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Vinitaly 2019 treno

Treni che vanno e che vengono. Appunti di vini

in Wine Notes Di

Treni che vanno e che vengono. Milano – Roma – Verona. Avanti e indietro. Aspettando il Vinitaly, anche per me è arrivato finalmente il momento. Ci sarò io a rappresentare il blog, mentre Gianni anche questa volta ha detto no. Riuscirò mai a seguire un evento di vino insieme al mio grande amico (nonché grande esperto in materia)? Arriverà, arriverà anche questo… Intanto ho diverse idee che mi frullano in testa e il grande evento internazionale mi darà l’occasione per parlarne con alcune persone. 

Nell’attesa di varcare finalmente il cancello, tra Milano Centrale e Porta Nuova, sulle rotaie di questo treno che trasporta tante persone come me, con cui condivido la destinazione finale, butto giù qualche appunto sulle buone, buonissime, se non memorabili, bevute di questi ultimi giorni. Rigorosamente in ordine cronologico.

Montemarino 2016 – Stefano Bellotti Cascina degli Ulivi

Bottiglia presa qualche mese fa durante l’evento Vini di Vignaioli. L’avrei voluta tenere ancora per diverso tempo in cantinetta, invece poi non ho resistito. L’ho abbinata a un semplice piatto di pasta con le sarde, devo dire che ci stava. Ci sarebbe stata anche in abbinamento con delle ostriche. Naso profondo, beva complessa. Note saline, spiccata mineralità e sorso corposo. Evolve in maniera imprevedibile, lascia nella bocca un ricordo di nocciola. Non un vino per tutti.

Don Chiciotte 2017 – Pierluigi Zampaglione

Mi aveva parlato di questo vino una persona che lavora nel settore. Un direttore commerciale di una bella azienda di Montepulciano, soprattutto sana. Quindi mi ero segnato il consiglio. La bottiglia in questione poi la ritrovo sulla lavagna del Sogno Autarchico appena sbarcato a Roma. Ci pasteggiamo tutta la sera chiacchierando con Andrea. Tra i tanti discorsi e buttando l’occhio ogni tanto alla partita dei giallorossi (drammatico pareggio con la Fiorentina) la bottiglia finisce senza che ce ne accorgiamo. Un bel macerato. Un orange wine fatto bene, che ha senso di esistere. Tecnicamente giusto. Un Fiano “estremo”, senza perdere l’identità del vitigno.

2006 R. López de Heredia Rioja Blanco Viña Gravonia

In attesa dei grandi eventi si può trasformare il pranzo in avvenimento memorabile. Come? La compagnia giusta, il posto importante, la buona cucina e il buon vino. Quindi in ordine: Gianni Ruggiero, ristorante il San Lorenzo di Roma, piatti di pesce eccellenti e questo vino spagnolo 100% Viura (o Macabeu) . Rioja non sono soltanto grandi vini rossi. E questo bianco vi stupirà. I primi sorsi sono litchis pieni. Poi il vino si apre e fa pensare sempre di più al mare, all’aria di mare, alla salinità, al salmastro. Sarà merito del terreno o dei venti provenienti dal Golfo di Biscaglia? Comunque è stato un vino perfetto per gli spaghetti ai ricci di mare che avevo nel piatto. Un vino surmaturato, giustamente ossidato, lungo e persistente. Grazie Gianni!

Barolo Bricco Boschis 2012 – Cavallotto

Solo due aziende possono vantare di avere le vigne in quella micro zona di Barolo, altamente vocata, che è Bricco Boschis. Una di queste è Cavallotto e il suo Bricco Boschis è forse il vino che più rappresenta l’azienda. Trenta anni si festeggiano una sola volta nella vita. È più di un semplice compleanno. Quindi consiglio al mio amico Carlo di stappare questa bottiglia. Certo, è ancora giovane. Il tannino inizialmente ce lo ricorda, ma poi anche lui capisce il momento, l’occasione, e si fa più gentile. Che vino! Una evoluzione unica nel bicchiere. Quasi da lacrima. Dalla bocca alla gola il sorso è meravigliosamente pulito, preciso, morbido, gentile. Ecco cosa sono i grandi vini. La trama, la tessitura, di questo Barolo è delle più eleganti. E rimane indelebile nella mia testa. Così come la serata: i trent’anni di uno dei miei più cari amici e compagno di classe delle medie!

Etna Bianco 2017 – Le Vigne di Eli

Le Vigne di Eli Etna Bianco 2012

Un ultimo bicchiere volante, prima di riprendere il treno. Una focaccia in una mano, un calice di questo vino nell’altra. Le cose buone nella loro semplicità. Un Etna bianco, 100% Carricante, tra i più vegetali che abbia mai bevuto, leggera sapidità, sorso fresco che ricorda gli agrumi di Sicilia: il cedro e il pompelmo. È tempo di rimettersi in viaggio.

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