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Nuovo Spot Tavernello 2019

«Sai riconoscere un buon vino? » Lo spot del Tavernello

in Manifesto Di

Per qualcuno sarà stato un punto di non ritorno. Sicuramente lo sarà per me. Un’operazione così spudorata mi ha prima gelato il sangue e poi mi ha fatto esplodere il cervello come un vulcano. Ce l’ho con lo spot  del Tavernello. Alla regia ci deve essere stato il diavolo in persona, perché magistralmente la scena è perfetta. Nella farsa, perché di questo si tratta, abbiamo da una parte dei fantomatici “aspiranti Sommelier” (cambiate aspirazioni visto l’esito del video) dall’altra a mo’ di talent abbiamo tre giudici: Luca Gardini, Alessandro Pipero e Andrea Gori. Il primo è stato Campione del Mondo dei Sommelier nel lontano 2010 (nel frattempo è passata una decade!), il secondo, dall’accento ruspante per utilizzare un eufemismo, è il proprietario del ristorante Pipero, e il terzo, Andrea Gori, che io conoscevo come blogger di Intravino, sommelier, oste della trattoria fiorentina Burde, ma che nello spot viene definito anche giornalista.

Non so se Gori ha realmente un tesserino da giornalista, ma dovrebbe sapere che se fosse tale, Pubblicista o Professionista, non potrebbe fare pubblicità o essere testimonial di prodotti commerciali. Questa sarebbe una cosa molto grave, una di quelle cose che fa muovere l’Ordine dei Giornalisti sul piede di guerra. Invito Andrea Gori a leggere carte deontologiche a riguardo.

Dopo una breve presentazione dei giudici, la voce rauca e romanesca di Pipero spiega a questi poveri aspiranti concorrenti a cosa stanno per andare incontro. Ovvero devono riconoscere il Tavernello tra i quattro assaggi.  Si ride e si scherza. Una dice addirittura io “Neanche ci cucino“, come a dire: “a me fa schifo anche l’idea di sfumarci le scaloppine”.

E il gioco inizia. Pipero romanamente fa ordine con un “che rrrridi?”. A questo punto incomincia il tasting vero e proprio interrotto da Gardini che urla: “MA È UN TAVERNELLO O NO PER TE?”. E il concorrente: “No!. Si alternano frasi tipo: “Questo mi sembra uno dei classici vini costosi“. (Che affermazione è?? Bah). Allora Pipero dice: “Quindi facendo un’analisi di nummmmmmmeri: tre ti sono piaciuti e uno no”. Ed è il momento del punteggio con tanto di suspense. Ciascuno dei giudici però ha una sola paletta (preparatissima) con un voto: lo zero. E c’è il trucco che viene svelato da Gardini: “Sono tutti e quattro Tavernello”.

Sorpresone. E qui la morale (pessima!): “Tanta gente beve con l’etichetta, questo è un po’ il mood italiano”. E, caro Gardini, sarebbe così sbagliato? L’etichetta è una garanzia di qualità. Proprio tu lo sai benissimo, visto che vivi accostando voti e pareri proprio alle etichette.

Riprende il filo della morale Gori, un altro che fa lo stesso mestiere di Gardini: “La gente non assaggia veramente il vino, la gente assaggia i pregiudizi“. “Beve quello che pensa e invece bisogna bere quello che c’è nel bicchiere”, continua. Qui bisognerebbe aprire un intero capitolo sulla bontà dei vini Tavernello e su come vengano prodotti, ma tutto è talmente facile che risparmio la pappardella. “Non bere i pregiudizi, bevi quello che c’è nel bicchiere”, diventa proprio lo slogan della campagna. Questo video commerciale dal titolo “Sai riconoscere un buon vino? La sfida degli esperti”, è stato pubblicato il 20 Novembre sulla pagina Fanpage, in partnership pubblicizzata con Tavernello. Almeno hanno avuto la decenza di dire che si tratta di uno spot commerciale.

Meno decenti sono tutti gli enosnob, i critici difensori del terroir, quelli che combattono i lieviti selezionati nel vino finanche il vino-industria …rimasti in silenzio. Ecco, molti di questi, per rapporti di amicizia non parleranno. Non diranno niente. Anzi, altri senza un briciolo di coerenza difenderanno l’iniziativa. Mettendo così allo stesso piano l’industria del Tavernello e dall’altra produttori come Gravner, Pepe ecc ecc. Insomma Caviro pacificamente al pari dei Vinnatur, dei Vignaioli Indipendenti, dei Caves de Pyrene… La loro giustificazione sarà la voglia di fare una “comunicazione di vino nuova, fuori dagli schemi”…

A voi, cari lettori, le conclusioni….

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