Un Blog avvinato

Social & Vino, RadioBottiglia finisce su Dagospia

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RadioBottiglia arriva sulle pagine del notissimo sito di informazione italiano, Dagospia.com, nella rubrica di Cristiana Lauro. La scrittrice e Wine Ambassador di alcune delle più prestigiose cantine italiane infatti ha ripreso l’articolo uscito sul nostro blog che parla delle restrizioni riguardo ad alcol e tabacco volute da Mark Zuckerberg per i suoi social network: Facebook e Instagram.

Riportiamo interamente il pezzo con tanto di “Dago titolo” originale…

MANGIA, BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – CI MANCAVA SOLO IL MORALIZZATORE ZUCKERBERG A PERCORRERE LE SUE VIE MORALI CONTRO I VIZI LEGALI: SUI SOCIAL ORA DEVONO CHIUDERE DEFINITIVAMENTE I GRUPPI CHE PROMUOVONO DIRETTAMENTE LA VENDITA, LO SCAMBIO E I REGALI DI ALCOLICI, VINI, SIGARETTE, SIGARI, TABACCHI TRINCIATI, E-CIGS, SVAPO – CON LA SCUSA DI TUTELARE I MINORi, CI VA DI MEZZO PURE IL VINO…

Di Cristiana Lauro – A quanto pare Zuckerberg che detiene il monopolio dei social media (e questo non è bello) deve essersi messo in testa di fare il dittatore visto che da ultimo si erge anche a regolatore dei nostri piaceri della vita.

È successo un pandemonio nei giorni scorsi da quando il fondatore di Facebook – proprietario anche di Whatsapp e Instagram – ha deciso di farci percorrere le sue vie morali contro i vizi legali. È ora di finirla di sponsorizzare paglie, sigaroni, superalcolici e alcolici in generale, perché si tratta di messaggi espliciti pericolosi dai quali dobbiamo proteggere chi non ha ancora compiuto 18 anni.

E ci finisce in mezzo anche il vino del quale vorrei ricordare siamo fra i più bravi e stimati produttori al mondo con una storia da difendere. Non a caso Angelo Gaja, in tempi non sospetti ebbe a dire che “il vino è un’altra cosa, è un’altra storia, è un’altra cultura”.

E non ce ne frega niente se i quindicenni si sfondano di patatine fritte e pornazzi. Ma stop ai vizi legali perché dove non arrivano le leggi si diffonde la morale di Zuck. Zitti, muti, in ginocchio!

Radiobottiglia su Dagospia

Il vino ha una storia e una cultura che non possono parificarlo a vizi, ancorché legali. Io difendo il vino come piacevole abitudine, i vizi sono altri e non ho capito perché le manie di controllo di Zuckerberg dovrebbero entrare nel merito di certe questioni. D’altra parte non è la prima volta che il capetto battibecca con il Congresso americano su questioni di controllo dei dati.

Il Wine blogger Matteo de Paoli su radiobottiglia.com si incazza abbastanza: “ Mark Zuckerberg ci dimostra ancora una volta che coi suoi social network può mischiare le carte, cambiare le regole del gioco, quando e come vuole lui. Dopo aver dato una stangata a tutti i servizi di bot, di scambio di follow e di like – arrivando anche a oscurare il numero di “cuoricini” sui profili di alcuni utenti presi a campione – ora prende di mira alcol, tabacco e sigarette elettroniche”.

L’analisi non fa una piega. Prosegue De Paoli: “L’urgenza è ora quella di differenziare il vino non solo dal resto del mondo degli alcolici, ma far capire che rientra nella sfera della cultura, anzi in alcuni casi il vino appartiene proprio all’arte”. Un po’ come sostenuto da Angelo Gaja che fra i produttori di vino si è sempre distinto per capacità di analisi e previsione degli eventi futuri.

Aspettando il raggiungimento di questo obiettivo credo che sia il caso di cercare strategie di comunicazione online più ampie che non si basino esclusivamente sui social network di casa Zuckerberg, ma che comprendano delle sinergie più globali, utilizzando piattaforme diverse perché come dice De Paoli: “ c’è il rischio di rimanere strozzati dal Re dei Social Network di Palo Alto. Così, all’improvviso e con la conseguenza di ripartire da zero”.

[Fonte Dago-Articolo / Fonte Articolo Radiobottiglia]

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