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Grillo Gazzerotta Tenute Pellegrino

Il Grillo Superiore “Gazzerotta” di Cantine Pellegrino

in Wine Notes Di

C’è una frase che mi ronza in testa da una settimana a questa parte. Questa frase è stata detta durante una degustazione milanese da uno degli enologi più noti d’Italia. “C’è la tendenza a dare per scontata la qualità dei vini”. È vero. La maggior parte dei critici, o presunti tali, si sofferma sulle note degustative. Lo sport più praticato nel mondo del vino è quello di  cercare i fronzoli. Ma il più delle volte basterebbe solamente affermare se un vino preso in esame sia buono oppure no.

E come si fa a stabilire questo principio? Per me il vino buono è quello privo di difetti e che sa restituire nel bicchiere le caratteristiche del vitigno (o dei vitigni). Poi, ma solo successivamente, posso accettare frasi tipo: “Il vino deve rappresentare il terroir da dove è venuto”.

All’atto pratico un vino che si lascia bere senza difficoltà e che sappia essere gradevole per me è già un vino buono. Non amo molto l’enologo che ha detto la frase da cui sono partito (anche se lo rispetto), e non c’entra assolutamente niente con il vino e l’azienda di cui sto per parlare in questo articolo. Ma questo principio dovrebbe essere il valore di partenza per tutti quelli che lavorano nella comunicazione di settore, anche per quelli che giocano a fare i #wineinfluencer sui social.

È una questione di qualità

Ultimamente sto apprezzando molto il lavoro di Cantine Pellegrino. Stiamo parlando di una azienda che ha quasi 140 anni di storia e che si sta impegnando in un rilancio da un punto di vista comunicativo. Non che ne avesse il bisogno, perché il blasone è e rimarrà sempre importante, ma mi piace particolarmente come questa azienda voglia arrivare alle nuove generazioni. Lo sta facendo a 360 gradi dalla creazione dei nuovi prodotti, al restyling delle grafiche. Su RadioBottiglia ho già avuto occasione di scrivere del Marsala Uncle Joseph. Questa volta scrivo di un vino che può accompagnare con facilità pranzi e cene senza risultare banale.

Si tratta di un Grillo Superiore, un vino bianco di alta fascia, che si inserisce nella linea “Tenute di Famiglia”. Le uve provengono da un vigneto antico impiantato agli inizi degli anni ’80 a Gazzerotta (Mazara del Vallo).

«Le uve di grillo della tenuta Gazzerotta sono coltivate in uno storico vigneto seguendo, come trentacinque anni fa, le pratiche colturali tradizionali che hanno donato alla pianta grande vitalità e capacità di resistenza. Il vigneto ha così avuto modo di sviluppare una struttura forte, ceppi di grandi dimensioni e radici profonde, adattandosi all’ambiente pedoclimatico fino ad avere la capacità di eludere in parte le condizioni di stress idrico che caratterizzano l’area di coltivazione. Lo stress termico, causato dalla distanza dal mare, è mitigato invece dal sistema di allevamento a spalliera tradizionale siciliana, detta anche “alberello marsalese appoggiato”, che dispone la chioma in modo da permettere la massima protezione delle uve dai raggi solari».

Alberello Marsalese

La resa per ettaro pari a 60 q.li e la gradazione alcolica di 13% vol., caratterizzano questo vino come Superiore, secondo i parametri imposti dal disciplinare di produzione dei vini DOC Sicilia.

Il Grillo Superiore “Gazzerotta” 2017

Qualitativamente questo vino è ineccepibile, e questo mi permette di allacciarmi alla frase iniziale del post. È un buon vino e mi è piaciuto, mi ha lasciato un ricordo più che positivo. La sapidità è la nota che lo caratterizza, senza mai essere invadente. C’è struttura. Il corpo è integro, quasi rigoroso. Nel bicchiere è giallo paglierino. Il profumo ricorda i fiori, bianchi e di campo. La nota agrumata accompagna tutta la beva e lascia una bocca fresca, pronta per un bel boccone… A proposito secondo me sarebbe da abbinare a delle belle fritture di calamari, di moscardini o di paranza. Oppure più semplicemente a un piatto a base di pesce: una classica spigola al forno con le patate. 

Cantine Pellegrino ha deciso di puntare sul grillo perché considera il vitigno “con il più alto potenziale in termini di resa qualitativa ed è considerato il nuovo ambasciatore della moderna enologia siciliana”.

Prezzo medio in enoteca: 15 euro

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