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L’anniversario del Sassicaia e le vette riconquistate

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Ce ripigliamm’ tutt’ chell che è ‘o nuost”. Celebre battuta da fiction saviana, poi diventata un mantra a Napoli e infine frase-fomento in tutto il resto d’Italia. Con questo post vogliamo proprio celebrare l’italianità, quel sentimento di appartenenza “Made in Italy.

Sì, il vino italiano sta andando forte e quest’anno stiamo ricevendo sempre più conferme e benedizioni. L’ultima, forse vale quanto un Oscar. Il primo posto nella classifica di Wine Spectator può essere paragonato alla più celebre statuetta di Hollywood.

E a chi viene consegnata? Con chi vinciamo? Grazie a Tenuta San Guido, Bolgheri – Sassicaia 2015. Una nostra vecchia, ma neanche troppo, gloria. Un vino tanto amato e tanto odiato. Ma d’altronde odio e amore sono due grandi sentimenti che corrono paralleli separati da una linea sottilissima…

Si parla tanto del fatto che i vini italiani non si sanno vendere come quelli francesi. Forse perché fanno fatica raccontarsi? A confrontarsi con il grande mondo della comunicazione? Ma finalmente assistiamo a un clamoroso cambio di tendenza: siamo sulle patinate pagine delle riviste internazionali, proprio quelle che per un certo provincialismo di solito noi italiani snobbiamo.

sassicia

Il grande ritorno del Sassicaia, capofila dei nostri ottimi vini italici, però non è piovuto dal cielo così all’improvviso. Era stato anticipato largamente, da altri premi, sicuramente di minore rilievo ma comunque significativi, come quello di Daniele Cernilli trattino Doctor Wine, consegnato non più di due mese fa. Già allora qualcuno sui gruppi Facebook rumoreggiava, scriveva frasi tipo: “Dov’è la novità?” o “Vincono sempre gli stessi”. Signori cari, non è proprio così scontato. E poi, voi il Sassicaia 2015 lo avete provato? Regola numero uno del mondo del vino: assaggiare prima di commentare. E questo vale sia per una Romanée-Conti come per il Tavernello. E il Sassicaia 2015 è un grande vino.

Un successo pazzesco e incredibilmente tempistico. Infatti il 2018 è il 50 anniversario del mitico vino frutto delle intuizioni del marchese Mario Incisa della Rocchetta e del grande enologo Giacomo Tachis.

La storia di questo grande vino, tra i più famosi al mondo, iniziò ufficialmente con la vendemmia del 1968.

Quattro anni dopo, 1972, quando le bottiglie vestirono per la prima volta l’iconica rosa dei venti su campo blu, e fu fatto conoscere al grande pubblico.

Sassicaia, le prime annate

Per arrivare ai risultati finali, il marchese dovette studiare parecchio, ascoltare i consigli del suo amico Barone Rotschild, poi quello di Carlo Guerrieri Gonzaga. E solo con Tachis il Sassicaia, che, già riportava il  suo nome in etichetta (vedi foto), lasciò finalmente le tavolate di Bolgheri e viaggiò per tutto il mondo portando in alto i colori dell’Italia.

Il successo arrivò quasi immediatamente, incurante di essere considerato un “vino da tavola” qualunque già con le prime recensioni, della critica che contava, a favore (Hugh Johnson e Gino Veronelli). Poi nel ’94 questo vino fu talmente vincente che per la prima volta venne creata una Doc apposita, solo per lui.

Questa storia non si può non applaudire. Davanti a tutto ciò non si può rimanere indifferenti, come chiunque non rifiuterà mai un bicchiere di Sassicaia. Specialmente se è di una grande annata, storica, come quella del 2015. Questo vino non figlio della tradizione, ma di un progetto visionario, dovrà avere sempre un posto speciale nel cuore di ogni winelover italiano. Questo vino testimonia la genialità e l’inventiva italiana. Siamone orgogliosi.

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