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Vino da investimento barolo conterno 2002
Wine World

Vini da investimento, ecco le etichette più performanti

Il valore materiale del vino finisce quando entra nel bicchiere. Questo è un dato di fatto. Ma quando invece è contenuto nella bottiglia il suo valore può variare, scendere o salire. Tutto ciò è stabilito dalla legge di mercato, dalla regola basilare di domanda e offerta. Nel gigantesco mercato globale del vino, le bottiglie pregiate rientrano nei beni da investimento, proprio come l’oro o il mattone. Continua a leggere

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Entrare nel 2018 alla grande, 9 spumanti per Capodanno

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È tempo di salutare il 2017 e di entrare nel 2018. Ma come? Ovviamente stappando una bottiglia di spumante. Ecco un post lampo, con 9 suggerimenti di “sparkling wine” per brindare in allegria, bellezza e spensieratezza.

Dato che è un articolo “flash”, scritto quando oramai è già partito il countdown di fine anno, ho pensato di inserire delle buone bottiglie che siano reperibili un po’ ovunque. Quindi non sono andato a cercare rarità di vecchie annate millesimate, che hanno solo quattro persone in Italia.

Sotto i 50 Euro

Prosecco Tenuta Baron

Bollicina, fresca, divertente, giovane ma non banale. La bottiglia è molto simpatica, l’azienda si è affidata a dei grafici che hanno ideato delle vesti in due versione: tropicale e mimetico. Ma non c’è solo il lato estetico ad accattivare, anche il contenuto è assolutamente all’altezza se non di più. Consiglio dunque – se riuscite a trovarlo – il formato magnum, perché la bottiglia normale rischia di essere scolata tutta già al decimo minuto del nuovo anno. [Consiglio da bere anche per strada, fuori da un locale, da sbocciare tutti insieme].

Boizel Brut Réserve

Difficilmente si può trovare uno champagne in un enoteca italiana con un rapporto qualità prezzo così. Sebbene tutti i prodotti Boizel siano degni di nota qui inserisco il “Brut Reserve”. Per me uno Champagne riserva (sottolineo “riserva”) a 35 euro sullo scaffale, così, è  davvero imbattibile. [Consiglio per chi fa una cena, età media 27-30 anni, alla mezza notte prima di prendere le macchine e andare a ballare]

Millesimo Extra Brut Contratto

Con appena venti euro, forse qualcosina in più, portate a tavola un signor spumante, che lascerà un’ottima impressione anche ai palati più allenati. La storia di Contratto è lunga, affascinante ed è una garanzia. Sia per la cena ma anche per essere stappato alla mezzanotte è perfetto. [Consiglio dall’inizio alla fine della serata, per tutti i gusti, è un “metodo classico” senza problemi]

Intorno ai 50 euro

Philipponnat Royale Reserve Brut

Tra i grandi marchi di Champagne Philipponat è una certezza. Ha mantenuto sempre uno standard elevato, coerente alla sua antichissima e gloriosa storia, diventando uno degli Champagne per antonomasia. Le caratteristiche sono inconfondibili, anche gli champagnisti più incalliti saranno d’accordo. [Per chi vuole stappare con eleganza in sicurezza. Cenone di famiglia o “istituazionale”]

Biondelli Franciacorta Rosè

Di Biondelli ne avevo già parlato, l’assaggio mi aveva stupito. Non è una novità assoluta, ma è un’azienda ancora poco conosciuta. I suoi prodotti sono di grande qualità. Qui ho scelto il Rosé, perché si differenzia da tutti le bollicine in rosa che abbia mai assaggiato avendo qualcosa in più,: spessore e struttura al palato. Lascerà stupiti anche i più esperti. A voi il merito di proporlo ai vostri amici #winelover e di farlo conoscere. [Per una cena tra appassionati del buon cibo e del bere alla grande]

Giulio Ferrari – Riserva del Fondatore

Non ci dobbiamo mai dimenticare delle prime bollicine che hanno fatto grande l’Italia dello spumante. Stappare un Giulio Ferrari – Riserva del Fondatore vuol dire fare un inchino a questa storia d’Italia del vino e dei suoi mitici, lungimiranti, innovatori. Questa sarà una grande scelta – seria! – per entrare nel 2018 con grande classe. Sarà sicuramente un brindisi da ricordare, negli anni a venire: “Cosa abbiamo stappato quell’anno? Ah, sì! Un Giulio Ferrari Riserva del Fondatore! ” [Consiglio per chi ha una grande saggezza enogastronomica]

Intorno ai 100 euro

Louis Roederer Brut Nature “Philippe Starck” Millésimé 2009

C’era un tempo che la maison Louis Roederer era famosa soprattutto per il Cristal. Simbolo di sfarzo e di lusso esagerato. C’erano anni che chi era “top” non beveva altro.  Alcuni continuano a seguire questo stile, altri invece seguono nuove correnti. Questo Champagne, edizione limitata, che non esce tutti gli anni, è per il secondo gruppo. La cuvée di questo brut nature dovrebbe essere stata scelta dal noto archistar Starck in persona. Quello che che posso dire con certezza è che la beva è uno spettacolo: naturalmente “cruda”, tagliente, ma con una bella struttura. [Consiglio per una cena età media 40 anni, per chi ha desiderio di ricercatezza, unicità, in un prodotto comunque giovane]

Champagne David Léclapart Extra Brut – L’Amateur

Si torna all’origine del terroir, e lo si vive al naturale. La regione dello Champagne negli ultimi anni ha avuto una controtendenza. Alcuni producono ottimi vini in biodinamica. È sicuramente il caso David Leclapart, tra i primi a riconvertire le proprie vigne, appena prese la redini dell’azienda dopo la morte del padre. E questo Chardonnay, quindi Blanc de Blancs, è un ottimo esempio di come l’audacia di una scelta a volte può ripagare alla grande. La storia ci insegna, infatti, che molti nella zona abbiano seguito David dopo aver assaggiato i suoi “nuovi” fanstastici vini. [Consiglio per un brindisi tra enochic, ma piacerà sicuramente anche ai profani]

Champagne Extra Brut “La Closerie Les Béguines” Blanc de Noirs – Jérôme Prévost

Eleganza, ricercatezza e un piacere dei sensi totale. Gioia per il naso e poi per il palato, per scoprire tutta la bellezza del pinot meunier 100%. Perfetto per una cena a base di crostacei e molluschi: quindi rigorosamente astici e ostriche. Sarebbe superfluo dire a chi consiglio questa romantica bollicina…. [Cenetta a due, intima, a lume di candela]

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In Austria si fuma nei locali. Ue, ecco divieti e buchi

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Sembra passata una vita da quando si poteva fumare liberamente nei locali in Italia. Sono ormai lontani quei nuvoloni di fumo sospesi in aria che si trovavano in mezzo alle sale di ristoranti, pub e bar. Ricordi sbiaditi di un passato sfumato, verrebbe da dire. Tutto merito delle direttive dell’Europa che negli anni sono state acquisite da ogni Stato membro. Ma qualcuno all’interno dei confini Ue si ribella e vuole cambiare direzione. Continua a leggere

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