In Austria si fuma nei locali. Ue, ecco divieti e buchi

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Sembra passata una vita da quando si poteva fumare liberamente nei locali in Italia. Sono ormai lontani quei nuvoloni di fumo sospesi in aria che si trovavano in mezzo alle sale di ristoranti, pub e bar. Ricordi sbiaditi di un passato sfumato, verrebbe da dire. Tutto merito delle direttive dell’Europa che negli anni sono state acquisite da ogni Stato membro. Ma qualcuno all’interno dei confini Ue si ribella e vuole cambiare direzione.

Il fumo nei locali pubblici in Italia è stato messo al bando con la legge del 16 gennaio 2003, soprannominata “Legge Sirchia“, che prende il nome dall’allora Ministro della Sanità del governo Berlusconi: Girolamo Sirchia. Questo provvedimento, oltre all’aumento del prezzo dei pacchetti di sigarette, è stato uno dei passi più importanti della guerra al tabagismo e al cancro ai polmoni. Ma in un mondo dove la battaglia antifumo sembrava procedere senza intoppi, riuscendo a convertire anche i fumatori più incalliti, qualcosa ha ceduto.

Il cedimento normativo sta avvenendo in Austria, dove il governo neoeletto dell’ultra destra guidato dal trentunenne Sebastian Kurz, ha fatto sapere che tra le prime prese di posizione ci sarà la definitiva liberalizzazione del fumo nei locali pubblici. Questo provvedimento rientrerebbe tra i primi atti di stampo nazionalistico, una politica di guerra nei confronti dell’Unione Europea. Una mossa chiara e tempestiva perché proprio in Austria era prevista nel 2018 l’entrata in vigore del divieto di fumo nei locali pubblici, uniformandosi finalmente con gli altri Paesi europei.

C’è da scandalizzarsi? Non proprio, perché questo divieto veniva continuamente rimandato. Ma anche perché, al contrario di quanto ci si aspetti, stranamente nei rigidi e austeri Paesi del Nord, dove ogni regola viene rispettata con grande attenzione, sono un po’ più flessibili nei confronti dei tabagisti. Ed è così anche nella super-europeista Germania di Angela Merkel, che  essendo però un Paese federale, non ha una severa legge antifumo omogenea a livello nazionale. Non è raro allora ritrovarsi nei locali,  specialmente nei ristoranti, nel centro di Berlino, tra persone che si accendono con noncuranza una sigaretta a tarda sera. Diciamo che il costume – sembra incredibile – batte la legge, almeno per una volta. Così come accade anche nel sud dell’Europa, ad esempio in Grecia, dove formalmente lo Stato riconosce la direttiva europea dal 2008, ma in realtà si fuma ovunque. E  un turista si potrebbe pure stranire vedendo qualcuno che si fuma una sigaretta da McDonald’s. Ma c’è poco da fare e anche la multinazionale ha preso provvedimenti: arrendendosi agli usi dei greci fornisce degli orribili posacenere che si possono prendere sopra il classico svuota vassoio.

Si farà un passo indietro anche in Italia? Sembra difficile se non impossibile, dato che tutte le iniziative dei governi che si sono succeduti negli anni sono state tutte coerenti, fino ad arrivare solo un anno fa a bandire il fumo anche nelle automobili, se sono presenti bambini o donne incinta. E intanto che i ristoratori ancora cercano di adeguarsi alla legge Sirchia con apposite sale fumatori, filtri e particolari ricicli d’aria, c’è chi bandisce anche gli apparecchi elettronici, anche se nessuna legge le vieta.

Fumare IQOS o altri dispositivi elettronici nei locali

Il nuovo sistema Iqos, sviluppato da Philip Morris International, che scalda e non brucia il tabacco tecnicamente si può ancora fumare nei locali pubblici perché non ci sono normative specifiche in Italia.

Un altro paradosso dunque. In altre parole anche se è un prodotto che utilizza tabacco, quindi bisogna essere per forza maggiorenni per farne uso, tecnicamente non rientra ancora in nessuna delle normative contro le sigarette. Il divieto è a discrezione del proprietario del locale o al buonsenso del consumatore.

Se state leggendo questo articolo fuori dalla porta di un ristorante durante un freddo giorno invernale e vi venisse voglia di emigrare in Austria, o in posti più tolleranti, per godervi il vostro tabacco tranquillamente al caldo intorno a un tavolo, pensate che vi poteva andare anche peggio. Perché c’è una nazione ad avere completamente bandito la vendita e la pratica di fumare il tabacco: il Bhutan, l’unica al mondo. Almeno per ora.

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