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Radio Bottiglia sei vini delle Marche

Sei vini delle Marche
da provare

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Le Marche non smettono mai di stupire, una regione al plurale non soltanto di nome ma di fatto, grazie ai suoi territori eterogenei: ognuno con il proprio microclima, ognuno con il proprio specifico terroir. E i vini? Tantissimi, alcuni hanno fatto la storia, altri la stanno facendo e molti sono quelli che devono essere ancora scoperti. Le scelte possono essere svariate. Oggi aggiungo queste…

Ho approfittato dello splendido evento organizzato da Go Wine a Roma per esplorare i fantastici vini marchigiani: dalle sfumature di Verdicchio, in tutte le sue declinazioni, fino ad arrivare ai rossi magnifici come la Lacrima di Morro d’Alba, o al Montepulciano.

I vini d’autore di Riccardo Baldi

Se avessi un premio da consegnare lo darei a un giovanissimo produttore: Riccardo Baldi, 27 anni, Azienda La Staffa. Segnatevi questo nome. Ha quella passione che si intuisce con un solo sguardo, la voglia di creare prodotti buoni per raccontare la sua terra e una giusta attitudine alla chimica. Già con questi valori parte alla grande. Poi ci sono anche i suoi vini, che sono un vero spettacolo. Ho assaggiato il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, sia nella  versione “base” che in quella “top” (il “Rincrocca“), e infine il Montepulciano. Mi sono piaciuti tutti e tre, perché hanno in comune una cosa: un perfetto equilibrio. E secondo me questa è la firma del giovane produttore, che ne dimostra il talento. Questo però non vuol dire che i suoi vini non abbiano carattere, anzi. Hanno un’anima autentica, molto espressiva. E sono biologici, puliti, sani. Buoni. Quei vini che non possono fare male.

Sei vini delle Marche da provare
foto credit Terroirmarche.com

Podium, come dicevano i latini “nomen omen”

Un altro Verdicchio fantastico è Podium, dell’azienda Garofoli. Ha struttura, non manca  certo di sapori e sentori: agrumi e miele, per dirne due. È un vino fatto bene, che fa scuola. Questa non è però una sorpresa ma più una conferma. Diciamo che è uno di quei vini sui quali si può andare sul sicuro, e che accontentano tutti. Non a caso ha ricevuto e riceve svariati premi, finendo anche sulle prestigiose pagine della stampa estera. Wine Spectator, nella sua annuale classifica dei 100 vini del mondo, resa nota solo qualche giorno fa, ha premiato Podium 2014 con la 92° posizione.

La macerazione che fa la differenza

Se si vuole cercare ancora più sapore, e andare incontro a uno stile più moderno allora il mio consiglio è il Verdicchio Dei Castelli di Jesi – Buca della Marcona di Tenuta San Marcello. Questo è un vino che fa tre giorni di macerazione sulle bucce e gli conferisce spessore senza appesantirlo troppo. L’ho bevuto anche caldo e mi ha convinto comunque.

Il verdicchio con un finissimo perlage

Il Verdicchio può essere spumantizzato e a volte possono uscire degli ottimi prodotti, come il Broccanera Extra Brut. Mi è piaciuto molto per il suo stile tagliente, diretto, senza però perdere profumi e note di frutta. Questa è la pura espressione del produttore, vini schietti e decisi. In questo caso convince anche il fine perlage: le bollicine non svaniscono in un giro di bicchiere.

Il marchigiano per tutte le occasione

Cambiando vitigno, un altro vino che mi sarei portato a casa è un Bianchello del Metauro. Il nome è Albaspino e viene prodotto dalla Fattoria Villa Ligi. Non è un vinone, non lo vuole essere assolutamente, ed è bello per questo. È il vino da tenere sempre pronto nel frigo, per tutte le esigenze, senza troppe complicazioni.

L’eleganza del Conero

Last but not least. Annoto anche un rosso, più precisamente un Rosso del Conero della cantina Moroder. Biologico, elegante nella sua morbidezza, è un vino che riempie la bocca, pastoso quanto basta, e rimane secco sul finale. Perfetto per le cene in pieno inverno con piatti di pasta al ragù o di carne.

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Giornalista, Blogger e Copywriter. Appassionato di scrittura e innamorato del vino. Dal 2009 al servizio dei media e della comunicazione. Ha una gattina che si chiama Malvasia. Social: @inthecantine // Email: info@radiobottiglia.com

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