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Rebellis Gianni Tessari - Solaris

Via dall’ordinario con stile,
Rebellis di Giannitessari

in Wine Notes Di

Rebellis di Giannitessari è un vino che vuole uscire dal piatto conformismo senza perdere eleganza e sofisticatezza. Lo fa con delle uve speciali, super resistenti, provenienti da un vitigno ibrido e innovativo, il Solaris, che fu creato e selezionato dopo anni di attento lavoro e ricerche. Si tratta di una novità dell’azienda veneta.

Già solo la forma della bottiglia promette bene. Non è una normale albese o bordolese, ma una champagnotta tendente alla pulcianella. Sull’etichetta sono raffigurate le gambe di tre ballerine, quella al centro al posto delle tipiche scarpette da punta indossa scarpe da ginnastica. E, tanto per essere ancora più chiari sugli intenti di voler essere qualcosa di differente, il nome che si legge è “Rebellis”, ribelle, dal latino appunto.

È un Veneto Bianco Igt, prodotto a San Giovanni Ilarione (Lessina, in provincia di Verona), a 550 metri di altitudine. Solaris in purezza, vigneti a pergola semplicesenza alcun trattamento chimico.

Giannitessari Rebellis assaggio

Di Giannitessari avevo bevuto un Tai Rosso dei Colli Berici, solo qualche mese fa durante una masterclass, che è subito entrato nella mia lista dei Grenache preferiti. Allora la curiosità di provare un vino a bacca bianca della stessa azienda era tanta. E lo è stata ancora di più quando mi sono trovato davanti questa bottiglia trasgressiva ed elegante che non solo è una fresca novità  in casa Giannitessari, ma contiene anche i frutti di un vitigno molto particolare.  Le aspettative non sono state deluse.

Gli appunti di degustazione

Il vino che scende nel bicchiere colpisce immediatamente per il suo colore dorato, con riflessi accesi, dovuto probabilmente alla fermentazione sulle bucce, che dura una settimana circa, su lieviti indigeni. Per il resto niente legni, fa solo acciaio fino all’imbottigliamento.

Al naso emergono subito dei sentori di agrumi accompagnati da spezie dolci e fiori. Stupisce la beva, all’istante fresca ma che riempie bene la bocca. Buono l’equilibrio tra sapidità e acidità. Molto persistente il finale.

Gli abbinamenti consigliati sono: antipasti di pesce, primi piatti, salumi, piatti vegetariani. Ma ha forza e struttura a sufficienza per essere abbinato a dei piatti a base di carne bianca.

La storia del Solaris e dei super-vitigni

“L’origine di questo progetto – spiega Gianni Tessari – arriva da lontano e dal mio interesse per le varietà resistenti di cui seguo studi e prove di vinificazione sin dalle origini. Convivono in me, come credo in ogni buon vignaiolo, un’anima legata alle tradizioni e una curiosità che spinge a sperimentare. Quando nel 2013 l’uva Solaris è stata ammessa nella provincia di Verona tra le varietà consentite non ho perso tempo e realizzato subito l’impianto. Quella del 2017 è stata la nostra prima vendemmia”. 

Da sempre il sogno di qualsiasi vignaiolo è quello di ridurre al minimo, se non addirittura di evitare del tutto, i trattamenti in vigna: eliminare i fitofarmaci, zolfo, rame o altri sistemi anti-parassitari finanche i biodinamici. Si tratta di un sogno irrealizzabile? Di un’utopia? Nient’affatto. Esistono dei vitigni super-resistenti agli attacchi di funghi e altri parassiti che si chiamano “Piwi“, abbreviativo di “pilzwiderstandfähig“, che tradotto dal tedesco significa “resistente ai funghi“.

Di questa categoria quelli più famosi sono il Bronner, il Cabernet Cantor, il Cabernet Cortis, il Souvignier Gris e – appunto – il Solaris. Proprio quest’ultimo è la varietà che sta emergendo di più negli ultimi anni. 

“L’interpretazione di quest’uva che proponiamo con Rebellis – prosegue Tessari – è certamente solo una di quelle possibili, ma mi è sembrata la più coerente con il modello di rottura degli schemi che avevamo in mente. Un prototipo di lavoro che non escludo possa avere degli aggiustamenti in futuro, mano a mano che avremo una conoscenza maggiore della materia prima e delle sue potenzialità”.

Il Solaris è un ibrido nato nel 1975, frutto di ricerche e sperimentazioni all’Istituto di Friburgo. Poi ci vollero quasi quaranta anni, per farlo entrare nel Registro nazionale delle varietà di vite idonee alla produzione di vino, cosa che accadde nel 2013. Oggi in Italia si coltiva specialmente al nord, e in particolare nell’Alto Adige. 

Rebellis di Giannitessari è iscritto nell’associazione PIWI International, che promuove lo scambio d’informazioni tra istituti di ricerca, allevatori, coltivatori e produttori dei vini Piwi, con lo scopo di consentire la diffusione di queste varietà.

Sono in tutto 4000 le bottiglie di Rebellis prodotte all’anno, il prezzo al pubblico è di 16 euro circa.

Consiglio questa bottiglia a tutte quelle persone che stanno molto attente ai trattamenti che vengono fatti in vigna. Quelle allergiche anche a una puntina di rame. Qui state sul sicuro! Ma anche a tutti quelli che vogliono provare qualcosa di nuovo, di diverso e allo stesso tempo buono. Rebellis nasce proprio per voi.

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Giornalista, Blogger e Copywriter. Appassionato di scrittura e innamorato del vino. Dal 2009 al servizio dei media e della comunicazione. Ha una gattina che si chiama Malvasia. Social: @inthecantine // Email: info@radiobottiglia.com

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