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Masottina Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Ogliano Brut 2018.

Un signor Prosecco. Masottina Contrada Granda Brut

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Se in questo blog ci fosse l’uso del punteggio per giudicare le bottiglie assaggiate allora questa che sto per descrivere prenderebbe una cifra piuttosto alta e piena. Se ci fosse, invece, la consuetudine di assegnare le stelline allora non farei fatica a dargliene 5 su 5. Ma mi toccherà come al solito affidarmi alle parole per tesserne le lodi. Posso dire che per la categoria in cui compete, ovvero quella del Prosecco, per me starebbe nelle prime posizioni. Tenetela nei vostri promemoria: Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore – Rive di Ogliano Contrada Granda Brut 2018 Docg dell’azienda Masottina.

Come si evince dal nome parecchio lungo non si tratta del solito prosecchino da quattro soldi ma di un signor prosecco. A essere indicato non c’è solo il millesimo ma anche la zona di appartenenza: Ogliano. E il termine Rive, a testimoniare i vigneti più pendenti del comprensorio di Conegliano Valdobbiadene. Sarebbe da far assaggiare agli scettici, a quelli che non credono nei prosecchi che portano la data della vendemmia. Questa bottiglia sono sicuro convincerebbe anche loro. E so benissimo che non è facile scaldare gli animi e far entusiasmare gli astanti parlando di prosecco. Ma, ehi!, ieri sera, quando l’ho fatta assaggiare, ha catturato l’interesse anche di quelli che non sanno la differenza tra un metodo classico e uno charmat. Insomma ha sorpreso anche quella categoria di persone che definiscono Prosecco tutti quei vini con le bollicine che non sono Champagne. Che pena! Ovvero tutte quelle persone che chiamano Prosecco anche uno Chardonnay spumantizzato sudafricano. Che per carità sarà pure buono, ma certamente non può fregiarsi di una Denominazione conosciuta in tutto il mondo e che tutto il mondo ci vuole copiare. Così come accade per altri prodotti-bandiera come il Parmigiano Reggiano o per la nostra Mozzarella di Bufala Campana DOP.

Ma torniamo a questa bellissima bottiglia prodotta da Masottina. Perché la consiglio: bevendola potrete notare che anche un prosecco può restituire un terroir. Può raccontare di colline con vigne ripide e ben esposte dove corre sempre un vento freddo. E tutta questa freschezza viene restituita nel calice. L’equilibrio è straordinario. Attenzione, equilibrio non vuol dire qualcosa di piatto. Tutt’altro.

Intanto al naso: aromi ben scanditi di frutta bianca e bouquet di fiori bianchi, coerente con la beva. Sorso armonico, si arricchisce di note di mela golden e agrumi. E se anche l’occhio vuole la sua parte, nel calice troviamo un bel perlage verticale e persistente. Non ci sono difetti. Tutto fila liscio. La parte che mi entusiasma di più riguarda il palato. Una beva morbida e snella. Secca. E soprattutto mi piace come questo vino lascia la bocca. La sua effervescenza la pulisce bene e la abbandona nella maniera più elegante possibile. Non c’è niente che stona, neanche un pizzico di residuo zuccherino fuori posto. L’acidità è calibrata alla perfezione. È veramente un signor Prosecco, completo e campione di precisione.

Il prezzo allo scaffale mi sembra giustissimo: intorno ai 14/15 euro. Per queste qualità elencate, è una bottiglia che si può stappare all’aperitivo e che regge tranquillamente tutto il pasto. Un consiglio d’oro, quindi, ai miei amici e lettori di RadioBottiglia.

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