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Beviamoci Sud a Roma

Beviamoci Sud. 6 domande ad Andrea Petrini

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Basilicata, Campania, Puglia. Dal Molise fino alla Sicilia, passando per il Lazio e la Sardegna. Un viaggio alla scoperta dei grandi vini rossi del Sud d’Italia. Destreggiandosi tra vitigni autoctoni, come l’Aglianico o il Magliocco, oppure scoprendo come quelli internazionali siano riusciti a radicarsi in paesaggi mozzafiato e senza tempo. Questo è Beviamoci Sud, l’evento che si terrà a Roma Sabato 1 e Domenica 2 Febbraio.

Abbiamo fatto qualche domanda ad Andrea Petrini, sommelier e wine blogger, ma soprattutto organizzatore dell’evento dedicato ai grandi vini rossi meridionali.

[Evento segnalato nel nostro Wine Calendar]

Beviamoci Sud 2020 a Roma

Ciao Andrea, perché Beviamoci Sud?

Assieme a Marco Cum (Riserva Grande) e Luciano Pignataro ho organizzato nel 2018 e 2019 due edizioni di Aglianico a Roma e questo festival, dedicato ad uno dei vini più importanti del Sud Italia ci ha confermato il grande interesse per i rossi di questa zona di Italia. Ora, crediamo sia arrivato il momento giusto di portare nella Capitale tutti i grandi vini rossi del Sud e non soltanto una piccola rappresentanza. E’ tempo che tutti i wine lover romani abbiano una manifestazione dove possano degustare tutte le eccellenze vinicole del nostro Meridione che è culla di grandi vini intrisi di storia, cultura e territorialità unica al mondo. 

Sono diversi i seminari durante la due giorni.  Ma qual è quello che non si deve assolutamente sottovalutare e perché?

Tutti i seminari che abbiamo organizzato sono interessantissimi, alcuni sono giù sold out come quello sui vini di Gianfranco Fino, grande vignaiolo pugliese, altri sono in via di esaurimento visto che, fortunatamente, il pubblico di Beviamoci Sud è estremamente competente e capisce il valore di ciò che gli viene offerto. Se ti dovessi dare un consiglio ti direi di partecipare a quello con i vini di Vincenzo Mercurio, grande enologo, che in esclusiva ha portato 8 piccole chicche davvero imperdibili. Se, invece, vuoi avere una visione generale del passato, presente e futuro dell’enologia del nostro Meridione allora non puoi mancare alla masterclass sui vini-icona del Sud Italia facendo, nella stessa giornata, un salto per curiosare alla verticale di Patrimo di Feudi di San Gregorio, merlot irpino, che tanto ha fatto discutere in passato.

Quante bottiglie si potranno assaggiare tra i banchetti?

Più o meno abbiamo cinquanta espositori per oltre 200 vini da degustare. Col biglietto di ingresso, dal costo di 25 euro, può degustare tutto ciò che vuoi!

Tra queste, secondo te, qual è quella che farà innamorare del Sud?

Io punto sui vini ancora non troppo conosciuti per cui andate a cercare la Tintilia del Molise oppure il Magliocco della Calabria.

E qual è il “vino must”, cioè l’assaggio imperdibile di Beviamoci Sud? 

Non posso rispondere perché ce ne sarebbero tanti da segnalare ma, tornando in tema di Aglianico, io consiglio di andare a trovare i produttori di questo grande vino cercando di capire, perché ci sono, le differenze fondamentali tra un Taurasi (Campania) ed un Aglianico del Vulture (Basilicata). Abbiamo a Beviamoci Sud grandissime aziende che possono raccontare molto di questo vitigno.

Quale sarà secondo te la realtà del sud che emergerà di più nei prossimi anni?

Io penso che la Puglia abbia ancora tanto da dire in tema di vino. Stanno emergendo tante piccole realtà, molto spesso “naturali” come ad esempio Ognissole, che sarà presente alla manifestazione. Queste realtà possono far cambiare idea alle persone che molto spesso hanno forti pregiudizi sul vino pugliese. A Beviamoci Sud, oltre alla mitica azienda Garofano, abbiamo invitato solo piccole aziende emergenti di questa Regione e siamo sicuri sarà un successo anche per loro!

[Photo Credit]

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