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Bottiglie Aperte 2018, due giorni di vino imperdibili

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Non poteva iniziare in un modo migliore la Milano Wine Week, ovvero con il sole e soprattutto con Bottiglie Aperte. Si tratta di un evento ormai storico a Milano, giunto alla sua settima edizione. Gli anni passano, le edizioni si susseguono, l’evento migliora sempre. Quest’anno quindi ancora più vini e più spazio nella bellissima location del Superstudio Più, di via Tortona.

Una due giorni imperdibile, piena, entusiasmante, per chi ama il vino ma anche per chi si vuole avvicinare a esso. Tanti sono i motivi che fanno valere il prezzo del biglietto, assaggiando vini che sono divenuti delle meravigliose conferme, e invece altri che sono delle sorprendenti e piacevoli scoperte. Ma soprattutto Bottiglie Aperte è un momento speciale per fare networking, conoscenze e amicizie. Una grande occasione in una città dove tutto è business. Bellissimo l’allestimento, moderno, elegante, sobrio e raffinato… diciamo l’abito giusto per un evento che vuole essere ambizioso. Ben 900 le etichette da assaggiare, più di 230 aziende provenienti da tutta Italia. Non manca la cultura, s’intende quella del vino. 

Tantissime le masterclass, con i grandi comunicatori del settore. Molte andate sold out in pochissimo tempo, quindi per qualcuna è stato necessario un bis. A ruba, per esempio, quella di Sandro Sangiorgi, incentrata su uno dei temi che rimangono più controversi: il vino naturale.

Una lezione bellissima, talmente bella che è volata come un sorso di un calice di buon vino. Tre i punti cardine su cui si poggiava la narrazione di Sangiorgi, quindi “Tre cose del vino buono“: 1) Restituisce il luogo di nascita, 2) Dona benessere, 3) Ha sintonia con il cibo.

Masterclass Sangiorgi Bottiglie Aperte 2918

Sei, invece, i calici di vino che hanno accompagnato l’esperienza: Solare di Fattoria Castellina, il Grignolino del Monferrato Auriel, Cruasé di Stefanago, Kaos di Davide Bentivegna (2016), Ancarani Santa Lusa, ‘Vigna alla SugheraI Mandorli (2012).

Sandro, amatissimo, si è dimostrato ancora una volta uno dei migliori comunicatori di vino, il migliore se si parla di vini naturali. Perché per raccontare questo mondo, così delicato, ci vuole una persona che abbia una spiccata sensibilità oltre a una conoscenza infinita.

E se bisogna distribuire dei meriti, bisogna fare ancora una volta i complimenti agli organizzatori di Bottiglie Aperte. Perché la loro bravura è stata anche la capacità di unire voci differenti, i protagonisti di “fazioni” diverse. Altro protagonista della manifestazione, sempre per fare un esempio, è Daniele Cernilli, uno di quelli che rimane su posizioni completamente opposte a Sangiorgi, e che dal suo sito (doctorwine.it) tuona, almeno una volta a settimana contro i “vini che puzzano”.

A ciascuno il suo, senza polemiche, c’è spazio per tutti. Quindi a Bottiglie Aperte ci sono i “vini tradizionali”, ma anche una bella selezioni di “naturali”.

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Giornalista, Blogger e Copywriter. Appassionato di scrittura e innamorato del vino. Dal 2009 al servizio dei media e della comunicazione. Ha una gattina che si chiama Malvasia. Social: @inthecantine // Email: info@radiobottiglia.com

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