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L’eleganza in biodinamica, Larmandier-Bernier

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L’eleganza pura del gesso che dona raffinate mineralità. Le acidità degli Chardonnay, provenienti da blasonati cru, tenute a bada dai lieviti, utilizzati con grande maestria. Il lavoro in vigna nel pieno rispetto della natura. Precursori della biodinamica nella Côte des Blancs. Questa può essere una estrema sintesi descrittiva della maison Larmandier-Bernier e degli splendidi champagne che produce.

Non poteva iniziare meglio il tour di Radio Bottiglia in Champagne. Per molti Larmandier-Bernier è una maison cult. Chi scrive ammette che è tra quelle che gli fa battere forte il cuore ogni volta che il tappo salta. Stregato fin da subito dallo champagne base, dall’entry level, “Latitude“, bollicina che in Italia si aggira intorno ai 30 euro, prezzo finito, e che regala, oltre a una piacevole beva anche qualche emozione in più insaspettata. Il motivo è che tutte le bottiglie di champagne Larmandier-Bernier hanno un’anima. Si tratta di prodotti artigianali, non escono da una fabbrica e hanno standard qualitativi alti.

Larmandier-Bernier, grandi vini lavorati in naturale

Ben lontana dunque dalle maison mastodontiche, da quelle che hanno impianti e strutture industriali, Larmandier-Bernier produce complessivamente circa 105 mila bottiglie all’anno. E ognuna con una firma inconfondibile. Il cuore dell’azienda si trova a poco prima del paesino Vertus, lì dove iniziano i propri vigneti, che poi si estendono per tutta la Côte des Blancs, fino a Cramant.

La sede è divisa in tre diverse strutture tutte vicine tra loro. Ci accoglie Sophie. “Les italiens?“, ci dice sorridendo. Sì, siamo proprio noi. Il giro per l’azienda parte subito, con una piccola premessa: la cantina è in piena attività per la pulizia delle botti.

Non è un problema, anzi rende ancora più interessante il giro. Al lavoro ci sono il marito e il figlio. “Io penso all’organizzazione e alle questione burocratiche, mio marito e mio figlio devono solo pensare a fare i vini migliori possibili“, ci dice Sophie mentre vediamo il resto della famiglia spostare grossi tubi posizionandoli dentro le botti. Poi ci consigliano di metterci da parte per evitarci una colossale doccia, infatti un secondo dopo partono dei getti d’acqua con una pressione fortissima. Quelle che alla fine escono sono delle grosse e dure incrostazioni.

Non ci sono solo le grandi botti, ma anche barriques e tini di acciaio, dove vengono tenute le riserve. Un’occhiata fuori al volo, dove c’è un capanno con il tetto coperto da pannelli solari che custodisce i macchinari e i trattori. A proposito di questi ultimi, una curiosità: qui in Champagne, si utilizzato dei piccoli trattorini, molto alti e stretti. L’altezza gli consente di passare sopra il filare, o i filari. Larmandier-Bernier, che ha sempre un’occhio attento all’ambiente, ne ha uno nuovissimo elettrico. Questo gli consente non solo di abbattere l’inquinamento ma soprattutto di essere più leggeri quando lo si porta in vigna, senza produrre vibrazioni, evita così di comprimere la terra sopra le radici e di non stressare le piante. Una delle poche aziende al mondo ad avere questa tecnologia.

“Un sol vivant, un vigneron libre”

In vigna si lavora esclusivamente in biodinamica, così come viene riportato con orgoglio sulle etichette. Perché a quelle latitudini geografiche estreme è molto difficile lavorare l’uva con questa tecnica che esclude completamente l’impiego dei fitofarmaci. Per avere degli standard elevati la selezione sarà importante e non tutte le uve, anche nelle annate migliore, finirà nei mosti. Se si comprende questo ogni bicchiere degli champagne di Larmandier-Bernier si berrà ancor con più gusto. Per le fermentazioni, poi, si utilizzano solo lieviti indigeni.

Quando scendiamo nelle caves tutto si fa ancora più affascinante. Alcune pareti nude mostrano il gesso del sottosuolo. Si tratta di una caratteristica costante, assieme alla presenza dei fossili, dei terroir della Cote des Blancs.

Qui ci si effettua il remuage, meccanico. E si stipano le bottiglie per l’affinamento. Lunghe e alte mura di bottiglie vengono accompagnati di tanto in tanto da delle lavagnette con le annotazioni delle vari annate e sboccature scritte in gesso. La temperatura è meravigliosa, intorno ai 16 gradi, un posto dove non si vorrebbe mai uscire. Anche perché fuori le temperature, sotto il sole estivo, superano abbondantemente i 30 gradi.  

Stile pulito e sofisticato. Questo è uno slogan che mi viene in mente quando ripenso agli champagne di Larmandier-Bernier mentre scrivo.

Memo di degustazione:

Cinque le bottiglie assaggiare durante la degustazione che abbiamo fatto alla fine del tour, in una bella struttura dall’architettura moderna e dalle grandi vetrate. Abbiamo iniziato con un rosé dalla bottiglia satinata, precisamente con “Rosé De Saignée”. Non è un blend ma è un Pinot Nero di Vertus in purezza, ed è veramente delicato. Il secondo assaggio è “Longitude”. Eccezionale il ruolo che hanno i lieviti qui, si sentono particolarmente, limitano l’acidità, ma non sono invasivi. La sboccatura avviene dopo 10 lunghi anni, il risultato è una beva davvero cremosa. “Terre de Vertus” torna a essere invece più rigido, più verticale. D’altronde è un Non Dosé, Blanc de Blancs 1er Cru. Vino brillante, audace, di un colore d’oro brillante. Incredibile la persistenza ma soprattutto la profondità. “Les Chemins D’Avize 2011”, proveniente da un unico grand cru di Avize, è una bottiglia di estrema eleganza, di  un perfetto equilibrio tra densità e pulizia, nonostante non faccia filtrazioni. Territorialità allo stato puro. L’ultimo assaggio è ancora più memorabile. “Vieille Vigne du Levant Grand Cru 2009”. Questa volta il mono (grand) cru si trova a Cramant. Espressività al massimo, evoluzione interminabile nel bicchiere che mostra le tante sfaccettature diverse di questa bollicina incredibile. Il filo logico di questo ultimo grande champagne va trovato nelle mineralità. Uno champagne top, che vi conquisterà.

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Giornalista, Blogger e Copywriter. Appassionato di scrittura e innamorato del vino. Dal 2009 al servizio dei media e della comunicazione. Ha una gattina che si chiama Malvasia. Social: @inthecantine // Email: info@radiobottiglia.com

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