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Bauscia 2011 Uccellaia articolo di Giuseppe Esposito per RadioBottiglia.com

Bauscia 2011 Uccellaia: La Storia al Crocevia

in Wine Notes Di

Review

Vista
8.5/10
Olfatto
9/10
Gusto
9/10
Intensità
8.9/10
Coerenza
9.1/10
Prezzo
9.6/10
Overrall
9.0/10

La recensione a cura di Giuseppe Esposito del Bauscia 2011 prodotto dall’Azienda agricola Uccellaia.

Comincio col dire che è uno di quei vini, il Bauscia, la cui collocazione storica è nitida, precisa, netta, ed imprescindibile.

Il millesimo in questione è successivo al triplete dell’Inter dello Special One, ma è lontano dalla volontà di essere collocato sportivamente o di essere il vino di una schiera, a dispetto di quella rivale.

Vintage 2011, quindi. Di internazionale c’è il vitigno, il Merlot.

È l’unico vino che l’azienda produce in purezza, l’aspetto pedoclimatico e del terroir è lo stesso che ha stregato critica ed appassionati dell’intera penisola: le terre rosse antiche, lembo di terra che è una vera e propria risorsa per l’ Uccellaia, e non solo.

Stando all’aspetto storico, il Bauscia si “contrapponeva”, nel contesto storico grigio ed industriale dell’entroterra milanese, al Casciavit, l’ala proletaria e rossonera dell’altra medaglia del capoluogo lombardo.

Ma il vino? Beh sì, non posso darvi torto.

L’aspetto cromatico riporta a dei toni cupi e scuri, dove l’unghia, se messa in trasparenza, delinea una frangia violacea, quasi come se volesse richiamare allo cherry, al porto.

La complessità olfattiva, credo sia la dimostrazione di come il Merlot abbia la capacità di adattarsi dal punto di vista pedoclimatico alle argille rosse che compongono maggiormente il territorio che ospita Uccellaia, dando delle nuances, delle espressioni che ti rimandano quasi ai terziari che spesso ritrovi nei Bolgheri, dove a padroneggiare sono le note cupe e scure, dove la marasca è viva ed ancora arzilla, note di cacao amaro, un estratto di china accompagnato da una nota ancora verde e vegetale caratteristica di quasi tutti i vini dell’azienda.

Vino nel pieno della maturità complessiva, dalla stoffa pregevole al palato, dove il vitigno si spoglia delle “linee morbide” che lo caratterizzano al sorso per apparire ancora ruspante e vibrante, dal tannino che non ha completato l’opera di integrazione al frutto per giungere alla buonissima acidità complessiva.

Alloctono a chi?

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