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Cantina Kaltern e la Quinta essenza di Caldaro

Cantina Kaltern e la Quinta essenza di Caldaro

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Un appassionato di vino che arriva nella zona di Caldaro avrà un cuore colmo di gioia. Perché pochi altri posti al mondo hanno la stessa presenza, e la stessa simmetria scenica, di vigne e vigneti. Personalmente ho pensato immediatamente alla Borgogna, per carità, con le dovute differenze. Per esempio, qui lo scenario, che è indissolubilmente legato al vino, è spezzato dalla presenza di meleti. E poi, a rendere tutto più unico e magico, ci sono le Dolomiti – mica qualche montagnuccia qualunque! – e il Lago di Caldaro, un elemento imprescindibile della viticoltura caldarese.

Cantina Kaltern e la Quinta essenza di Caldaro

A Caldaro tutti gli uomini abili al lavoro portano il tipico grembiule blu, che a un certo punto della giornata viene risvoltato al bacino, quando sono pronti a terminare il dovere e a dare il via al piacere… magari proprio con un bicchiere di Caldaro Doc (o di Kalterersee). Perché questo vino, fatto con la Schiava (o Vernatsch), ha tutte le caratteristiche per dare inizio alla convivialità: facilità di beva, freschezza, mantenendo comunque una identità territoriale  (ne avevo parlato qui).

A Caldaro si lavora molto, e Caldaro è frutto di tanto lavoro. Un lavoro ininterrotto, perché qui si lavora anche durante le feste. O forse, soprattutto durante le feste! Arrivano turisti da tutta Europa, e soprattutto in estate tanti tedeschi e svizzeri. Caldaro è un luogo ricco di eventi, e ogni occasione è buona per farsi un calice di vino locale.

Parlando di aziende vitivinicole è innegabile che la Cantina Kaltern domini la scena, e la sua presenza è visibilmente da protagonista anche grazie ai propri edifici. Certo c’è la cantina, ma anche un Wine Center (un mega-shop dedicato al vino e ai vini), e una modernissima Vinoteca.

Vinoteca Kaltern

“Cantina sociale” è un termine che può spaventare, soprattutto certi winelover. Ma ci sono casi e casi. In questo caso troviamo una realtà fatta da 650 soci viticoltori dei quali la maggior parte possiede meno di un ettaro di terreno vitato. Questo vuol dire che la media è di 0,7 ettari per socio, che corrispondono a un campo da calcio. Non credo che Kaltern abbia rivoluzionato il concetto di cantina sociale, ma sicuramente negli anni lo ha rinnovato e migliorato.

La conferma? Quando il vino è nel calice parla chiaro, quindi questa non è solo una percezione, ma è proprio una realtà dei fatti.

Degustazione Kaltern Quintessenz

Una produzione che prevede tre linee di vini: Classici, Selezioni e Quintessenz. Questo fa capire come anche una cantina sociale, di alto profilo, può “lavorare il territorio”.

Prima bisogna produrre vini che non solo devono incarnare il territorio ma devono essere fruibili nella quotidianità, ovvero i Classici, in fine si arriva a una linea che deve essere l’eccellenza assoluta, ovvero i vini Quintessenz.

Essenziali e schematici come solo gli altoatesini sanno essere, l’idea dietro la linea Quintessenz è in pratica un cinque moltiplicato per cinque. Incominciando da cinque vitigni, che sono Pinot Bianco, Sauvignon, Kalterersee (Schiava), Cabernet Sauvignon e Moscato Giallo passito. Per arrivare a cinque concetti: “La storia, la terra, i soci, la comunità e i suoi vini”.

La linea Quintessenz però nasce anche con un ulteriore obiettivo, come racconta Andrea Moser, Kellermeister della Cantina Kaltern: “tradurre in bottiglia in modo sempre più profondo e veritiero i migliori vigneti di Caldaro, senza smettere di sperimentare. Sperimentare può rappresentare un rischio, da controllare con la tecnica e know-how, ma solitamente, maggiore è il rischio, maggiore è il potenziale per un risultato straordinario”.

Andrea Moser Kaltern
Andrea Moser

Per arrivare all’eccellenza assoluta il percorso inizia  dalle parcelle di vigna migliori, gli appezzamenti storici e quelli più vocati per la viticoltura. Suoli fatti di porfido, ma anche di calcare e di riporti morenici. Si punta poi a rese basse e a una raccolta del frutto perfettamente sano, che avviene a mano.

La vera forza di Quintessenz rimane il binomio uomo e natura che si concretizza nel grande rispetto verso l’ambiente circostante in termini di sostenibilità misurabile e verificabile, unito a passione, consapevolezza e competenza tecnica”.

 

Ritengo il vino la benzina della mia vita. Ho una gattina che si chiama Malvasia e un labrador che si chiama Barolo. Social: @inthecantine // Email: info@radiobottiglia.com

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