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Radio Bollettino #8
/ Chiacchiere da Bar

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Chiacchiere da bar che finiscono sui giornali. Il caso di Antonino Cannavacciuolo è davvero così clamoroso? Più grave è la situazione dell’Antico Caffé Greco di Via Condotti.

♠ La nuova polemica che è esplosa nel mondo della ristorazione in questi ultimi giorni del 2017 riguarda lo chef-star Antonino Cannavacciuolo. Un caso che ha fatto davvero clamore perché proprio Cannavacciuolo è il protagonista della fortunata serie “Cucine da Incubo“. Il format televisivo è molto semplice, lui gira i peggiori ristoranti d’Italia, quelli con i fornelli incrostati e i lavandini sporchi di grasso, e insegna allo staff di sala e di cucina come migliorare tutta la gestione. Ebbene proprio lui sarebbe “reo” di non aver messo gli asterischi sul menù per indicare i prodotti surgelati. Altra accusa che gli è stata fatta è quella di tenere il cibo dello staff in cucina: una cosa che si fa, si è sempre fatta e non dovrebbe destare sospetti. La sanzione è stata di 1500 euro e, cosa più grave, gli è costata le prime pagine di tutti i giornali.

Un professionista troppo famoso

♦ Lo chef si è sfogato sulle colonne de La Stampa: “Ma quale frode?  Per me significa fregare i clienti. E né io, né mia moglie, né il nostro staff lo ha fatto, lo fa o lo farà mai. Va bene che ci siano delle regole, ma applicarle in questo modo è assurdo. Si parla tanto delle difficoltà che gli imprenditori sopportano per lavorare in Italia, in qualsiasi settore. Ecco: storie come questa fanno venire voglia di andarsene da un’altra parte”.

È vero, ha ragione Cannavacciuolo, che paga il fatto di avere un nome molto noto. Ma chi ha avuto la fortuna di lavorare per lui dice che è una persona molto professionale, e cura tutti gli aspetti e l’igiene di ogni singolo articolo che si trova in cucina. 

L’Antico Caffé Greco rischia di rimanere solo sui libri di storia

♥ A proposito di imprenditori in difficoltà, a Roma rischia di chiudere l’Antico Caffè Greco di via Condotti. Bottega storica, ritrova di grandi artisti e letterati, un locale che è davvero una galleria d’arte, pare sia sotto sfratto. Carlo Pellegrini, che gestisce l’attività con 40 dipendenti, paga d’affitto 18 mila euro al mese. L’Ospedale israelitico proprietario delle mura ne vuole adesso 80 mila“. Vedremo lo stesso epilogo del Caffè Della Pace, e prima ancora di quello che fu il Caffè Aragno? O forse si farà in modo di salvare uno spazio che rientra nel patrimonio inestimabile di questa sventurata capitale italiana?

Aggiornamento 30/12/2017

Ha risposto Carlo Pellegrini direttamente al post sulla pagina Facebook di RadioBottiglia, riportiamo il suo commento tout court: “Grazie infinite per la citazione di solidarietà. Precisazione: noi (Antico Caffè Greco srl) siamo i PROPRIETARI di una AZIENDA che esiste ININTERROTTAMENTE da 260 anni. L’Ospedale Israelitico è proprietario delle sole mura, da solo 80 anni circa”.

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Giornalista, Blogger e Copywriter. Appassionato di scrittura e innamorato del vino. Dal 2009 al servizio dei media e della comunicazione. Ha una gattina che si chiama Malvasia. Social: @inthecantine // Email: info@radiobottiglia.com

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