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Marketing e Vino

Il vino oggi ha bisogno di più Marketing

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Vino e marketing. Oggi è sempre più fondamentale che queste due parti si incontrino e si sposino. La competizione è alta, il mercato da una parte è in espansione, perché sempre più player vogliono entrarci, ma è allo stesso tempo è contratto perché i posti – gli scaffali – che contano sono veramente pochi e sempre occupati.

Bisogna far conoscere i prodotti. Bisogna posizionarli e farli arrivare ai propri clienti (“ideali”). E tutto questo è marketing. Non è una parolaccia. Anzi. Aiuta anche a far emergere ottime realtà. Perché, alla fine, bisogna vendere le bottiglie…

Riprendiamo un editoriale di Daniele Cernilli (articolo originale qui), che spiega bene la questione.

“Nel vino esistono marketing aziendali, tesi alla creazione di un marchio, che può essere di una grande azienda, ma anche di piccoli e iconici vignaioli. Ci può anche essere un marketing territoriale, legato al tentativo di valorizzare zone di produzione specifiche. Pensate allo Champagne, e in Italia a Barolo, Brunello e Amarone. Poi ci sono dei marketing specifici dedicati a mercati particolari. Se si vuole esportare negli Usa è necessario, oltre che conoscere le leggi che regolamentano il settore vino, anche i target di riferimento, i gusti di coloro ai quali potrebbe interessare una determinata tipologia, magari molto diversi da quelli che si potrebbero trovare in Cina o in Germania. 

Tutto questo per dimostrare che una buona conoscenza di marketing, anche nel mondo del vino, non solo non è negativa, ma è necessaria se si vuole dialogare con chi non necessariamente conosce zone, territori e tipologie. Cosa ci sia di male e di sbagliato in questo francamente faccio fatica a capirlo. Forse ci stiamo troppo abituando a frasi fatte che prendono dei significati differenti da quelli effettivi, creando confusione. 

La stessa cosa accadeva in passato con la reclame, la pubblicità, da molti demonizzata, tranne poi apprezzare ai tempi Carosello o continuare a consumare prodotti molto supportati dalla comunicazione. I grandi marchi di qualunque settore, Ferrari, Armani, Coca Cola, Nutella, sono anche fenomeni di marketing. Il vino, i vini iconici, i grandi Bordeaux, i grandi Champagne, i grandi Barolo, sono divenuti tali anche per effetto di marketing specifici e tesi a valorizzarli. I Consorzi di promozione hanno comitati marketing che lavorano su queste tematiche, spesso anche molto efficacemente. 

Perché il vino è sicuramente poesia, passione, metafora del territorio, ma le cantine sono anche aziende e devono vendere i loro prodotti e remunerare il lavoro di chi opera per ottenerli. Non sarà molto popolare dirlo, ma è la pura e semplice verità”.

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