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Regno Unito: Niente dazi sul vino per effetto della Brexit

Regno Unito: Niente dazi per effetto della Brexit

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Da “La Nazione” riportiamo un estratto dell’articolo a firma di Ilaria Biancalani intitolato “Vino, salvo l’export verso il Regno Unito”. Scrive la giornalista: “La buona notizia che in molti aspettavano giunge sul finire di questo 2020: l’export di prodotti agroalimentari toscani, potrà continuare nel Regno Unito. Si parla di esportazioni che, soltanto per il comparto vitivinicolo, si attestano sui 30 milioni di euro. I negoziati fra Europa e Regno Unito che hanno portato a concretizzare in extremis questo accordo, sono il più bel regalo di Natale per il settore agroalimentare del Made in Italy, che potrà continuare a esportare senza dazi o quote nel suo quarto mercato di sbocco commerciale, che ha un valore complessivo di 3,4 miliardi di euro”.

L’articolo riporta il commento di Carlotta Gori, direttrice del Consorzio Chianti Classico: “Si tratta di una brexit-soft che non ci coglie di sorpresa, perché in realtà speravamo arrivasse. Siamo particolarmente contenti che le transazioni fra Comunità Europea e Gran Bretagna si siano concluse con il raggiungimento di un concordato che non prevede imposizioni di dazi, in particolare per il settore agroalimentare quindi per il nostro comparto vitivinicolo. L’export nel Regno Unito – prosegue Gori – rappresenta il 7% circa di tutto il nostro volume di imbottigliati. Per noi quindi, continuare a esportare i nostri prodotti, sapendo che non c’è un dazio su di essi, è particolarmente significativo e siamo molto soddisfatti soprattutto in un momento così complesso, che chiude l’anno in modo un po’ più positivo”.

“Furono proprio i primi turisti inglesi, qualche decennio fa – evidenzia Gori – a conferire ai nostri luoghi il nome di Chiantishire, apprezzando il territorio e facendo, proprio qui, alcuni investimenti importanti. La costante presenza di anglosassoni di quegli anni, è riconducibile altresì al nome Supertuscan, conferito proprio dagli inglesi, ad alcuni vini che nascevano nelle terre del Gallo Nero”. “Per questo – prosegue – ormai da tanti anni ci sentiamo vicini al mercato del Regno Unito e sensibili alle sue dinamiche”.

Chianti Classico Gallo Nero

“Già nel 2020 avevamo programmato alcuni eventi a Londra, organizzati in autonomia dal Consorzio Chianti Classico, che per i motivi a tutti noti sono stati posticipati. Speriamo, nel 2021, di poter attuare i nostri investimenti in promozione, essenzialmente a Londra ma, più in generale, nel territorio anglosassone, anche attraverso canali di finanziamento che, a questo punto, aprono al mercato inglese perché l’Ocm per la promozione nei paesi terzi (la regolamentazione unica dell’Unione Europea che detta alcune norme riguardanti il settore vitivinicolo, sia per quanto riguarda le norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende, ndr ), sarà applicabile anche alla Gran Bretagna”.

Foto di RadioBottigla

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