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The WineHunter a Roma, 6 vini di un evento straordinario

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Sono stati due giorni fantastici all’insegna del grande vino e dell’alta cucina, quelli organizzati da The WineHunter, il cacciatore di vini Helmuth Köcher, fondatore del Merano WineFestival, che dall’Alto Adige si è spostato a Roma negli spazi di una struttura magnifica, una vera opera d’arte: la Casa dell’Architettura, meglio conosciuta come l’Acquario Romano.

Un grande appuntamento con circa quaranta aziende da tutta Italia e grandi chef che si esibivano in avvincenti show cooking. Niko Sinisgalli e Massimo Viglietti, Arcangelo Dandini e Marco Lombardi: solo per citare alcuni nomi. Tutto questo in un unico imperdibile evento  andato in scena sabato e domenica 2 e 3 Dicembre, e che aveva al centro un tema che non passerà mai di moda: ovvero l’abbinamento cibo/vino.

Giustamente, un evento così, non poteva durare un solo giorno. E non bisognava assolutamente farsi scappare l’occasione di prendere due biglietti al prezzo di 30 euro, invece di un singolo ingresso (20 euro). Parlo per chi è venuto solo domenica, nella giornata in cui è stata registrata la maggior affluenza, con gli ultimi avventori che hanno assalito le bottiglie fino all’ultimo. Per vivere al meglio un evento così ricco si sarebbe dovuto assaggiare con più calma, magari il primo giorno tutti i bianchi e poi il seguente i rossi.

Parliamo di vini, allora. Le aziende presenti ai banchi d’assaggio sono state tutte selezionate esclusivamente da “The WineHunter”, con un valutazione superiore agli 88 punti su 100. Le selezioni sono state effettuate con il passaggio di due commissioni che hanno espresso un giudizio su 5mila bottiglie.

Il livello dunque era alto. Non voglio fare la selezione della selezione, ma riporto quello che mi è piaciuto o mi ha particolarmente colpito (senza togliere niente agli altri).

Victoriae Cantina Mori Colli Zugna – La Sorpresa

Inizio con una bottiglia assolutamente fuori dagli schemi e sicuramente diversa da tutte le altre presenti alla manifestazione. Si tratta di “Victoriae” della Cantina Mori Colli Zugna. Dall’incontro del Bronner e dello Chardonnay nasce un vino incredibile dal colore giallo intenso con riflessi dorati. Da considerare a tutti gli effetti un “organic wine”, viene vinificato in anfora e lasciato a contatto con le bucce per un periodo dai 5 ai 9 mesi. Una bottiglia bellissima, elegante con la cera al posto della classica capsula, dal vetro spesso che custodisce un vino straordinario, per struttura e sapidità. Una bottiglia quindi che merita un posto nella cantina di ogni appassionato, predisposta per l’invecchiamento.

Sordo – La regola piemontese

Non si può non parlare di Sordo, grande azienda del Piemonte, con la sua secolare storia nel Barolo. Certamente un’azienda caratterizzata dai rossi importanti. Eppure produce anche dei bianchi buonissimi, eccezionali per il rapporto qualità prezzo. Purtroppo all’evento questi ultimi erano totalmente assenti. Peccato perché se è vero che è dicembre – stagione fredda – a Roma, però, si mangia pesce tutto l’anno grazie alla vicinanza con il Mar Tirreno: le famose aste di Civitavecchia e di Fiumicino, per non parlare del rinomato pescato che viene da Terracina e Gaeta. Comunque erano presenti dei rossi meravigliosi: dal Nebbiolo d’Alba fino ad arrivare al Barolo Parussi 2013 e il fantastico Riserva Perno 2010. Tutti ineccepibili, ma l’ultimo mi ha particolarmente colpito per raffinatezza, non a caso si tratta di una grande annata.

Vallepicciola – Il  Chianti Classico c’è!

Il Chianti Classico è stato ben rappresentato con l’azienda Vallepicciola che ha proposto un sangiovese in purezza dalla grande forza e freschezza, caratterizzato da un tannino setoso che accarezza il palato. Un vino che non tradisce fino alla fine, ovvero quello che si definisce come “schietto” e “sincero”. Un vino a cui non si può dire di no.

Lugana Santa Caterina – L’autentico

Il Lugana è un vitigno che sta andando molto di moda in questo ultimo periodo. Ma attenzione alla scelta. Si potrebbe incappare in alcune bottiglie un po’ troppo ruffiane.  Un Lugana eccezionale, che ruffiano non è affatto, è invece il Santa Caterina dell’Azienda Agricola Monte Cicogna. Un bianco  morbido e raffinato. Me lo immagino su una tavola di una cena importante, magari d’affari, quando occorre un vino che sia una garanzia per accontentare un po’ tutti i palati.  Si tratta di infatti un vino molto equilibrato tra sapidità e freschezza, leggero ma con un finale che lascia un buon sapore ammandorlato, che invita subito a un altro sorso.

Bottega Gold – Audace fuori, buono dentro

Il Prosecco è il vino italiano più esportato al mondo, tra i tanti uno in particolare vende tantissimo. È il Bottega Gold, inconfondibile grazie alla sua bottiglia dorata. All’estero va a ruba, in Italia è poco conosciuto, forse perché trova facilmente spazio più negli aeroporti che nelle enoteche nazionali. Seppur si tratta di un  prodotto dalle forti caratteristiche commerciali, rimane una buona bollicina, che si distingue per la sua delicatezza e i profumi freschi. Molto raffinato, questo Prosecco sarà apprezzato dai palati gentili. La beva è molto piacevole e lascia una bella bocca. L’azienda, che si trova in Valdobbiadene, va un po’ contro i disciplinari per appagare il gusto, anche quello estetico. Infatti la bottiglia dorata non è prevista nel regolamento e questo gli costa la perdita del marchio Docg. L’azienda si difende e dichiara che oltre a essere bella protegge al meglio anche il contenuto.

Piaggia Carmignano – L’eleganza del Rinascimento Toscano

Ultimo, questa volta proprio ultimo in ordine cronologico oramai a fine serata, mi segno nelle mie annotazioni i vini di Piaggia. Estremamente buoni.  L’unico problema è che al banco non c’era più nessuno quindi ho dovuto mescere da solo. Li ho trovati eccezionali: 2015 Poggio De´Colli Toscana Rosso IGT, 2015 Il Sasso Toscana Rosso DOCG. In entrambi si riconosce uno stile elegante, un vero piacere per il palato. Il “Poggio de’ Colli” ha ancora più carattere e più struttura, con un finale fruttato fantastico.

Menzione speciale alla mitica azienda marchigiana Varnelli e a suoi prodotti fantastici: dal Tonico Digestivo all’Amaro Sibilla. Per non parlare di un must: l’Anice Stellata.

Spero che The WineHunter torni a Roma anche il prossimo anno. Intanto i prossimi eventi The WineHunter saranno  il 27 e 28 Gennaio 2018 a Siena e a Milano dal 3 al 5 Marzo 2018 durante Identità Golose.

Quello di Roma è stato un evento straordinario, meriterebbe un interesse di pubblico ancora maggiore. Solo la location vale tantissimo: l’Acquario Romano è un gioiello, non per niente è la Casa dell’Architettura. Lì degustare magnifici vini e mangiare piatti prelibati è stato davvero il non plus ultra.

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Giornalista, Blogger e Copywriter. Appassionato di scrittura e innamorato del vino. Dal 2009 al servizio dei media e della comunicazione. Ha una gattina che si chiama Malvasia. Social: @inthecantine // Email: info@radiobottiglia.com

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