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Grandi Langhe 2020

Bisogna fare grandi scorte di Barolo 2016

in Wine Notes Di

Si è appena conclusa la quinta edizione di Grandi Langhe 2020, la manifestazione del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e delle aziende vitivinicole di Langhe Roero.

Due giornate di degustazioni al Palazzo Mostre e Congressi Giacomo Morra che ha riunito in un unico luogo 206 produttori, più di 900 etichette. Sono stati diversi gli spazi espositivi, divisi per i Comuni di appartenenza, ognuno con un colore diverso. Una occasione imperdibile per scoprire la grande ricchezza e varietà di questi territori unici che tutto il mondo ammira e che donano vini fantastici. Che cosa sarebbe il vino italiano senza queste denominazioni? Forse neanche esisterebbe. Il principio del grande vino italiano lo si deve alle Langhe.

E in particolare al Barolo. 11 comuni, non lontani da Alba per un grande vitigno: il Nebbiolo. Difficile sintetizzare il Barolo in pochissime battute. Certamente il Grandi Langhe ha dato la possibilità di far conoscere tutte le sfaccettature di questo grande e prestigioso vino. E soprattutto ha dato l’opportunità di approfondire il valore delle menzioni geografiche aggiuntive. Le MeGa, ovvero i Cru. Non solo del Barolo, ma anche del Barbaresco e del Roero. A questo si aggiunge anche la possibilità di confrontarsi con i produttori, capire i diversi approcci. Ma a questa edizione in particolare non si poteva mancare per un fondamentale motivo…

È stata presentata l’annata 2016 del Barolo. Un’annata magica, i produttori infatti sono tutti concordi che sia la migliore degli ultimi 10 anni. Eleganza e freschezza, molto diversa dalla calda e muscolare 2015. Tutti gli assaggi delle 2016 che ho fatto sono stati davvero appaganti. Si tratta quindi di un unicum, di un qualcosa di irripetibile. Annate così sembrano essere sempre più rare. Ed è per questo motivo che suggerisco ai lettori di RadioBottiglia di fare abbondanti scorte di questi vini. Un po’ come avevo suggerito di fare per il Chianti Classico Riserva 2016.

Le annate buone, con questi cambiamenti climatici pazzi, sono sempre meno e devono essere valorizzate.

Allora nel mio taccuino ho segnato qualche etichetta da non lasciarsi scappare. Qualcosa avevo postato anche nelle stories del canale Instagram di @Radiobottiglia (che conserverò in evidenza sulla pagina). 

Grandi Langhe 2020 i migliori assaggi di Barolo 2016 in ordine sparso:

  • Gianluca Colombo Barolo Docg 2016
  • Ettore Germano Barolo Docg del Comune di Serralunga d’Alba 2016
  • Massolino Barolo Docg Margheria 2016
  • Massolino Barolo Docg Parussi 2016
  • Luigi Pira Barolo Docg Margheria 2016
  • Luigi Pira Barolo Docg Marenca 2016
  • Luigi Pira Barolo Docg Vignarionda 2016
  • Luigi Pira Barolo Docg del Comune di Serralunga d’Alba 2016
  • Giacomo Fenocchio Barolo Docg Castellero 2016
  • Giacono Fenocchio Barolo Docg Villero 2016
  • Pio Cesare Barolo Docg 2016
  • Pio Cesare Barolo Docg Ornato 2016
  • Poderi Ruggeri Corsini Barolo Docg Bussia
  • Vietti Barolo Docg Rocche di Castiglione 2016

In tutti questi assaggi straordinari è emersa anche una qualità non indifferente, se si parla di Barolo, ovvero la grande immediata bevibilità. Sono bottiglie che si possono stappare e gustare senza aspettare troppo tempo. Dell’annata 2015 segnalo uno straordinario Barolo Docg Bricco Boschis di Roccheviberti.

Gli “altri” migliori assaggi al Grandi Langhe 2020 (in ordine sparso):

  • Rizzi Barbaresco Docg Nervo 2016
  • Rizzi Barbaresco Riserva Rizzi Vigna Boito 2015
  • Luigi Pira Barbera D’Alba Superiore 2018
  • Gianluca Colombo  Nebbiolo D’Alba 2018
  • Ettore Germano Barbera d’Alba Superiore 2017
  • Ettore Germano Langhe Doc Bianco 2017 Binel
  • Podere Ruggeri Corsini Langhe Nebbiolo 2018
  • Roccheviberti Dolcetto D’Alba 2018 Vigna Melera
  • Massolino Barbera d’Alba Doc 2018
  • 460 Casina Bric Langhe Doc Arnesi, Ansì 2018
  • Giacomo Fenocchio Freisa 2018
  • Poderi Ruggeri Corsini Barbera D’Alba Superiore Doc Armujan 2016.

 

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Un post condiviso da Matti (@inthecantine) in data:

Grandi Langhe 2020 è stato bellissimo, organizzato molto bene. Una piccola nota negativa riguarda il fatto che non tutti i produttori delle Langhe erano presenti, mancavano infatti diversi nomi eccellenti. Alcuni di questi, grandi assenti (i soliti…), sono sicuro che lo hanno fatto per un senso di “snobismo” ben radicato, che però ormai è demodé. Ed è un peccato.

Intanto crescono del 30% gli ingressi degli operatori professionali e stampa specializzata, provenienti da 34 Paesi del mondo.

«Oltre un terzo dei partecipanti è arrivato dall’estero, a conferma del fatto che il nome di Grandi Langhe si sta affermando sempre di più anche fuori dall’Italia – dice il presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani Matteo Ascheri – cresce la presenza degli operatori italiani provenienti da 69 province, soprattutto da Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria e Toscana».

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