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Sommelier Vino difetto

L’apologia dei difetti del vino

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L’etica e la deontologia dovrebbero essere i binari del professionista, anche per chi opera nel mondo del vino. E un vero professionista del vino, oltre a conoscere la materia, deve accettare la realtà, cioè non deve raccontare frottole su quello che si trova nel calice. Non deve cercare di cambiare le circostanze per provare comunque a vendere, sforzandosi oltre il limite per speculare su bottiglie che presentano difetti.

Qualche giorno fa ero a una degustazione con alcuni enotecari, persone del mestiere. A un certo punto compare una bottiglia di Pinot Nero dell’Alto Adige che era chiaramente “out of condition”. L’ossidazione non voluta aveva compromesso completamente il vino. Gli elementi erano lampanti: il vino appariva più scuro, con tonalità marroni, in più erano percettibili sentori di caffè rancido e di toffee. Per finire era completamente non pervenuta la freschezza e la componente fruttata che un Pinot Nero giovane e di montagna dovrebbe avere.

Un quadro evidente, da manuale per aspiranti sommelier, che ha trovato conferma anche nell’apertura di una seconda bottiglia della stessa etichetta, facendo pensare che l’intero lotto fosse compromesso.

Nonostante tutto questo, chi conduceva la degustazione, imperterrito cercava di sostenere che quelli non erano difetti bensì pregi, o meglio, caratterizzazioni stilistiche, ricercate dall’azienda produttrice…

Ma conoscendo quell’azienda (convenzionale), da anni, sapevo benissimo che quelle spiegazioni erano del tutto false.

(E qui arriviamo al paradosso: i vini convenzionali che con i difetti diventano “eccezionali”).

Quindi mi sono chiesto: si tratta di incompetenza o di malafede?

L’apologia del difetto del vino certamente non è reato, ma andrebbe condannata.

Ci ha già pensato Sandro Sangiorgi, quasi un anno fa, assumendosi un onere pesante (link articolo).

Credo che anche Sangiorgi, il più grande conoscitore di vini non convenzionali o artigiani, abbia capito che il movimento dei naturali, il quale indubbiamente ha dato una boccata di aria fresca al mondo del vino,  stesse generando delle scorie non volute. E tra gli effetti collaterali negativi, oggi, ci sono i professionisti del vino che cercano di vendere il difetto come qualcosa di eccezionale.

Dunque, a maggior ragione, viva i vini naturali quando sono corretti, perché il difetto tecnico non si può mai trasformare magicamente in pregio.

Ma voi la comprereste una macchina con un difetto al motore solo perché fa un suono più interessante?

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