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Valle d Aosta atto vandalico (1)

Le distruggono la vigna, il gesto infame in Valle d’Aosta

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Un post di Facebook condiviso da centinaia di persone, tra vignaioli e winelovers, desta attenzione: “Dalla valle d’Aosta giungono notizie inquietanti. Nella scorsa notte sono state segate circa 50 piante dalla vigna di una piccola produttrice- scrive F. G. – Non importa il numero delle piante, come non importa che la vignaiola in questione possa essere più o meno invisa. Questo gesto è un dispetto o, peggio, un avvertimento che non esito a definire mafioso. Spero che venga fatta luce sulla vicenda e che le associazioni dei vignaioli prendano una chiara posizione stigmatizzando con forza questo grave avvenimento…”.

Questa è la storia di un brutto gesto subito, martedì 16 aprile, da Anna De Santis, una piccola produttrice di vino della Valle d’Aosta. La sua azienda si trova a Villeneuve.

La viticoltrice si  è accorta dell’accaduto quando si è recata nella vigna e si è trovata davanti lo scempio: più di 50 viti tagliate di netto. A fare più male non è il danno economico, che è stato quantificato dalla produttrice attorno ai 700 euro, bensì quello morale, perché oltre alla gravità del gesto, erano anche vecchie viti.

Anna De Santis non ha potuto fare altro che sporgere la denuncia ai Carabinieri.“Continuo a domandarmi ‘perché?’. –  questo è stato il primo sfogo condiviso attraverso una diretta Facebook proprio dalla vigna violata.

Cosa ti dà fastidio? Cosa ti hanno fatto quelle piante? Con chi ce l’hai? Quando l’hai fatto? Cosa vuoi?”, ha detto poi rivolgendosi all’anonimo delinquente.

Anna ha avvitato l’azienda, della superficie di due ettari e mezzo, nel 2009, producendo principalmente Pinot Noir,  altri vini classici valdostani.

La raggiungo telefonicamente e mi dice che non ha mai, mai, mai avuto problemi nella sua carriera da vigneron, né di aver mai fatto qualcosa contro qualcuno tanto da arrivare a un gesto così estremo. L’unico problema che ha segnato il suo percorso in passato, e di cui sta ancora pagando le conseguenze è una causa legale contro le istituzioni locali, un contenzioso tra lei, la Provincia e la Regione.

Nonostante tutto finalmente ero felice, avevo appena piantato 200 barbatelle”, mi racconta.

Poi la brutta sorpresa recandosi nel vigneto martedì pomeriggio. “Non ho sospetti – dice -. Voglio sapere chi è la m###a ma non ho proprio idea di chi sia stato. Chi mi conosce sta piangendo come me. Chi mi conosce sa che la mia vita sono le vigne”.

“Tagliare le piante per un vignaiolo è come entrare in un canile e tagliare la testa ai cani”

Mentre le indagini vanno avanti non si fermano i messaggi di sostegno e di supporto da parte del mondo del vino nei confronti della vignaiola valdostana e tantissimi sono già disposti a comprare immediatamente tutte le sue bottiglie di vino. “In due giorni ho messaggiato con più di mille persone, molte delle quali sono già pronte a comprare i miei vini come segno di solidarietà permettendomi di piantare nuove barbatelle”.

 

 

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