Un Blog avvinato

Vecchio Cameriere

Ma che fine ha fatto la cucina
classica?

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Non voglio essere blasfemo nel citare Sant’Agostino parlando di cucina con questa sua frase rispetto al Testamento: “Il Vecchio contiene in nuce il Nuovo ed il Nuovo rende comprensibile il Vecchio”.

In questo caso, cenando in uno dei ristoranti più blasonati e con la posizione più bella di Roma, mi sono reso conto che la tradizione e la cucina classica hanno lasciato spazio solo a vecchi ricordi di camerieri in giacca bianca e sorrisi di circostanza.

Dovrebbero tenere alto il nome della cucina di sostanza e senza fronzoli, raccontare la storia delle Piazze che le ospitano, ridurre al minimo le civettuolerie e spingere al massimo sul gusto, invece la marcia è a folle giusto per risparmiare benzina e per svuotare il portafoglio all’ignaro turista che riesce, grazie al cameriere di turno avvelenato di mance, a scucire qualche sorriso ben pagato.

Ma andiamo ai piatti:

Quattro polpette al curry con riso basmati ed un’insalata di bollito per la modica cifra di ventisei euro a piatto che neanche alla mensa dei poveri di Bogotà dopo una sniffata di cocaina da parte del cuoco avrebbero avuto il coraggio di servire.

Un’accozzaglia di ingredienti mal presentati senza un sapore, come se il frigo ne avesse asciugato l’anima se un’anima l’avevano.

Non credo che il proprietario abbia mai assaggiato quei piatti serviti nel suo ristorante, come non credo li suggerisca ai suoi clienti da Novella Duemila.

Il pane, quattro fette a richiesta, cinque euro, acqua a quattro euro ed un bicchiere di prosecco da battaglia a nove euro: sono i prezzi per queste meraviglie.

Il vecchio ormai contiene il nulla ed il nuovo rende comprensibile la fine del vecchio.

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