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5 Vini rosati da non perdere assolutamente

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Di Matteo De Paoli e Giuseppe EspositoUn sole che cade nel mare generando luci suffuse e crepuscolari, con tonalità che vanno dal rosso al rosa più tenue… Suvvia, neanche servirebbe creare un’immagine così evocativa per giustificare un aperitivo estivo con un buon rosato. Perché il rosé non è più un tabù ed è finalmente entrato nelle nostre abitudini. Lo dicono le carte dei vini e lo confermano sempre di più i produttori di vino dichiarando che, negli ultimi anni, il mercato italiano è più propenso a recepire bottiglie vestite di Rosa. In soldoni il vino non è più solo bianco o rosso, ma è anche finalmente rosé.

Forse non è stato un trionfo della comunicazione enoica, in alcuni casi protagonista di tentativi disperati quanto esilaranti, ma è stato merito proprio dei vini e delle loro qualità.

«Quale rosé consiglieresti?»

Qui su RadioBottiglia, con l’aiuto del mio amico sommelier Giuseppe Esposito, abbiamo raccolto 5 etichette che annoveriamo tra le “meritevoli”… Cioè sono le prime 5 etichette che ci sono venute in mente rispondendo alla domanda di sopra.

In ordine: le prime 3 sono di Matteo e le ultime 2 sono di Giuseppe.

Velca – Muscari Tomajoli

Di sorprendente questo Montepulciano rosato ha davvero tanto, a tal punto che si rischia il colpo di fulmine al primo sorso. È un grande vino, non solo per la categoria “in rosa”. Lo considero tra i migliori rosé in circolazione in Italia, in assoluto, da diverso tempo. Di questo vino mi piace tutto, perché con questa bottiglia so che tutti i sensi di un sommelier vengono immediatamente appagati. E si potrebbe anche cominciare ad apprezzarlo dall’etichetta che rispecchia perfettamente il suo contenuto. Sensuale, armonico e preciso. Tre qualità che bastano a far vendere un vino nella maniera più semplice, ma che in realtà nascondono tutto un importante lavoro dietro, in particolare celerebbero la storia di un bravo e giovanissimo produttore: Marco Muscari Tomajoli, un ragazzo dalla grande tenacia. Fare vini di questa fattura in una zona fuori dalle più famose mappe del vino è veramente troppo in un jackpot di qualità e valori già molto gonfio. Prezzo online: 18 euro.

Emmedielle – Hiso Telaray

Anche in questo caso si potrebbe partire da una storia e non direttamente dal calice. Si potrebbe citare “Libera”, ovvero il progetto “Le Terre Libere dalle Mafie”, e fare tutto un discorso sulla lotta alla Mafia e di come una bottiglia di vino possa diventare un simbolo di civiltà con il quale la società e lo Stato vincono una battaglia di legalità recuperando un po’ di senso di giustizia… Sarebbe tutto sacrosanto – anzi lo è davvero! -, ma in questo modo si sminuirebbero le qualità del vino. Perché qui siamo di fronte a un meraviglioso vino rosato! La Puglia è una grande regione del vino, si sa, non solo per i Rossi. Anzi proprio sul fronte dei Rosé i pugliesi sono stati all’avanguardia. E questa bottiglia, Emmedielle (100% rosato di Negroamaro), che porta fieramente il nome di una vittima della mafia, è la conferma: un perfetto connubio di tecnica e territorialità. Prezzo online: 10 euro.

Sul Vulcano Etna Rosato Doc – Donnafugata

Era in qualche modo necessario citare una grande e importante cantina, a testimonianza del fatto che non solo i “piccoli” sanno esprimere il concetto di territorialità. Donnafugata produce più di due milioni di bottiglie all’anno ma sa come valorizzare il territorio. La prova è il progetto che la cantina di origine marsalese sta portando avanti sull’Etna. Fortemente voluta dalla famiglia Rallo, la cantina di Randazzo sembra avere una identità assolutamente propria. L’azienda è da poco sul vulcano attivo più alto d’Europa, ma si è inserita molto bene nel contesto: possiede 18 ettari in 5 contrade che cura rispettando i principi di una viticoltura tradizionale. “Sul Vulcano Etna Rosato Doc” è davvero un ottimo vino: conserva tutta la mineralità dei suoli sabbiosi di origine vulcanica e la freschezza delle stupende vigne di Nerello Mascalese che crescono oltre i 700 metri sopra il livello del mare. Prezzo online: 21 euro.

Cotes de Provence Rose, Ile de Porquerolles – Domaine Perzinsky

È carne e sangue, provenzale purosangue, bibbia da bere ed imparare se si vuol bere ed “incassare” lo stile di quelle terre lì. Cinsault, grenache, mourvédre e syrah, tutti incastonati alla perfezione al fine di trasmettere e trasudare la bellezza della suddetta miscellanea. Al naso prepondera la frutta gialla e rossa tendente all’ acerbo, la nuance verde e balsamica, la spalla acida importante a snellire tannini e spigoli dati da una grenache poco gentile. Il palato è teso e dinamico, opulento e spostato volutamente su una sapidità accentuata sì, ma non palesata. Morbido, grosso e fresco allo stesso tempo, riempie il palato e lascia pensare a quanto pagheresti per bere rosati così tutti i giorni. Dalla Provenza secondo Alexis, rendiamo grazie ai cugini! Prezzo online: 11 euro.

Cerasuolo – Valle Reale

Leo Pizzolo non sono io a scoprirlo, ma è tra i pochi a non considerare il rosato di Montepulciano come vino utile a completare la gamma. Rosato dall’eleganza disumana, delicato e senza tempo, nasce dall’idea di estrapolare dal vitigno solamente i primi tannini, donando slancio ed armonia ad un calice mai stanco. Fresco, armonioso, col tannino in un sordo sottofondo di frutti rossi e bacche selvatiche, accompagnate da piccoli rintocchi mentolati e balsamici. Chi non ha bevuto questo rosé, in Italia, si perde una lezione di viticoltura ragionata e votata alla valorizzazione del vitigno stesso. Solo acciaio ovviamente, ma la lunghezza al palato ne ha create di confusioni sull’affinamento. Siamo di fronte al fuoriclasse, siamo di fronte a Leo Pizzolo! Prezzo online: 15 euro.

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