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I vini dell'Alto Piemonte - TASTE ALTO PIEMONTE 2019

Let’s Taste Alto Piemonte. Le chicche da scoprire

in Eventi Di

Quando si nomina l’Alto Piemonte si parla di zone assolutamente vocate alla viticoltura. Zone che regalano vini davvero interessanti, molto spesso emozionanti. Si tratta di un’area che ha solo pagato lo scotto di trovarsi nella stessa regione del Barolo del Barbaresco del Roero dell’Alta Langa… e via… Nomi importanti, giganti, che fanno parecchia ombra.

L’Alto Piemonte si può definire una macro area che al suo interno racchiude delle Docg e Doc che sono delle vere e proprie chicche: Gattinara, sicuramente la capofila, poi Ghemme, Lessona e Boca, quest’ultima forse quella che sta emergendo di più. Ma ci sono anche Bramaterra (DOC), le Colline Novaresi (DOC), Coste della Sesia (DOC), Fara (DOC), Sizzano (DOC), le Valli Ossolane (DOC).

Anche in queste zone il Nebbiolo la fa da padrone, ma un altro vitigno parecchio coltivato è la Vespolina, vinificata in purezza oppure in assemblaggio con il Nebbiolo. Se si parla invece di vini bianchi primeggia l’Erbaluce.

Questo è un po’ il quadro in generale, che è emerso nitidamente passando tra i banchi d’assaggio dell’evento Taste Alto Piemonte, organizzato da Riserva Grande, Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte e Percorsi di Vino (ringrazio Andrea Petrini). Una grande occasione per scoprire vini meno conosciuti ma non per questo meno meritevoli di attenzione e di interesse.

Anzi sono state parecchie le sorprese e le emozioni provate attraverso il calice.

La maggior parte delle aziende presenti sono quelle che di solito appassionano maggiormente i #winelover più attenti. Poche bottiglie prodotte all’anno (qualche decina di migliaia), non facili da trovare, quasi zero marketing, insomma di stampo “vecchia maniera”. Perché poi alla fine è il vino che deve parlare. E deve dialogare con i nostri occhi, la nostra bocca, il nostro palato, il nostro stomaco, il nostro cuore.

Let’s Taste Alto Piemonte

Se mi chiedessi un’azienda che mi ha convinto di più durante l’evento Taste Alto Piemonte ti risponderei Cantina Castaldi Francesca. Oh, ringrazio la mia amica Paola che me l’ha segnalata subito, prima che i tannini mi pregiudicassero le fauci.

Martina La Barbera

Nasi puliti e vini snelli. Questo è lo stile che unisce tutti i vini dell’azienda, e rispecchia il mio gusto personale. Iniziamo dal bianco.. Alleluja finalmente una Erbaluce, “Lucia”, che non ti lascia la bocca di p….. Non voglio essere volgare. Equilibrio tra sapidità e mineralità, la freschezza c’è. E ancora più interessanti i rossi. “Nina”, Vespolina in purezza, vino facile da bere senza pensarci troppo. Ha un bel nervo che facilita parecchio la beva. Fara ,Nebbiolo 70% e 30% Vespolina, ottima la nota balsamica: c’è ma non è invadente, sta nel limite giusto prima che diventi fastidiosa. Interessantissima la Barbera, “Martina”, che sembra fare un campionato a sé. C’è polpa alla beva, ma la si avverte anche al naso. Anche in questo caso una polpa morbida e leggera. Bene. L’azienda è assolutamente da approfondire. Posso aggiungere che il terroir è unico per tutte le viti che vengono coltivate una accanto all’altra. Con questo voglio dire che emerge in ogni bottiglia il vitigno con tutte le proprie caratteristiche.

Nei miei promemoria ci sono anche il Boca 2015 di Carlone Davide, il Gattinara Riserva di Anzivino (mi sono perso il millesimo), il Ghemme 2011 di Ca’ Nova .

Mazzoni Ghemme ai Livelli 2013

Voglio lodare un’ultima bottiglia. Cercate le emozioni, cercate concretezza, cercate solidità, cercate buon gusto, cercate amore, cercate un buon vino? Mazzoni, Ghemme ai Livelli 2013. Lo descrivo con una canzone: Try a Little Tenderness, Otis Redding. 

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