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Feudi di San Gregorio entra a Bolgheri e diventa un Impero

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Bolgheri continua a essere un brand di successo e tutti i grandi protagonisti del mondo del vino vorrebbero metterci le mani. Scriverlo sull’etichetta dei propri vini non è cosa da tutti. Si tratta di un vero e proprio status symbol in mano a pochi eletti. Entrare a Bolgheri vuol dire far parte del salotto buono dei produttori di vino.

E se non fosse così come potremmo mai spiegare l’acquisto da parte di Feudi di San Gregorio di 15 ettari di terreno alla modica cifra di 12 milioni di euro? Un ingresso in grande stile ufficializzato lunedì 15 maggio con una bella festa di inaugurazione, ad appena un anno dalla conclusione dell’affare. All’evento hanno partecipato tutti i “graduati” di Feudi di San Gregorio, da Antonio Capaldo in giù, e circa un centinaio di ristoratori, sommelier e wine lover d’Italia.

L’evento si è svolto al centro dei terreni ribattezzati Campo alle Comete, ovvero tra le vigne bolgheresi che portano ora  il marchio di Feudi Toscana. Si tratta di vigne iscritte alla Doc Bolgheri, gli impianti più vecchi risalgono al 1993, mentre gli ultimi interventi risalgono al 2007. I vitigni sono quelli che danno vita a bottiglie dal cosiddetto taglio bordolese: Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, ma anche Syrah e Alicante.

In questo modo Feudi può vantare la produzione di Bolgheri Doc, Cabernet in purezza, un Rosato dal taglio bordolese. A questi si aggiunge anche un Vermentino toscano e un Bolgheri Superiore, il quale però entrerà in commercio solo tra un anno.

Incaricata ad accogliere gli ospiti è stata la bella dall’accento tedesco Erika Weinreich. La festa è iniziata dalla cantina, un luogo molto moderno ma dallo stile che ricorda le antiche catacombe etrusche. Si tratta di una struttura di recente costruzione, che è stata pensata così sia per un lato estetico e simbolico ma anche per un lato pratico: come una catacomba infatti è leggermente interrata così da riuscire a tenere una temperatura bassa e stabile anche durante le estati più calde.

Dalla visita in cantina si è passati all’aperitivo. I calici sono stati riempiti di Vermentino toscano e di Dubl Greco, bolla sempre appartenente al marchio Feudi. Chiacchiere e public relation: queste le principali attività degli invitati  sotto un cielo limpidissimo e magnifico. Bravissimi i ragazzi della band che hanno suonato dal vivo e altrettanto brave le danzatrici che si sono esibite in balli molto suadenti.

L’organizzazione ha voluto fare le cose in grande anche per quanto riguarda il pranzo. Forse un po’ troppo da matrimonio, con tanto di tovaglie bianche candide. Per gustare lo Stupore (il Bolgheri Rosso) e il Cabernet – tra i due mi è piaciuto di più il secondo – è stata servita della carne alla griglia, dopo numerosi giri di buffet antipasti e altrettante file. L’unica pecca del programma è stata quella di inserire una movimentata caccia al tesoro dopo la grande mangiata e le numerose bevute. Per qualcuno il rischio infarto poteva essere davvero concreto! Solo i più giovani dunque sono riusciti a partecipare alla gara.

Feudi di San Gregorio lavora a grandi regimi. Si vede la cura con cui è stato creato il neonato brand Feudi Toscana, anche nei minimi dettagli. Le linee della bottiglia e l’etichetta, ad esempio, sono riconoscibilissime a colpo d’occhio, riconducibili subito al gruppo campano. In questo caso per il design è stata ingaggiata l’artista sammarinese Nicoletta Ceccoli.

Campo alle Comete dunque è un altro vanto per l’azienda nata nel 1986 e che ora conta un totale di 400 ettari di terreni avvinati sparsi per l’Italia (tra la Puglia, il Friuli Venezia Giulia, la Sicilia).

Un vero e proprio impero, formato appunto da tanti “feudi”, che sembra puntare sempre di più verso i grandi mercati internazionali.

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Giornalista, Blogger e Copywriter. Appassionato di scrittura e innamorato del vino. Dal 2009 al servizio dei media e della comunicazione. Ha una gattina che si chiama Malvasia. Social: @inthecantine // Email: info@radiobottiglia.com

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