancora nel pieno della giovinezza, come il 90% degli altri vini della stessa tipologia presenti in degustazione, ma posso sbilanciarmi tranquillamente consigliando questo vino.

Antonelli Trebbiano Spoletino Doc Anteprima Tonda 2019 (*)

È una etichetta che negli ultimi anni fa un campionato a sé. Colore carico, oro, naso complesso e intrigante che si declina dagli accenni di miele millefiori, e poi varia ed evolve ad ogni giro di bicchiere. Al palato è consistente, morbido e rotondo. Non manca il grip tannico dovuto alla macerazione. È uno stile che l’azienda sta definendo anno dopo anno e che spero rimanga.

Benedetti & Grigi Trebbiano Spoletino Doc 2020 (*)

C’è grande potenziale per un vino che è ancora in affinamento. L’azienda, seppur di recente costituzione, ha una grande esperienza nel lavorare questo vitigno. Per ora è un Trebbiano Spoletino da manuale, che può essere preso anche come esempio didattico. Sono sicuro che l’affinamento in bottiglia gli conferirà quel tocco per convincere del tutto.

Bocale Trebbiano Spoletino Doc 2020

Già tira fuori la vera identità di questo bellissimo vitigno che riesce a mostrare una polpa morbida in perfetta anteposizione alla innata acidità. Naso di un varietale nobile, ancora un po’ spigolosetto al palato.

Colle Ciocco Trebbiano Spoletino Doc Tempestivo 2019

Sento delle note legnosette, come di cedro, e accenni di mele. Al naso è morbido, “educato”. Sicuramente ha ritorni fruttati e floreali, rimane ancora in fase di definizione.

Colle Ciocco Trebbiano Spoletino Doc Tempestivo 2020

Si tratta di un campione di botte e i parametri rispettano le aspettative: è un vino che deve ancora fare tanta strada e la fortissima acidità non mi permette di esprimere un giudizio definito su questo vino.

Fratelli Pardi Trebbiano Spoletino 2020 (*)

Un po’ particolare con queste note di mela matura iniziali. Colore paglierino pieno. Un palato dei più eleganti assaggiati in batteria finora, ma se si scalda emerge tutta la sua vinosità. Sembra comunque un vino del nord d’Italia.

Le Cimate Trebbiano Spoletino Doc  Del Cav. Bartoloni 2018

Un colore pazzesco lo fa emergere dalla batteria. Alla vista è di un oro denso. Anche al naso è opulento. Servito troppo fresco si perde la sua vera identità di vinone. Perché non è un vino leggero, la macerazione e – soprattutto – i 6 mesi di botte di rovere certamente non lo snelliscono. È un vino che o piace o non piace.

Le Cimate Trebbiano Spoletino Doc 2019

Giudizio sospeso.

Le Thadee Trebbiano Spoletino Doc Fijoa 2018

Emerge una impronta verso uno “stile naturale”. È un vino che sicuramente metterà in disaccordo la critica. Comunque è ben evidente la traccia di legno. Da riassaggiare.

Le Thadee Trebbiano Spoletino Doc Durasole 2019

Più definito del vino precedente. Ha una bella e piacevole consistenza al palato.

Le Thadee Trebbiano Spoletino Doc +128+ 2019

Non c’è due senza tre. Con quest’ultimo, posso solamente dire che: dopo aver assaggiato i tre vini della stessa azienda è evidente il carattere distintivo che Le Thadee vuole dare alle sue bottiglie. Il giudizio rimane sospeso in attesa di riassaggiare i vini e magari conoscere meglio una realtà per me fino ad ora sconosciuta.

Ninni Trebbiano Spoletino Doc Poggio del Vescovo 2019 (*)

Un colore scarico preannuncia un vino molto verticale. Si apre su note tropicali, al palato sotto una grande acidità si cela della bella polpa di frutta bianca. Un vino che consiglio di tenere in cantina per un invecchiamento di almeno un paio d’anni.

