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Gutturnium Uccellaia 2010 2013 appunti

Il Gutturnium dell’Uccellaia: 2013 vs 2010

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Di Giuseppe Esposito e Matteo De Paoli – Il Gutturnium dell’Uccellaia è la dimostrazione eclettica e mai banale di quanto un’identità stilistica riesca a prevalere anche su una tendenza negativa di una Denominazione che, quasi nella totalità dei casi, ha dato, specialmente in passato, vini privi di una prospettiva luminosa e lungimirante.  Dinamico, di grandissima freschezza, riesce, a più di 10 anni dalla vendemmia, a stupire e a convincere del fatto che la fase calante sia ancora molto distante. Ha certamene aiutato anche un’annata da sogno, la 2010, che ha donato slancio e pienezza di sorso al contempo, dichiarando definitivamente che la Denominazione è una questione a se stante quando l’identità aziendale è ancora più forte.

Giuseppe: Dobbiamo partire col dire che quando bevi vini del genere è perché o li cerchi o ci caschi, oppure vuoi davvero capirne l’essenza. La 2010 e la 2013 sono due visioni stilistiche che si sono adattate a due condizioni climatiche completamente differenti, succosa e fresca la 2010, piena e concentrata la 2013. Cromaticamente, la 2010 ha una caratterizzazione tendente alla “cerasa”, dalla trasparenza nuda e sensuale, quasi fosse “a specchio”, con la tendenza al violaceo. Il naso è una precisa continuazione della vista, nel senso che è una trasmutazione di ciò che vedi in profumi delicati, freschi, di frutti piccoli ma maturi, volti al terziario accentuato e tendente alla bevuta piacevole e leggiadra. Bocca complessa, piena e slanciata al contempo. La 2013 è l’opposto, vino introspettivo, cupo, gastronomico, pieno, dove la trama tannica deve smussare alcuni piccoli angoli della sua tela. Pieno e potente, dove la nota vegetale diviene fumo e cioccolato, dattero e cannella, per poi arrivare al completarne le aspettative al sorso. 2010 e 2013, slancio e potenza, agilità e struttura. What else?

Matteo: Bisogna guardare prima di tutto il colore dei vini in entrambi i calici! Sia la 2013 sia la 2010 conservano ancora una brillantezza smagliante. Di primo impatto, questi due vini, sembrano due torri gemelle, ma in un successivo momento si notano delle differenze chiare. In entrambi i casi l’acidità è garante di una lunga vita e i terziari da invecchiamento sono appena evidenti. Chiaramente la 2010 si dimostra un vino più maturo, meno scalpitante, quindi più posato. Comunque il sorso è sempre fresco, piacevole, mentre un altro valore comune rimane l’alta digeribilità. Quest’ultimo è sicuramente merito di diversi fattori, in particolare è dovuto a un lavoro armonioso in vigna e in cantina, ma soprattutto è merito della natura dei due vitigni che compongo questo blend essenziale e straordinario. Barbera e Bonarda, sono le due anime che troviamo nel Gutturnium: un assemblaggio che è una sintesi perfetta di semplicità e aristocrazia. Buona acidità e una struttura felicemente leggera. Facilità di beva? Sì, senza dubbio, ma non c’è sicuramente la banalità di un vino glou-glou. Utilizzando l’immaginazione: la 2013 è ancora un ragazzo in procinto di affrontare l’ultimo anno del liceo. Mentre la 2010 ha appena consegnato la tesi di laurea. Tornando alle differenze, quando i vini si manifestano al 100% dopo diverso tempo nei calici, si sentono eccome! Prima si riconoscono al naso, poi in bocca. La sensazione più bella rimane però al palato, dove l’alcolicità del Gutturnium 2010 si fa più fine e ne fa un vino sicuramente più godibile e più elegante.


Andamento climatico delle annate a cura dell’Azienda Uccellaia

VENDEMMIA 2010

Vendemmia tardiva, condizioni metereologiche segnate da un’alternanza fra sole e pioggia davvero importante. Probabilmente, i vini ottenuti da questa vendemmia, in generale, saranno caratterizzati da un buon potenziale aromatico e da acidità importanti, che ne dovrebbero favorire la tenuta nel tempo. Una vendemmia, probabilmente, più favorevole ai vitigni bianchi e dall’andamento della maturazione molto regolare per i vitigni a bacca rossa. In generale, le riserve idriche accumulate nell’inverno e nella primavera di quest’annata, alimentate anche da frequenti piogge estive, hanno garantito alle viti una buona resistenza alle ondate di caldo, permettendo alle piante di non soffrire mai stress idrici e garantendo frutti di buona qualità, almeno nelle zone più vocate.
VENDEMMIA 2013
Il 2013 ha permesso una produzione più lenta e una maturazione graduale: le vendemmie sono state ritardate di due settimane, protraendosi fino alla fine di ottobre e agli inizi di novembre in alcune zone. Le escursioni termiche tra giorno e notte del 2013 sono state equilibrate, mentre le temperature non eccessivamente bollenti, con pochi periodi aridi, hanno favorito una maturazione distribuita e graduale, ottima per i vini italiani. Tutto ciò influisce sul sapore delle nostre produzioni: dai primi dati si prevede una concentrazione zuccherina inferiore e una maggiore acidità generale. Ma la maturazione lenta ha anche permesso un accumulo maggiore di sostanze aromatiche nelle uve a bacca bianca, e di sostanze polifenoliche in quelle a bacca rossa.

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