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Gravner Bianco Breg 2011 RadioBottiglia

Josko Gravner e la penultima annata di Bianco Breg

in Wine World Di

Un giorno Gino Veronelli andò da Josko Gravner e gli disse che, sì, la Ribolla Gialla aveva qualcosa di speciale e sicuramente rappresentava al meglio il territorio di Oslavia, ma che comunque Josko produceva altrettanto bene altri vini fatti con Sauvignon, Pinot Grigio, Chardonnay e Riesling Italico. E su quella confidenza del giornalista ci deve aver pensato a lungo, Josko, per tanti anni. Ma lui è uno di quelli che se prende una decisione va fino in fondo. E così ha espientato tutto, a meno che non sia Ribolla Gialla per quanto riguarda i bianchi e il Pignolo per i rossi.

A dire esattamente il vero Mateja Gravner mi ha scritto e mi ha detto che per quanto riguarda i rossi c’è ancora il vigneto piantato negli anni ‘60 con Merlot e un po’ di Cabernet Sauvignon, quindi Rosso Rujno/Rosso Gravner a seconda della qualità del vino.

Comunque siamo quasi arrivati a una nuova fase e alla fine di un’epoca. Tra qualche tempo il mitico blend di Gravner non si troverà più sugli scaffali delle enoteche. La cosa aveva già fatto scalpore, d’altronde il fatto – l’espianto – è già avvenuto. La notizia quindi circolava già da un po’, lo stesso produttore di Oslavia ne parlava da parecchio al pubblico, durante incontri e conferenze, però dato che la penultima annata di Breg è entrata in commercio proprio in questi giorni non si poteva evitare di parlarne sul blog.

Cari collezionisti state molto attenti!

Ci sono in giro solo 3mila bottiglie di Bianco Breg 2011 di Gravner. Figlie di un’ottima annata. “A mio avviso – afferma Josko Gravner – la 2011 è stata una delle migliori annate per i miei vini, e in particolare per il Breg Bianco. Un’annata bella da lavorare, con un buon andamento climatico e un autunno asciutto che ci ha permesso di arrivare a piena maturazione dell’uva e di vendemmiare molto avanti. Penso che questo vino ci darà grandi soddisfazioni nonostante quell’anno le uve non siano state attaccate dalla botrite”.

Gravner Bianco Breg 2011

La Decisione

Si legge nel comunicato stampa arrivato proprio ieri: I vigneti dai quali è stata raccolta l’uva sono stati tutti espiantati tra il 2011 e il 2012, a seguito della decisione di Josko Gravner di dedicarsi unicamente alla coltivazione delle varietà autoctone Ribolla Gialla e Pignolo.  Al momento questi terreni sono ancora a riposo, ma la maggior parte di essi tra qualche anno diventerà bosco. La posizione non sarebbe ideale per le varietà scelte e Gravner preferisce favorire l’equilibrio dell’ecosistema attraverso un impianto boschivo. Solo un appezzamento di circa 2 ettari tornerà ad essere vigneto.

Per l’ultima annata che andrà in  commercio il prossimo anno, invece, le bottiglie saranno ancora meno, infatti per la 2012 scenderanno a 2000, tra formato da 750 ml e magnum.

Uvaggio Sauvignon, Pinot Grigio, Chardonnay e Riesling Italico, il nome Bianco Breg deriva da un vigneto, il Vinograd Breg, dove erano coltivate diverse varietà la cui uva veniva vinificata a parte rispetto agli altri, come fosse un Cru. Il nome fu cambiato in Bianco Gravner quando alle uve prodotte in questo vigneto vennero aggiunte varietà provenienti da altri vigneti, come lo Chardonnay e il Sauvignon. Un cambiamento che non fu accolto in modo positivo perché recepito come un abbassamento della qualità del vino, anche se la realtà era ben diversa. L’anno successivo il passo indietro: la scelta di togliere il termine Vinograd, e di tornare a chiamarlo semplicemente Bianco Breg.

Prezzo medio in enoteca del Bianco Breg 2011: 75 euro per la bottiglia da 750 ml, 150 per la magnum.

[Photo credit Studio Cru]

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