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Arnaldo Caprai - La visita di RadioBottiglia

Da Arnaldo Caprai,
e il Sagrantino più famoso

in Wine Tour Di

Due macchine, sei amici, da Roma a Montefalco, andata e ritorno. Passando per i borghi stupendi, come Spello, Spoleto e Bevagna e i vigneti meravigliosi di Arnaldo Caprai. Cosa si poteva chiedere di più a un week end in pieno autunno? Una giornata con un sole fantastico, contro tutti i pronostici meteorologici.

Queste sono le cose belle che solo l’Italia ti può dare e in particolare una regione che non smette mai di stupire come l’Umbria. Martoriata dai terremoti, che si sono ripetuti negli anni, è stata ricostruita ogni volta sempre più bella. Questo è merito delle amministrazioni ma anche degli umbri, che hanno capito l’importanza di dare valore al territorio. E allora è un vero piacere camminare per le salite dei borghetti medievali, così come nei vigneti sotto il tiepido sole autunnale, magari con una bottiglia di vino tra le mani.

Arnaldo Caprai Montefalco
Arnaldo Caprai è una grande azienda. Lo si capisce appena si arriva. Poi basterebbe un solo dato: 800mila bottiglie prodotte all’anno. Ma non è una fabbrica grigia, fredda o anonima. Tutt’altro, è completamente l’opposto. In perfetta armonia con il territorio, è un’azienda calda, accogliente e all’avanguardia. In una parola un’eccellenza.

Arnaldo Caprai ha portato il vino umbro nel mondo, fuori dal bacino mediterraneo, finendo sulle riviste internazionali dalle carte patinate più importanti, come Wine Spectator o Decanter. E richiama ogni giorno tantissimi visitatori.

Questa volta a spostarci tra le vigne e la cantina eravamo una trentina, provenienti da tutta Italia, ma c’era anche qualcuno che veniva dall’estero. È sempre meglio quindi quando si vuole visitare l’azienda Caprai fare un colpo di telefono, per evitare antipatici overbooking.

Si può scegliere tra una degustazione da 10 euro o da 15 euro, cambia solo se si vuole un po’ di pane per accompagnare i vini o anche dei gustosi taglieri di affettati e salumi. La visita inizia dalla parte esterna passeggiando fra le splendide distese di viti.

Sempre guidati dalle piacevoli e mai pedanti spiegazioni di una giovane guida,  si passa alla zona dedicata alle enormi vasche d’acciaio caratterizzate da meccanismi di funzionamento con una tecnologia veramente all’ avanguardia. Proseguendo poi siamo giunti in un altro grande locale dedicato alle barrique, dove non si può non rimanere incantati dal profumo di legno e vino che colpiscono e avvolgono immediatamente il visitatore. Il giro termina negli  spazi dedicati all’imbottigliamento e affinamento, dove la macchina etichettatrice incuriosisce tutti.

I locali dedicati alla degustazione e allo shopping sono molto moderni e luminosi,  con delle belle vetrate che danno sul paesaggio. Al centro della sala c’è un imponente bancone ovale, alle parete tutti i trofei che Caprai è riuscito a conquistarsi negli anni. Si scopre anche un legame con la famosa azienda tessile Cruciani, quella dei braccialetti. Unico consiglio che gli posso dare è di mettere degli sgabelli, in modo da far riposare un po’ le gambe del visitatore e fargli godere di più l’assaggio dei vini.

A proposito all’assaggio ce n’erano quattro: Montefalco Grechetto DOC, arricchito nel sapore da una percentuale di sauvignon , Montefalco Rosso DOC, buono in tutte le occasioni, Montefalco Rosso Riserva DOC, per le cene più importanti, e il Montefalco Sagrantino DOGC Collepiano, la punta di diamante dell’azienda Caprai.

Bonus finale: un tramonto stupendo, all’uscita, sui vigneti dai colori che andavano dal rosato al rosso sagrantino. Neanche a farlo apposta…

Autore: Matteo De Paoli

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Giornalista, Blogger e Copywriter. Appassionato di scrittura e innamorato del vino. Dal 2009 al servizio dei media e della comunicazione. Ha una gattina che si chiama Malvasia. Social: @inthecantine // Email: info@radiobottiglia.com

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