Un Blog avvinato

Milano come ti riempiono il bicchiere

A Milano scambiano i calici di vino per shottini

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Mi capita molto spesso di andare a Milano. Un po’ per lavoro e un po’ per svago. La città mi diverte sempre, soprattutto mi divertono certi comportamenti dei suoi abitanti. O meglio alcuni modi che trovo davvero buffi. 

Da appassionato di vino ogni volta che approdo nella city approfitto per visitare una enoteca diversa. Devo dire che sono molto belle. Anzi sono “fighe”. Tutte pettinate, popolate da questi giovani carrieristi che scendono in strada dai loro uffici openspace delle grandi multinazionali della finanza con i loro vestiti blu e i mocassini lucidi, a chiacchierare tra loro (sempre di lavoro) con i bicchieri in mano. 

I più “ribelli” di questi (e sono pochi) ancora fumano. Gli altri, nonostante i loro appena trenta anni, sono già ferventi salutisti, quindi oltre a un rigido programma di palestra e al jogging quotidiano, stanno anche molto attenti a cosa mettono in corpo. Comunque oltre a strapparmi un sorriso ironico non c’è niente di male. Oh, la vita è loro, se gli piace viverla male sono problemi loro.

Quelli che tollero di meno sono coloro che stanno al di là del bancone. Quelli che servono da bere. Perennemente musoni, presi male, incazzosi. E tendenzialmente più un posto è di moda e più sembra che questi siano lì solo per  farti un piacere. 

 

Ma la cosa che più mi fa rabbia è come ti riempiono il calice di vino. O meglio come non te lo riempiono. 

Qualsiasi vino prendi, da uno economico a quello più costoso, loro te ne verseranno sempre una lacrimuccia. Praticamente versano il vino come se fosse whisky, o uno shottino.

Due dita, al massimo. Se succedesse a Roma il cameriere avrebbe vita più breve di quello che versa. 

L’ultima volta sono andato in un famoso posto a Porta Venezia, di cui mi avevano parlato diverse volte alcuni amici. Mi aveva incuriosito anche per la grande attività “social“, così finalmente ho trovato il tempo per andarci. 

Un’altra delusione. Due dita di vino a 5 euro. Roba che la bottiglia al proprietario sarà costata gli stessi 5 euro (prezzo ivato). Una presa in giro, ma che non desta scalpore e proteste dei millenials yuppies. A proposito il posto che è famoso per gli champagne, non aveva neanche un solo champagne in mescita. Ultima bella delusione. Insomma nella Milano dal vino mesciato manco fosse una dose di cocaina il consiglio è evitare la mescita e comprare la bottiglia.

Oppure fatevi una birra

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