Perticaia Trebbiano Spoletino Doc 2020

Alla vista è di un colore paglierino. È stato servito troppo freddo, comunque si apre con una interessante nota fumé per poi proseguire su nuances di biancospino. Molto sottile al palato.

Perticaia Trebbiano Spoletino Doc Del Posto 2019 (*)

Più intenso del precedente vino, e sicuramente più gastronomico, Perticaia conferma di saper maneggiare questo vitigno, dandogli un pochino più di corpo. Ha una bella sapidità.

Scacciadiavoli Trebbiano Spoletino Doc 2019 (*)

C’è una bella polpa, una caratteristica che quando è presente mi fa amare questo vitigno. Questo vino mi piace perché sembra mantenere un profilo un po’ selvatico. Sicuramente un assaggio gustoso con una bella complessità.

Valdangius Trebbiano Spoletino Doc Campo Di Pico 2019

Naso suadente, ammaliante. Un vino che gioca su note di frutta gialla, si sente – del tutto inattesa -, in maniera marcata, la polpa di banana. Piacevole dal punto di vista tattile, ha davvero un bel corpo.

Valdangius Trebbiano Spoletino Doc Filium 2019 (*)

Il legno c’è ma è davvero ben integrato. In bocca il vino risulta davvero soffice. Il legno dunque non sovrasta affatto, non invecchia il vino, non è invadente. Tutto è in completa armonia. Secondo me hanno trovato un ottimo punto di equilibrio, bravi! Un altro bell’esempio di come si può lavorare il Trebbiano Spoletino.

Terre di San Felice Trebbiano Spoletino 2020 (*)

Si ritorna a un Trebbiano Spoletino molto più snello e giocato quindi molto sulla freschezza. Nel calice trovo la frutta esotica fino ad arrivare alla scorza di limone candita. Ha un ottimo slancio in bocca. È ancora un pochino troppo alta l’acidità, e questo continua a confermare la tendenza del vitigno in fase iniziale, quindi il consiglio è quello di aspettare che il Trebbiano faccia sempre un po’ di bottiglia. Comunque è un vino genuino che nasce da una piccola e giovane azienda.

Categoria Montefalco Bianco:

Benedetti & Grigi Montefalco Bianco Doc Artemide 2020

Bel corpo e bell’equilibrio, nulla di sconvolgente (per ora) ma è un Montefalco Bianco assolutamente godibile.

Scacciadiavoli Montefalco Bianco Doc 2019

Ineccepibile nello stile. Bel colore di un paglierino-dorato. Si percepiscono tocchi di frutta gialla. Forse nell’assaggio il vino risulta un filo troppo “smaltato”.

Tenuta Alzatura-Cecchi Montefalco Bianco Doc Aria di Casa 2019

A livello olfattivo risulta essere un po’ coperto e questo già preannuncia un vino non propriamente aggraziato. Se si tratta di “Aria di Casa” allora aprite le finestre! Al palato emergono sentori “bananosi”, come gli Chardonnay delle annate più calde delle regioni non propriamente fredde. In questo caso si tratterebbe invece di Trebbiano Spoletino 100%. La disarmonia è coerente naso/bocca, prevale la pesantezza.

Tenuta Bellafonte Montefalco Bianco Doc Sperella 2019 (*)

È il vino che ha spiccato di più per mineralità nell’intera finestra di assaggi dedicati ai vini bianchi di Montefalco. È di un giallo paglierino carico con riflessi luminosi. È davvero molto bello nel calice. Il naso è molto intrigante con note affumicate e di idrocarburi, che variano fino ad arrivare alla pietra bagnata. Per quanto riguarda il discorso del Montefalco Bianco, ahimè, è una DOC fin troppo poco utilizzata… invece ha un grande potenziale (con tante vie di interpretazione) e potrebbe dare dei risultati sbalorditivi.

Anteprima Sagrantino 2017 Montefalco 2021

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