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Il mio ultimo desiderio. Questo piatto e la donna amata

in La Domenica Autarchica Di

Riprendo l’intervista a Riccardo Muti, il quale contesta la presenza dei cuochi in televisione intercettando un maggiore bisogno di Cultura. Probabilmente i cuochi che rappresentano la Cultura del Cibo in televisione non saranno all’altezza del Maestro Muti ma un suo “collega” la pensava in modo diverso.  “Mangiare, amare, cantare e digerire sono i quattro atti di quell’opera comica che è la vita”, una delle frasi più celebri di Gioacchino Rossini. Tralascio ogni riferimento artistico del Maestro Pesarese soffermandomi sulla sua grande passione enogastronomica.

[Qui l’intervista al Maestro Muti]

Penso e credo fortemente che il filetto di bue da lui inventato surclassi ogni sua opera, la più straordinaria, dal Barbiere di Siviglia alla Gazza Ladra: Il Tournedos Rossini. Chissà se al maestro oggi gli raccontassero le nuove frontiere… Quella della bassa temperatura o della sferificazione, uno che in una sera con amici a ristorante ha suggerito la preparazione di un piatto poi diventato “Tournedos Rossini” che era pura poesia, confusione di anime, quella dell’alcol (Madera) e quella della carne (cuore di filetto) accompagnato al tartufo nero ed il Foie gras che sdilinquiscono insieme come quattro amanti che cercano e trovano un momento di erotismo profondo in un’orgia di sapori e consistenze.

Ritornando a Riccardo Muti, io penso che lui l’avesse con la presenza in Televisione di cuochi i quali più che a promuovere la grande arte della Cucina pensano a promuovere loro stessi e la loro miserrima ricerca di facili guadagni. E non pensi, il maestro Muti, che un’arte sia più nobile rispetto ad un’altra, perché più popolare. Le discriminazioni classiste non appartengono a chi promuove Arte e Cultura.

Vi lascio con la ricetta del Tournedos Rossini, Buona Domenica!

1. In una padella sciogliere del burro e rosolare il fletto di bue da ambo i lati. 
2. Salare, pepare e terminare la cottura in forno a 180 °C per 6 minuti. Sfornare e lasciar riposare. 
3. Deglassare la padella con il Madera, asciugare e unire il tartufo, facendo ridurre con un fondo di manzo.
4. Far ridurre e infine montare con 10 grammi di burro 
5. Cuocere il foie gras in una padella antiaderente. 
6. Impiattare mettendo il fondo di cottura alla base, un disco di pane tostato, la carne, il foie gras e il tartufo.
Da abbinare a un vino rosso non troppo morbido e che non deve avere inclinazioni dolciastre.
Un nebbiolo proveniente dall’Alto Piemonte, sarebbe ottimo. Un Lessona di Proprietà Sperino sarebbe perfetto.

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